Muore a Padova tre giorni dopo l’aggressione: vittima un 30enne che lavorava a Venezia
La procura di Venezia ricostruisce le ultime ore di Rakeb Kashem, trovato senza sensi a Marghera dopo il turno in cucina.
Si è spento in ospedale a Padova dopo tre giorni di ricovero Rakeb Kashem, 30 anni, cittadino del Bangladesh residente nell’area mestrina e impiegato come aiuto cuoco a Venezia. La sua morte ha aperto un nuovo fronte nell’inchiesta che punta a chiarire cosa sia accaduto tra la fine del turno di lavoro e il suo ritrovamento a Marghera.
Il caso tocca da vicino più territori del Veneto: Venezia, dove il giovane aveva lavorato fino a poche ore prima; Marghera, dove è stato trovato in condizioni gravissime; Padova, dove i medici hanno tentato di salvarlo dopo il trasferimento in ospedale.
Le ore ancora senza risposta tra Venezia e Mestre
Secondo gli elementi finora emersi, Kashem aveva terminato il servizio e si era messo in viaggio in autobus verso Mestre, dove viveva con i familiari. A casa, però, non è mai arrivato. Da quel momento si è aperto un vuoto temporale che oggi rappresenta uno dei punti centrali dell’indagine.
Nella notte tra domenica e lunedì, del trentenne si erano perse le tracce. Solo in seguito è stato individuato a Marghera, privo di sensi. Il ritrovamento ha fatto scattare l’emergenza sanitaria e l’avvio degli accertamenti per capire l’origine delle lesioni riportate.
Il ricovero prima a Mestre, poi il trasferimento a Padova
Il primo ingresso in ospedale è avvenuto a Mestre, ma il quadro clinico è apparso da subito molto serio. Per questo è stato disposto il trasferimento urgente al Policlinico di Padova, dove le sue condizioni sono progressivamente peggiorate fino al decesso.
In una fase iniziale, dopo essersi ripreso, il giovane era riuscito a riferire soltanto di essere stato aggredito. Un’indicazione breve, ma decisiva, che ha orientato il lavoro investigativo verso un episodio di violenza di cui restano ancora da definire contorni, luogo preciso e responsabilità.
L’inchiesta passa alla procura di Venezia
Sugli accadimenti è stato aperto un fascicolo. A seguire il caso è la procura di Venezia, subentrata a quella di Padova per competenza, con l’obiettivo di ricomporre la sequenza dei fatti e verificare chi possa aver colpito il trentenne.
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire gli spostamenti compiuti dopo l’uscita dal lavoro e il tratto finale del viaggio verso Mestre. In questa fase ogni dettaglio può essere utile per dare un nome e un contesto all’aggressione denunciata dalla stessa vittima prima del peggioramento definitivo.
Il dolore della famiglia e la richiesta di verità
Per i familiari restano giorni segnati dall’attesa e dall’incertezza, prima della notizia più pesante. La famiglia chiede ora che venga fatta piena chiarezza su quanto avvenuto e sulle circostanze che hanno portato al ricovero e poi alla morte del giovane lavoratore.
La vicenda lascia aperti interrogativi rilevanti lungo l’asse Venezia-Mestre-Marghera e riporta l’attenzione su una ricostruzione ancora incompleta. Saranno gli sviluppi dell’inchiesta a stabilire dove e come si sia consumata l’aggressione costata la vita a Rakeb Kashem.