Padova entra tra i capoluoghi più digitali d’Italia e porta a casa il riconoscimento per i Patti Digitali
Agli Stati generali dedicati alle città intelligenti il Comune si segnala sia nella graduatoria nazionale sia tra i progetti premiati per l’educazione all’uso della tecnologia.
Per Padova la giornata degli Stati generali delle città intelligenti si chiude con un doppio risultato: un posto nella fascia alta della classifica nazionale dei capoluoghi e un premio assegnato a un progetto cittadino dedicato al rapporto tra minori, famiglie e tecnologie digitali.
L’appuntamento ospitato in città ha infatti presentato il City Vision Score 2026-27, l’indice che mette a confronto tutti i 7.896 comuni italiani, e ha acceso i riflettori anche su alcune esperienze considerate esempi concreti di innovazione amministrativa e sociale. Tra queste c’è Padova con il percorso dei “Patti Digitali”.
Il risultato di Padova nella classifica dei capoluoghi
Nella graduatoria generale dei capoluoghi italiani, Padova compare nella top ten nazionale. Davanti ci sono Bologna, Pordenone, Bergamo, Brescia, Firenze, Milano, Udine, Trento e Modena. Un piazzamento che conferma il peso del Nord nella mappa delle città considerate più avanzate sul piano della governance, dei servizi, della mobilità, dell’ambiente, dell’economia e delle competenze.
Nella classifica complessiva dei comuni, la città veneta rientra inoltre tra le prime quindici posizioni. Il dato emerge in un quadro largamente dominato dalle amministrazioni settentrionali: nove comuni nei primi dieci appartengono infatti al Nord, mentre Firenze è l’unica presenza del Centro nella top ten.
Che cosa misura il City Vision Score
L’indice, arrivato alla settima edizione e curato da Blum e Prokalos, assegna un punteggio da 10 a 100 sulla base di 30 indicatori distribuiti in sei ambiti: smart governance, smart economy, smart environment, smart living, smart mobility e smart people. I dati utilizzati arrivano da fonti pubbliche istituzionali in formato open data.
Al vertice della classifica 2026-27 si conferma Bologna con 100 punti, seguita da Pordenone con 99,96 e da Casalecchio di Reno con 99. Subito dietro si collocano Bergamo, Brescia, Rovereto, Agrate Brianza, Firenze, Milano e Udine. Padova si inserisce poco più sotto, ma resta nel gruppo delle amministrazioni che trainano il ranking nazionale.
Nord avanti, Sud lontano
Il quadro generale restituisce un’Italia ancora molto sbilanciata. Tra i primi cento comuni non ce n’è nessuno del Sud o delle Isole, mentre il primo comune meridionale è Pescara, fermo alla posizione 301. Anche nelle prime 200 posizioni il divario resta netto, con una prevalenza quasi totale del Nord e una presenza limitata del Centro.
Il Nord-Est fa segnare uno score medio più alto del Nord-Ovest, anche se quest’ultimo piazza leggermente più comuni tra i primi cento. Per il Veneto, il dato più rilevante è la presenza di sette comuni veneti nella top 100 nazionale, a conferma di un tessuto amministrativo che continua a restare competitivo nei processi di innovazione.
Un altro elemento evidenziato dalla ricerca riguarda i piccoli centri: nessun borgo entra tra i primi cento e solo due riescono a comparire nelle prime 200 posizioni. Il ranking, quindi, tende a premiare soprattutto realtà con maggiore capacità amministrativa e continuità negli investimenti.
Il premio assegnato al progetto padovano
Accanto alla graduatoria, durante l’evento sono state premiate sette buone pratiche selezionate tra quasi 200 candidature. Tra queste c’è anche Padova con “Patti Digitali”, percorso che ha coinvolto famiglie, scuole, professionisti della salute, pedagogisti, Polizia Postale e rappresentanti degli studenti.
Il progetto ha portato alla definizione di dieci principi condivisi per accompagnare bambini e ragazzi nell’uso delle tecnologie, con strumenti pensati per le fasce d’età 0-6 anni e 6-14 anni. Un riconoscimento che dà al capoluogo un profilo non soltanto da città ben posizionata in classifica, ma anche da laboratorio di pratiche educative legate al digitale.
Nel gruppo dei progetti premiati figurano anche iniziative arrivate da Alghero, Andria, Livorno, Reggio Emilia, Rho e dall’Unione dei Comuni Pian del Bruscolo. Per Padova, però, il passaggio più significativo è la saldatura tra discussione nazionale sulle smart city e una proposta locale che punta a regolare in modo condiviso l’impatto delle tecnologie nella vita quotidiana di famiglie e scuole.
È questo il dato che resta al termine della giornata ospitata in città: Padova non compare soltanto tra i centri urbani con i risultati migliori, ma viene anche indicata come esempio concreto su un terreno, quello dell’educazione digitale, che riguarda sempre più da vicino il futuro delle comunità locali.