Morte di “Mika” alle Zattere, i familiari chiedono nuovi accertamenti sugli ultimi minuti
Presentato un esposto in Procura per il 56enne deceduto a Venezia: la famiglia sollecita l’autopsia e verifiche su un possibile inseguimento.
La vicenda della morte di Sorin Marian Postolache, conosciuto a Venezia come “Mika”, torna ora sul piano giudiziario. I familiari del 56enne hanno deciso di rivolgersi alla Procura con un esposto per fare piena luce su ciò che è accaduto poco prima del decesso avvenuto alle Zattere.
L’uomo era crollato a terra mercoledì 26 agosto mentre correva lungo la zona della fondamenta. Dopo il malore era morto, ma la famiglia ritiene necessario approfondire non solo le cause cliniche, ma anche il contesto in cui si sono consumati i suoi ultimi istanti.
La richiesta dei parenti alla Procura
Il primo punto sollevato nell’esposto riguarda l’esame autoptico. Secondo i familiari, l’autopsia servirebbe a definire con maggiore precisione l’origine della morte e a chiarire se possano esserci stati fattori esterni che abbiano inciso sulla situazione.
A presentare l’atto è stato l’avvocato Damiano Danesin, che già in passato aveva assistito Postolache e che ora segue gli interessi della famiglia. L’obiettivo è ottenere una ricostruzione completa, senza lasciare zone d’ombra sugli eventi precedenti al malore.
Tra gli elementi già emersi, c’è il fatto che il 56enne avesse problemi cardiaci e assumesse farmaci specifici. Un quadro sanitario che resta centrale, ma che secondo i parenti non esclude la necessità di verificare anche il contesto in cui l’uomo si trovava in quei momenti.
Il nodo del tragitto e della corsa
Uno degli aspetti su cui insiste la famiglia riguarda proprio il fatto che Postolache non fosse fermo, ma in movimento. La domanda da chiarire è perché stesse correndo lungo le Zattere e se dietro quella corsa ci fosse qualcuno.
Nell’esposto compaiono infatti riferimenti a un possibile inseguimento. La moglie avrebbe anche parlato di una presunta spinta, circostanza che dovrà però trovare eventuali riscontri negli accertamenti investigativi.
Al momento, in base a quanto emerso finora, non risulterebbero elementi già consolidati che facciano pensare a un’aggressione accertata. Proprio per questo la famiglia chiede che ogni passaggio venga ricostruito con precisione, senza fermarsi alla sola ipotesi del malore improvviso.
Le telecamere e il contesto veneziano
Un contributo importante potrà arrivare dalle immagini di videosorveglianza presenti nell’area. Le riprese vengono considerate uno degli strumenti più utili per seguire gli spostamenti del 56enne e capire se nei minuti precedenti ci siano stati contatti con altre persone.
La Polizia avrebbe già avviato l’acquisizione dei filmati per verificare la sequenza dei fatti. In una zona molto frequentata come quella delle Zattere, ogni dettaglio può risultare decisivo per stabilire se la corsa fosse legata a una fuga, a un inseguimento o ad altre circostanze.
Postolache era conosciuto in città anche per diversi episodi collegati ai borseggi, un tema che a Venezia resta da anni particolarmente sensibile, soprattutto nelle aree più battute da residenti e turisti. È in questo quadro che ora si inserisce la richiesta della famiglia: capire esattamente cosa sia successo prima che “Mika” si accasciasse a terra.