Pecore nane uccise dagli sciacalli: il dolore della Fattoria Cumugnai | VIDEO

Il 12 maggio Nordest24 ha trasmesso Nordest a 4 zampe con Silvia Zanella: ospite Alessio Sferzut della Fattoria Cumugnai.

18 maggio 2026 08:45
Pecore nane uccise dagli sciacalli: il dolore della Fattoria Cumugnai | VIDEO -
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AQUILEIA – Martedì 12 maggio 2026 Nordest24 ha trasmesso una nuova puntata di Nordest a 4 zampe, la trasmissione dedicata agli animali, al territorio e alle storie di chi ogni giorno vive a stretto contatto con il mondo rurale e domestico. Alla conduzione dell’appuntamento c’era Silvia Zanella, che ha guidato una puntata intensa, emozionante e profondamente legata a una vicenda che ha colpito il Friuli Venezia Giulia: l’uccisione di 13 pecore nane nella Fattoria Cumugnai di Aquileia, in un attacco attribuito allo sciacallo dorato.

Una puntata intensa di Nordest a 4 zampe

La trasmissione del 12 maggio ha avuto come ospite Alessio Sferzut, allevatore della Fattoria Cumugnai, realtà agricola di Aquileia conosciuta per il lavoro con gli animali, la cura della biodiversità e l’attenzione verso razze particolari e poco diffuse. Silvia Zanella ha aperto la puntata ricordando subito il motivo dell’incontro: dare voce a una storia dolorosa, ma anche rendere omaggio agli animali perduti e al progetto costruito negli anni dall’allevatore.

L’appuntamento non è stato soltanto il racconto di un episodio di cronaca, ma anche un momento di riflessione sulla convivenza sempre più complessa tra fauna selvatica, attività agricole e allevamenti. La vicenda delle pecore nane uccise ad Aquileia ha infatti acceso l’attenzione su un tema che riguarda ormai molti territori: la presenza crescente di predatori in aree sempre più vicine all’uomo.

Il racconto dell’attacco alla Fattoria Cumugnai

Durante la puntata, Alessio Sferzut ha raccontato il momento in cui ha scoperto quanto era accaduto nel pascolo. Come ogni mattina, si era recato nel campo dove si trovavano gli animali. Già all’arrivo, però, aveva notato qualcosa di anomalo. Poco dopo, entrando nell’area recintata, si è trovato davanti una scena durissima: diverse pecore a terra e molti agnellini scomparsi.

Il bilancio è stato pesante: 13 pecore nane uccise, tra adulte e piccoli, con una perdita non solo economica ma soprattutto affettiva e progettuale. L’allevatore ha spiegato di aver immediatamente contattato i veterinari e la forestale. Dagli accertamenti svolti sui corpi degli animali, in particolare dalla misura dei morsi, l’attacco è stato attribuito con altissima probabilità allo sciacallo dorato.

Sciacallo dorato, una presenza che fa discutere

La presenza dello sciacallo dorato nel territorio era nota in alcune zone del Friuli Venezia Giulia, ma secondo quanto raccontato in trasmissione non risultavano segnalazioni ufficiali così ravvicinate all’area della Fattoria Cumugnai. Erano stati indicati avvistamenti a diversi chilometri di distanza, tra Fiumicello, Isola della Cona e aree limitrofe, ma non nel punto specifico in cui è avvenuto l’attacco.

Sferzut ha spiegato che nella zona sono presenti volpi, anche in numero importante, ma fino a quel momento non si erano mai verificate aggressioni simili sulle pecore adulte. Le volpi avevano creato problemi soprattutto con galline e altri animali da cortile, tanto da spingere l’allevatore a dotarsi negli anni di sistemi di protezione, pollai chiusi e portelle automatiche.

L’arrivo di un predatore come lo sciacallo dorato in un’area fortemente antropizzata, caratterizzata da campi e abitazioni non lontane, è stato definito dall’allevatore un segnale che impone attenzione. Secondo Sferzut, la vicenda deve far riflettere sugli equilibri ambientali e sulla necessità di nuove strategie di protezione per gli allevamenti.

Le pecore nane, una razza rara e speciale

La puntata condotta da Silvia Zanella ha dato ampio spazio anche al racconto delle pecore nane, animali particolari e molto amati all’interno della Fattoria Cumugnai. Si tratta delle pecore Ouessant, originarie della Bretagna francese e considerate la razza ovina più piccola al mondo.

Alessio Sferzut ha spiegato che questi animali sono frutto di una selezione antica, sviluppata in un ambiente difficile, battuto dal vento e con poche risorse. Proprio per questo sono pecore rustiche, frugali e capaci di vivere con un’alimentazione semplice, basata soprattutto su un buon pascolo. Non sono una razza produttiva in senso tradizionale, perché la loro taglia ridotta non le rende adatte alla produzione intensiva di carne o latte.

Il loro valore sta altrove: nella biodiversità, nella funzione di cura del prato, nel rapporto con l’uomo e nella qualità della lana. Ogni animale produce circa un chilo o poco più di lana all’anno, che dopo la lavorazione si riduce notevolmente, ma diventa un filato naturale, caldo e molto apprezzato dagli appassionati.

Penelope, Achille e gli animali cresciuti in fattoria

Uno dei momenti più toccanti della puntata è stato il ricordo dei singoli animali. Sferzut ha raccontato di essere partito circa dieci anni fa con una coppia di pecore chiamate Penelope e Ulisse. Penelope, la prima pecora acquistata, è stata purtroppo tra le vittime dell’attacco.

L’allevatore ha spiegato quanto fosse lungo e difficile costruire un piccolo gregge di pecore Ouessant. Essendo animali di taglia molto ridotta, hanno generalmente un parto all’anno e un solo piccolo per volta. Arrivare a un numero significativo di femmine riproduttive aveva richiesto anni di lavoro, pazienza e dedizione.

Tra gli animali sopravvissuti c’è Achille, il maschio più anziano, diventato nel tempo un piccolo simbolo della fattoria. Sferzut lo ha descritto come un animale molto socievole, capace di cercare il contatto umano e perfino di chiedere le coccole con insistenza. Un racconto che ha restituito il lato affettivo di questi animali, spesso considerati solo parte di un allevamento, ma in realtà legati profondamente alla vita quotidiana di chi li cura.

Il dolore dopo l’attacco e gli animali sopravvissuti

Dopo l’attacco, nella Fattoria Cumugnai sono rimaste sette femmine adulte, tre maschi riproduttori, un maschio castrato e quattro agnellini sopravvissuti su nove nati nell’anno. Alcuni piccoli sono stati portati via dai predatori, altri hanno perso la madre.

Sferzut ha raccontato anche il trauma vissuto dagli animali rimasti. Nei giorni successivi, le pecore apparivano spaventate e disorientate. Alcune madri che avevano perso i propri agnelli hanno dovuto essere munte per evitare problemi sanitari come la mastite. Un agnellino rimasto senza madre è stato monitorato con attenzione, anche se aveva già iniziato ad alimentarsi con fieno ed erba.

Il racconto ha mostrato quanto una vicenda simile non si esaurisca nella notte dell’attacco, ma lasci conseguenze lunghe: sugli animali, sull’allevatore, sull’organizzazione della fattoria e sulla sicurezza futura del pascolo.

Nuove protezioni e cani da guardiania

Nel corso della puntata di Nordest a 4 zampe, Alessio Sferzut ha spiegato come intende ripartire dopo la perdita. La Fattoria Cumugnai non si fermerà, ma verranno rafforzate le misure di protezione. Sono già previste nuove recinzioni, un recinto più sicuro attorno alla stalla, rete elettrosaldata più alta, sistemi elettrificati e videocamere puntate sul pascolo.

Un ruolo centrale sarà affidato ai cani da guardiania. L’allevatore ha raccontato di aver già inserito una piccola pastorella abruzzese e di attendere altri cani, tra cui un maschio di pastore della Sila. Secondo la sua esperienza, la presenza stabile di cani selezionati per la difesa del gregge rappresenta la protezione più efficace contro predatori come lupi e sciacalli.

La fattoria aveva già avuto in passato un cane antilupo, ma per problemi successivi non era più stato possibile utilizzarlo nel pascolo. Proprio questa assenza, secondo Sferzut, ha pesato molto su quanto accaduto.

Il valore della biodiversità e del lavoro agricolo

La puntata ha permesso di mettere al centro non solo la perdita subita dalla Fattoria Cumugnai, ma anche il significato più ampio del lavoro svolto dagli allevatori. Le pecore nane non erano semplicemente animali da pascolo: rappresentavano anni di selezione, cura, studio e passione.

Silvia Zanella ha guidato il racconto con attenzione, lasciando emergere il valore degli animali, della loro storia e della biodiversità che custodivano. Ricordare le 13 pecore nane uccise significa anche riconoscere l’impegno di chi lavora ogni giorno per mantenere vive razze particolari, spesso poco conosciute, ma preziose per la ricchezza del territorio.

La vicenda apre inoltre un confronto necessario sulla convivenza con la fauna selvatica. Predatori e allevamenti condividono ormai spazi sempre più vicini, e questo impone maggiore consapevolezza, strumenti adeguati e sostegno concreto a chi opera in contesti rurali.

Nordest24 racconta gli animali e il territorio

Con la puntata del 12 maggio 2026, Nordest24 ha confermato l’attenzione verso le storie del territorio e verso il mondo animale, dando spazio a una testimonianza dolorosa ma necessaria. Nordest a 4 zampe, condotta da Silvia Zanella, si conferma una trasmissione capace di affrontare temi emotivi, ambientali e sociali con sensibilità e profondità.

L’intervista ad Alessio Sferzut ha raccontato una perdita dura, ma anche la volontà di non arrendersi. La Fattoria Cumugnai continuerà il proprio percorso, rafforzando la sicurezza e portando avanti un progetto nato più di dieci anni fa. Una storia di dolore, ma anche di cura, resistenza e amore per gli animali.

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