Montebellunese, bimbo allontanato da casa dopo il racconto a scuola: i genitori andranno a processo

L’inchiesta partita da un colloquio con un’insegnante riguarda un undicenne della zona di Montebelluna. Udienza fissata per il 15 ottobre.

16 maggio 2026 02:13
Montebellunese, bimbo allontanato da casa dopo il racconto a scuola: i genitori andranno a processo -
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La svolta è arrivata dopo le parole pronunciate in classe da un bambino di 11 anni del Montebellunese. Da quel momento è partita un’indagine che ha portato all’allontanamento del minore dal contesto familiare e all’apertura di un procedimento penale nei confronti dei suoi genitori, entrambi cinquantenni italiani.

Secondo l’accusa, il ragazzino avrebbe vissuto in un clima segnato da violenze e pressioni continue, oltre a essere impiegato nelle attività della stalla di famiglia prima e dopo la scuola. Il caso sarà esaminato in tribunale il prossimo 15 ottobre.

Il racconto emerso tra i banchi

A far emergere la vicenda è stata una docente di sostegno, che nel marzo 2025 avrebbe raccolto il forte disagio espresso dall’alunno durante una conversazione legata alla festa del papà. Il bambino, invece di partecipare serenamente al tema proposto, avrebbe raccontato una realtà familiare molto diversa.

Da lì la scuola ha attivato i passaggi previsti per la tutela del minore. La segnalazione ha portato a un’audizione protetta e all’avvio degli approfondimenti da parte dei Carabinieri di Montebelluna, sotto il coordinamento della procura.

Le accuse sui maltrattamenti e sul lavoro in stalla

Nel corso delle verifiche, l’undicenne avrebbe descritto giornate scandite anche da incombenze nella stalla, con sveglie molto presto al mattino e mansioni legate agli animali, da svolgere sia prima dell’ingresso a scuola sia al rientro a casa.

Nel fascicolo compaiono inoltre contestazioni relative a presunte punizioni corporali. In particolare, al padre vengono attribuiti episodi di aggressione fisica, in alcune circostanze con una cintura. Nelle dichiarazioni del minore sarebbero stati citati anche comportamenti violenti da parte dei fratelli maggiori.

Gli elementi raccolti dagli investigatori

L’attività investigativa si sarebbe sviluppata attraverso intercettazioni ambientali e immagini registrate all’interno dell’abitazione con dispositivi installati dagli inquirenti. Il materiale, secondo l’impostazione accusatoria, avrebbe fissato momenti di urla, offese e atteggiamenti intimidatori rivolti al bambino.

Tra gli aspetti esaminati c’è anche la posizione della madre. Gli inquirenti contestano il fatto che non avrebbe denunciato quanto accadeva né avrebbe protetto il figlio dalla situazione descritta nell’inchiesta.

Dall’arresto del padre al rinvio in aula

Un episodio successivo, avvenuto nel maggio 2025, ha portato all’arresto del padre. In quella fase è stato disposto anche l’allontanamento del minore dalla famiglia. Il ragazzino è stato inserito in una struttura protetta, dove ha iniziato un percorso di sostegno.

Ora l’attenzione si sposta sul passaggio giudiziario. I due genitori dovranno rispondere dell’accusa di maltrattamenti in concorso, mentre in aula sarà valutato il quadro probatorio costruito durante l’indagine. Una vicenda che nel territorio del Trevigiano riporta al centro il ruolo decisivo della scuola nell’intercettare situazioni di fragilità e nel far partire la rete di protezione per i minori.

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