Mostra di Venezia, l’8 settembre in programma “Juso per ferie”: omaggio a un produttore irregolare del cinema italiano
Nel giro di poco tempo hanno perso la vita una turista austriaca di circa 70 anni e un uomo slovacco di 60, entrambi in vacanza sulla costa.Casa dedicato a Galliano Juso.
Nel calendario dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia trova posto anche un ritratto dedicato a una figura laterale ma decisiva del nostro cinema. Martedì 8 settembre 2026 sarà infatti presentato al Lido “Juso per ferie”, documentario che riporta al centro Galliano Juso, produttore capace di attraversare stagioni, generi e autori molto diversi tra loro.
Il titolo è inserito nella sezione Open - Fuori Concorso e porta la firma di Karen Di Porto, che ne cura la regia, insieme a Steve Della Casa per la scrittura. Il progetto ricostruisce oltre mezzo secolo di cinema italiano seguendo un protagonista non convenzionale della produzione, sempre in equilibrio tra intuizione, rischio e gusto per i percorsi meno prevedibili.
Una presenza al Lido dentro la sezione Open
La giornata veneziana del film prevede un primo appuntamento alle 9 con il press screening alla Sala Corinto. In tarda mattinata, dalle 11.15 alle 12.30, sono fissati gli incontri stampa all’Hotel La Meridiana, mentre alle 15 è previsto il photocall a Palazzo del Casinò.
L’appuntamento aperto alla presentazione ufficiale arriverà poi alle 17, di nuovo alla Sala Corinto, con la proiezione accompagnata dal Q&A. Un passaggio che inserisce il documentario nel programma del festival con un profilo legato alla memoria del cinema italiano, ma anche alla rilettura di personalità rimaste spesso fuori dal racconto più istituzionale.
Chi è Galliano Juso nel racconto del film
Il documentario segue il percorso professionale di Juso a partire dagli anni Settanta, quando il suo nome si lega a una fase molto riconoscibile del cinema di genere. Tra i primi passaggi richiamati c’è il lavoro nel poliziottesco, compreso “Il poliziotto è marcio” di Fernando Di Leo del 1974 con Luc Merenda.
Un altro capitolo importante riguarda Tomas Milian, attore con cui Juso costruisce una parte rilevante della propria attività, anche nel rapporto produttivo con Bruno Corbucci per “Squadra antiscippo” del 1976. Da lì, il suo tragitto si allarga ben oltre un solo filone, toccando commedia popolare, cinema erotico e progetti più eccentrici.
Nel film emergono infatti anche le collaborazioni con registi come Nando Cicero, Daniele Ciprì, Franco Maresco e Flavia Mastrella. C’è inoltre attenzione per il sostegno dato a diverse autrici, tra cui Giuliana Gamba, Maria Martinelli e Monica Stambrini, poi nome centrale del collettivo Le ragazze del porno, di cui Juso produsse “Benzina” nel 2001.
Le parole degli autori e la produzione
Steve Della Casa descrive Galliano Juso come una figura in cui convivono slancio romantico e capacità di arrangiarsi, ricordandone soprattutto l’istinto nel riconoscere autori destinati a lasciare un segno, pur lavorando spesso con mezzi contenuti. Ne esce il profilo di un produttore disposto a inseguire i film desiderati anche quando le condizioni economiche non erano le migliori.
Per Karen Di Porto il progetto ha anche un valore personale. Juso ha prodotto i suoi primi due film, le ha dato l’occasione di debuttare e ha poi diretto “Il Grande Boccia”, titolo che il produttore coltivava da molti anni. Nelle sue parole, il documentario restituisce il ritratto di una personalità segnata da coraggio, ostinazione e libertà di movimento.
A sostenere il film è Francesco Cimpanelli per Life Cinema, con la collaborazione di Titanus, Rodeo Drive e Master Five Cinematografica. L’idea che accompagna “Juso per ferie” è quella di un racconto non lineare e personale su una stagione del cinema italiano vista dalla parte di chi ha continuato a scommettere su storie e talenti fino agli ultimi anni della propria attività.