Montegrotto perde i 2 milioni per via Scavi: il turismo termale torna a fare i conti con i progetti fermi
Revocato il contributo del Ministero della Cultura per l’area archeologica. Federalberghi Terme: danno per l’attrattività di tutto il bacino euganeo.
Nel momento in cui le Terme Euganee cercano nuove leve per rafforzare la propria attrattività, da Montegrotto arriva una battuta d’arresto pesante: il contributo ministeriale da 2 milioni destinato all’area archeologica di via Scavi non c’è più. Una decisione che riporta al centro il tema degli investimenti mancati in uno dei poli turistici più importanti del Veneto.
A commentare la revoca è Walter Poli, presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, che legge lo stop come un segnale negativo non solo per la città ma per l’intero sistema termale euganeo. Il progetto, nelle intenzioni, avrebbe dovuto aggiungere un tassello culturale a un’offerta storicamente legata al benessere e all’ospitalità.
Un intervento pensato per dare valore all’identità del territorio
L’operazione presentata nel dicembre 2024 non era considerata una semplice sistemazione urbana. L’obiettivo era recuperare l’area e costruire attorno al sito anche un percorso di fruizione immersiva, capace di raccontare ai visitatori la storia termale di Montegrotto e il suo legame con il patrimonio archeologico.
Per gli operatori del settore, proprio questo intreccio tra cultura e turismo poteva rappresentare un elemento utile per differenziare l’offerta e allungare l’interesse dei visitatori verso la destinazione. La perdita del finanziamento, quindi, viene letta come un’occasione che rischia di pesare oltre i confini del singolo cantiere.
Secondo quanto emerso, all’origine della revoca ci sarebbe il mancato rispetto dei tempi previsti nel cronoprogramma degli interventi da parte della Soprintendenza. Un passaggio che ha portato il Ministero della Cultura a ritirare il contributo inizialmente stanziato.
Il quadro del turismo nelle località termali
La presa di posizione di Federalberghi arriva in una fase che il comparto giudica delicata. Poli richiama infatti una tendenza non favorevole per le località termali dell’area: flussi meno sostenuti, permanenze medie più brevi e una presenza di turisti stranieri ancora inferiore rispetto agli anni precedenti alla pandemia, con un calo indicato attorno al 20 per cento.
In questo contesto, un investimento da 2 milioni su un luogo simbolico come via Scavi avrebbe potuto avere anche un valore strategico, non solo economico. L’auspicio espresso dagli albergatori è che le risorse possano in qualche modo essere recuperate, evitando che il progetto venga accantonato in modo definitivo.
Non solo via Scavi: gli altri dossier aperti tra Abano e Montegrotto
Nel ragionamento di Poli, la vicenda dell’area archeologica si inserisce in un quadro più ampio di opere e immobili che attendono una soluzione. Tra i nodi citati c’è il Palaturismo di Montegrotto, il cui progetto comunale non aveva ottenuto i fondi PNRR, e il Kursaal di Abano, edificio storico nel cuore della città termale.
Per Federalberghi, si tratta di strutture che da tempo aspettano un percorso di recupero e che oggi finiscono per riflettersi anche sull’immagine con cui le due località si presentano agli ospiti. In un territorio che vive di turismo, il tema del decoro urbano e della funzionalità degli spazi pubblici resta strettamente legato alla competitività della destinazione.
Poli parla di un confronto avviato con la Regione e del coinvolgimento delle amministrazioni locali per cercare sbocchi su queste partite. L’idea è che i contenitori oggi fermi possano tornare a essere risorse per il bacino termale, invece di restare simboli di occasioni rinviate.
Quanto pesa il bacino termale euganeo
Il tema riguarda un settore che in Veneto continua ad avere un peso rilevante. Federalberghi Terme Abano Montegrotto rappresenta infatti le imprese termo-alberghiere del comprensorio euganeo, riunendo volontariamente strutture ricettive e stabilimenti termali di dimensioni diverse.
I numeri richiamati dall’associazione fotografano una realtà di primo piano: circa 6.000 addetti, 3 milioni di presenze turistiche all’anno e un volume d’affari complessivo che supera i 350 milioni di euro. È anche per questo che la perdita del finanziamento su via Scavi viene considerata un passaggio che va oltre Montegrotto e tocca da vicino l’intero equilibrio turistico delle Terme Euganee.