Padova, i fumetti di Riccardo diventano un progetto per la sua scuola e per altre famiglie

Dopo la morte del bambino a 8 anni, i genitori trasformano le sue passioni in iniziative solidali tra biblioteca scolastica, teatro e sostegno nel lutto.

19 ottobre 2026 13:09
Padova, i fumetti di Riccardo diventano un progetto per la sua scuola e per altre famiglie -
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Da una collezione di fumetti nasce a Padova un gesto concreto che parla ai bambini, alla scuola e ai genitori che vivono esperienze difficili. Gli albi di Topolino appartenuti a Riccardo Barbera tornano a circolare grazie a un’iniziativa benefica legata alla sua memoria.

Riccardo è morto il 31 maggio 2024, a 8 anni, all’Hospice pediatrico di Padova dopo un lungo percorso di cure iniziato nel 2020, quando gli era stato diagnosticato un tumore al rene. La sua famiglia ha scelto di raccogliere quel ricordo non in forma privata, ma aprendolo alla città e ai più piccoli.

La madre Margherita Pietrogrande e il padre Ezio Barbera hanno dato vita all’associazione Vivi la vita bella, espressione che il figlio ripeteva spesso. L’obiettivo è duplice: mantenere vivo il legame con ciò che Riccardo amava e offrire un aiuto ad altre persone, a partire dal mondo della scuola.

Un appuntamento alla Reggia dei Carraresi

Il nuovo progetto ruota attorno ai fumetti che accompagnavano le sue giornate, sfogliati fin da quando era molto piccolo, anche insieme alla sorella. Durante un appuntamento nel giardino della scuola elementare Reggia dei Carraresi, nel centro storico di Padova, gli albi vengono proposti con offerta libera.

Le somme raccolte serviranno a finanziare la biblioteca dell’istituto e le attività teatrali. L’iniziativa arriva alla seconda edizione e coinvolge direttamente la comunità scolastica, con la presenza annunciata dell’assessore all’Istruzione Cristina Piva e della dirigente Chiara Rigato.

Per la famiglia Barbera quella scuola non è un luogo qualunque. Riccardo l’aveva frequentata fino alla seconda elementare, la sorella maggiore ha completato lì il suo percorso e oggi anche un cuginetto frequenta lo stesso istituto. Un filo che lega generazioni diverse e rende ancora più forte il senso del progetto.

Il rapporto con compagni e insegnanti durante la malattia

Il legame con la Reggia dei Carraresi non si era spezzato nemmeno nei mesi più duri. Riccardo era molto unito ai compagni e alle maestre, e una delle insegnanti continuava a raggiungerlo per leggergli delle storie anche nel periodo del ricovero.

È anche in questo rapporto di vicinanza che i genitori hanno trovato una direzione precisa per le attività dell’associazione. Sostenere libri, laboratori e momenti educativi significa restituire alla scuola una parte dell’affetto che il bambino e la sua famiglia hanno ricevuto.

Dai Lego ai fumetti: gli oggetti che diventano opportunità

Quella dei fumetti non è la prima iniziativa nata dalle passioni di Riccardo. Già nel 2025, attraverso una raccolta benefica costruita intorno alle sue scatole di Lego, era stato possibile contribuire alla realizzazione di un laboratorio di falegnameria per gli alunni.

La scelta della famiglia segue una linea precisa: trasformare ciò che ha accompagnato il gioco, la fantasia e la crescita del bambino in occasioni utili per altri. Non un semplice ricordo, quindi, ma strumenti che continuano a generare esperienze condivise.

Il sostegno a chi perde un figlio

L’attività di Vivi la vita bella non si ferma all’ambito scolastico. L’associazione guarda anche ai genitori che affrontano il lutto dopo la perdita di un figlio, con percorsi di supporto psicologico e momenti di incontro pensati per non lasciare sole le famiglie una volta conclusa la fase delle cure.

Tra i progetti ci sono anche uscite e camminate in montagna, altra passione di Riccardo, insieme a iniziative legate alla fotografia, disciplina a cui si collegano future borse di studio. Amava anche disegnare i tramonti, e proprio da questi interessi la famiglia continua a costruire attività capaci di coinvolgere altri ragazzi.

Nel ricordo del bambino trovano spazio anche feste in patronato, appuntamenti con gli amici della quinta B e visite guidate in città. La richiesta che aveva lasciato ai suoi cari, quella di non essere dimenticato, oggi prende la forma di libri, laboratori e gesti condivisi che continuano a parlare ai bambini di Padova.

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