Oderzo rilancia il premio di architettura: candidature aperte per i progetti realizzati nel Triveneto
La ventesima edizione guarda a interventi conclusi tra il 2021 e il 2026 in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige.
Da Oderzo riparte uno degli appuntamenti più riconoscibili per chi si occupa di progetto, trasformazione urbana e qualità degli spazi costruiti nel Nordest. È stato pubblicato il bando della XX edizione del Premio Architettura Città di Oderzo, iniziativa che prende in esame opere realizzate nelle tre regioni del Triveneto.
La selezione riguarda lavori completati fra il 24 luglio 2021 e il 24 luglio 2026 in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Possono presentare domanda professionisti iscritti agli ordini italiani o di altri Paesi dell'Unione Europea: architetti, paesaggisti, pianificatori, conservatori e ingegneri.
Un riconoscimento che parte dal Trevigiano e guarda al Nordest
Il premio mantiene il suo baricentro a Oderzo, ma il raggio d'azione coinvolge un'area ampia e strategica per il dibattito sull'architettura contemporanea. L'obiettivo non è premiare soltanto il valore formale dei progetti, ma anche il modo in cui incidono sui contesti abitati, sul paesaggio e sulla qualità della vita.
Nel bando trovano spazio sia interventi di nuova realizzazione sia operazioni di recupero e riuso. Rientrano quindi anche rifunzionalizzazioni di edifici o aree esistenti, percorsi di rigenerazione urbana, riqualificazioni del patrimonio costruito e azioni di recupero di luoghi compromessi o marginali.
Chi organizza l'edizione 2026
A promuovere l'iniziativa sono il Comune di Oderzo, la Provincia di Treviso, l'Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della Provincia di Treviso, la Fondazione Oderzo Cultura, Confindustria Veneto Est, ANCE Rovigo Treviso e l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Treviso.
Per questa edizione la presidenza del premio è affidata alla sindaca di Oderzo Maria Scardellato, secondo quanto previsto dal protocollo d'intesa. Il ruolo di soggetto banditore, per conto dei promotori, è svolto dall'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Treviso, mentre il Comitato tecnico scientifico ha predisposto e approvato il testo del bando.
Regole di partecipazione e requisiti delle opere
Le candidature possono essere presentate da singoli professionisti oppure da gruppi. Per ciascun candidato, individuale o collettivo, il limite fissato è di due progetti.
Le opere ammesse devono risultare regolarmente realizzate e utilizzabili, con la documentazione prevista dalla normativa in relazione alla tipologia d'intervento: titoli autorizzativi, collaudi, agibilità, certificato di regolare esecuzione o atti equivalenti.
Il bando esclude i componenti del Comitato scientifico e di quello organizzativo, così come i soggetti coinvolti nella ricerca, proposta e nomina dei comitati e della giuria. Restano fuori anche coniugi, parenti fino al terzo grado, datori di lavoro, dipendenti e collaboratori continuativi dei giurati. Non sono inoltre ammesse opere già segnalate nelle passate edizioni.
È richiesta anche una dichiarazione nel caso in cui i partecipanti abbiano avuto rapporti professionali, collaborazioni o relazioni didattiche di docenza-discenza con membri della giuria. La presenza del rapporto non determina di per sé l'esclusione, salvo l'emersione di un conflitto di interessi diretto o attuale.
Cosa verrà valutato
Tra gli elementi richiamati dal bando ci sono la capacità dei progetti di rendere più vivibili i luoghi, il dialogo con il paesaggio, l'attenzione allo spazio pubblico e la tenuta nel tempo delle soluzioni adottate. Un'impostazione che conferma la vocazione del premio a leggere l'architettura come pratica concreta, non come esercizio isolato.
Fra gli obiettivi dichiarati compaiono anche la promozione della qualità progettuale, il rafforzamento della consapevolezza della committenza pubblica e privata, la valorizzazione delle buone pratiche amministrative e il sostegno a un approccio interdisciplinare.
Esiti finali e appuntamento a Palazzo Foscolo
Ai vincitori del Primo Premio e agli autori delle opere segnalate dalla giuria saranno consegnati attestati con il logo PAOXX e con l'indicazione della qualifica ottenuta, da Vincitore a Menzionato o Segnalato. Il bando prevede inoltre la possibilità di riconoscere, quando opportuno, anche committenti e imprese coinvolte negli interventi premiati.
Il progetto che conquisterà il Primo Premio, insieme alle opere destinatarie di una menzione speciale, sarà al centro anche di una rilettura narrativa pubblicata in forma di racconto. La proclamazione finale è prevista a Palazzo Foscolo, a Oderzo, dove potrà trovare spazio anche un'esposizione dedicata ai lavori premiati e selezionati. Sono inoltre possibili ulteriori iniziative di presentazione dei risultati con gli Ordini del Triveneto e con gli altri enti coinvolti nell'organizzazione.