Occhialeria tra Trevigiano e Bellunese, frode fiscale sotto inchiesta: beni vincolati per 10 milioni

L’indagine partita da Valdobbiadene allarga il quadro su decine di imprese: 52 persone segnalate e fatture contestate per oltre 83 milioni.

27 maggio 2026 11:23
Occhialeria tra Trevigiano e Bellunese, frode fiscale sotto inchiesta: beni vincolati per 10 milioni -
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Il cuore produttivo veneto dell’occhialeria torna al centro di un’inchiesta fiscale di ampia portata. A fare da perno è una società con base operativa a Valdobbiadene, per la quale è stato disposto un sequestro conservativo da 10 milioni di euro nell’ambito di accertamenti che toccano anche altre aziende tra Treviso, Belluno e fuori regione.

Il provvedimento è stato emesso dal presidente della Corte di Giustizia Tributaria di Treviso e punta a garantire il recupero delle somme contestate al termine di un controllo sviluppato dalla Guardia di Finanza trevigiana. Nel mirino, secondo la ricostruzione investigativa, ci sarebbe un utilizzo sistematico di fatture relative a operazioni inesistenti per alleggerire il peso fiscale.

Per un distretto che vive di manifattura, export e concorrenza internazionale, l’aspetto economico dell’indagine pesa quasi quanto quello tributario. La contestazione, infatti, riguarda non solo il danno per l’Erario, ma anche il possibile squilibrio creato nel mercato a svantaggio delle imprese che operano rispettando le regole.

Il fronte veneto dell’operazione

L’attività che ha portato al sequestro è stata condotta dai finanzieri della Compagnia di Conegliano e rappresenta il primo controllo fiscale sviluppato nell’ambito dell’operazione chiamata “Dirty Lenses”. Gli approfondimenti hanno riguardato una società dell’area di Valdobbiadene attiva nella produzione industriale di occhiali e montature, gestita da soggetti di origine cinese.

Secondo quanto emerso, l’impresa avrebbe portato in dichiarazione costi sostenuti solo sulla carta, documentati da centinaia di fatture ritenute non genuine. Gli accertamenti hanno quantificato, per questa posizione, una presunta evasione superiore a 3,5 milioni di euro.

Cosa è stato sottoposto a sequestro

Il valore complessivo del vincolo cautelare raggiunge i 10 milioni di euro, cifra che comprende imposte contestate, interessi e sanzioni. Tra i beni interessati figurano il compendio aziendale, in particolare macchinari per la lavorazione degli occhiali valutati per oltre 30 mila euro, circa 300 mila euro in contanti e più di un milione di euro di crediti vantati verso clienti.

Si tratta di una misura di natura conservativa, quindi finalizzata a tutelare il credito erariale in attesa degli sviluppi delle procedure tributarie e penali collegate all’indagine.

Una rete di imprese tra Nord Italia e Campania

L’inchiesta, stando agli elementi raccolti, non si fermerebbe alla sola società trevigiana. Il quadro investigativo comprende 46 aziende del comparto occhialiero, distribuite in diverse province del centro-nord e in Campania, tutte riconducibili a imprenditori di origine cinese.

Di queste, 35 sarebbero risultate prive di effettiva operatività e avrebbero avuto il compito di emettere documenti fiscali per creare costi fittizi. Le società considerate realmente attive sarebbero invece 11, concentrate soprattutto nelle province di Treviso e Belluno, cioè nell’area dove il settore rappresenta una parte importante del tessuto produttivo.

Il peso delle fatture contestate sul mercato

Il valore complessivo delle fatture ritenute false supera gli 83 milioni di euro, con Iva corrispondente per circa 18 milioni. Numeri che, se confermati, descrivono un meccanismo in grado di incidere in modo significativo sui bilanci aziendali e sui prezzi praticati sul mercato.

Secondo la Guardia di Finanza, il vantaggio fiscale ottenuto grazie a questi documenti avrebbe consentito ad alcune imprese di abbassare artificialmente i costi e proporre prodotti a prezzi più competitivi. Un effetto che, in un settore come quello dell’occhialeria veneta, può tradursi in una concorrenza falsata nei confronti delle aziende regolari.

Le persone denunciate e i prossimi passaggi

Al termine delle attività sono state denunciate alla Procura di Treviso 52 persone, tra titolari e amministratori delle imprese coinvolte. Le ipotesi di reato formulate riguardano l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la presentazione di dichiarazioni fraudolente fondate sull’uso di documentazione fiscale falsa.

In parallelo, dodici società cartiere ancora formalmente esistenti sono state segnalate all’Agenzia delle Entrate per la chiusura d’ufficio delle partite Iva. L’indagine proseguirà ora sulla base del materiale raccolto, che dovrà chiarire in dettaglio i rapporti tra le aziende, i flussi documentali e l’effettiva portata dei benefici fiscali contestati.

Per il Veneto, dove l’occhialeria resta uno dei comparti simbolo della manifattura, la vicenda riporta l’attenzione su un punto decisivo: la tenuta della concorrenza passa anche dalla correttezza fiscale, soprattutto nei distretti in cui ogni alterazione dei costi può riflettersi sull’intera filiera.

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