Padova, il centro storico diventa palcoscenico: tre appuntamenti di danza tra Palazzo della Ragione ed Eremitani
Il 3 e 4 ottobre La Sfera Danza porta in città una prima nazionale e una prima regionale, con musica dal vivo e un piano alternativo in caso di pioggia.
Per due giorni Padova affida a cortili e logge del suo patrimonio monumentale un ruolo diverso dal consueto: quello di scena viva per il festival internazionale La Sfera Danza. Il calendario del 3 e 4 ottobre 2026 mette insieme tre performance pensate in relazione diretta con gli spazi cittadini, tra il Palazzo della Ragione e il Museo degli Eremitani.
L’idea che attraversa il programma è chiara: non utilizzare i luoghi storici come semplice cornice, ma farli entrare nella scrittura degli spettacoli. In cartellone ci sono infatti una prima nazionale e una prima regionale, entrambe costruite sul dialogo fra movimento, suono dal vivo e caratteristiche architettoniche.
Il debutto sotto la Loggia Nord
La prima tappa è fissata per sabato 3 ottobre in piazza della Frutta, alla Loggia Nord del Palazzo della Ragione. Qui Padova Danza Project presenta in prima nazionale Architetture del Vivente, proposta in quattro momenti della giornata: alle 10.30, 12.00, 16.00 e 18.00.
La creazione porta la firma di Jessica D’Angelo per coreografia e regia, sviluppate insieme ai danzatori. In scena Anna Pellizzon, Alessandro Piuzzo, Greta Puggioni, Roman Riabych e Ginevra Zaramella. Il lavoro nasce appositamente per questo contesto e mette a fuoco proporzioni, ombre e risonanze del palazzo, con il corpo che misura e attraversa lo spazio.
La componente sonora è affidata a Marco Frattini, con la voce di Alessandra Zancanaro della Casa della Musica. Il dialogo tra partitura musicale e gesto scenico punta a restituire il Palazzo della Ragione come presenza attiva, in un momento in cui l’attenzione cittadina verso questo luogo resta particolarmente alta.
Domenica agli Eremitani con due lavori consecutivi
Il giorno successivo il festival si trasferisce al Chiostro Albini del Museo degli Eremitani. Il primo appuntamento è alle 17.00 con We Are Our Roots, prima regionale firmata da Roberto Tedesco, autore sia della coreografia sia delle scene.
In questo caso l’interpretazione è di Laila Lovino, accompagnata dal vivo da Luca Pizzetti. Il nucleo del lavoro riguarda il tema delle radici: ciò che arriva dall’esperienza familiare, ciò che resta e ciò che può essere trasformato. Il suono dell’handpan accompagna un percorso fatto di passaggi e ritorni, in sintonia con l’atmosfera del chiostro.
Alle 18.00 seguirà In Amore, creato e interpretato da Federica Dalla Pozza e Isabel Paladin di BASE 9, con musica eseguita dal vivo da Federica Furlani. La performance nasce da una ricerca intorno alla ceramica di Nove, nel Vicentino, e mette al centro il rapporto tra materia, tempo e presenza del corpo.
Una ricerca che parte dalla tradizione artigiana
Per costruire In Amore, le artiste hanno raccolto voci e testimonianze di chi custodisce il sapere della ceramica locale. Il titolo richiama l’espressione usata nel mestiere quando un manufatto “va in amore”, cioè quando la materia reagisce a condizioni come umidità, temperatura e durata del processo.
Da questa immagine prende forma un lavoro che insiste su fragilità, attesa e trasformazione. Anche qui il festival conferma la sua linea: utilizzare gli spazi storici del centro non come semplice sfondo, ma come parte integrante della costruzione scenica.
Il piano in caso di pioggia
Per la giornata di domenica è prevista anche una soluzione alternativa. Se il meteo non permetterà lo svolgimento all’aperto nel Chiostro Albini, gli spettacoli saranno ripensati e presentati nella Sala dei Mosaici del Museo degli Eremitani.
Per informazioni gli organizzatori indicano La Sfera Danza al numero 340 841 8144. Per Padova si tratta di un fine settimana in cui il linguaggio contemporaneo torna a intrecciarsi con alcuni dei suoi luoghi più riconoscibili, portando la danza dentro il tessuto stesso della città.