Mestrino, serata solidale alla Fornace: in 200 per sostenere la ricerca sul diabete di tipo 1
L’iniziativa ha sostenuto la Fondazione Italiana Diabete partendo dalla testimonianza di Nicolò, atleta di 34 anni.timonianza di Nicolò, 34 anni, atleta, con fondi destinati alla Fondazione Italiana Diabete.
Una sala piena, con circa duecento partecipanti, ha accompagnato a Mestrino un’iniziativa dedicata a un tema che riguarda da vicino molte famiglie: il diabete di tipo 1. L’incontro, ospitato alla Fornace, ha unito raccolta fondi e testimonianza personale, con l’obiettivo di dare un contributo concreto alla ricerca.
Al centro della serata c’era la vicenda di Nicolò, 34 anni, che convive con questa patologia dall’età di 18 anni e che ha scelto di raccontarla anche attraverso lo sport. Il ricavato dell’appuntamento è stato destinato alla Fondazione Italiana Diabete.
Una risposta partecipata dal territorio
L’adesione registrata a Mestrino dà la misura di quanto il tema sia sentito anche a livello locale. La presenza di duecento persone ha trasformato la serata in un momento condiviso, non soltanto benefico ma anche di sensibilizzazione su una condizione che accompagna chi ne soffre ogni giorno.
All’iniziativa ha preso parte anche il sindaco di Veggiano, Nicola Zordan, a conferma di un legame che va oltre il singolo comune. La Fornace dove si è svolto l’evento appartiene infatti a un cittadino di Veggiano, un dettaglio che ha rafforzato il senso di rete tra comunità vicine.
Il percorso di Nicolò, dalla diagnosi alle gare endurance
La malattia per Nicolò è arrivata nel 2011. Da allora la gestione della glicemia e dell’insulina è diventata parte della quotidianità, ma senza fermare i suoi obiettivi personali.
Negli anni ha scelto di misurarsi con discipline sempre più impegnative: prima il calcio, poi la corsa, quindi il triathlon. Un cammino costruito per dimostrare che una diagnosi non esaurisce le possibilità di una persona.
Il suo curriculum sportivo racconta bene questa scelta: sette maratone concluse, sei ultratrail e anche un IRONMAN, con 3,8 chilometri di nuoto, 180 in bicicletta e la maratona finale. Numeri che, oltre al risultato atletico, portano con sé un messaggio rivolto a chi vive la stessa condizione.
Perché il sostegno alla ricerca resta centrale
Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che richiede attenzione continua nell’arco dell’intera giornata. È una presenza costante, spesso non immediatamente visibile all’esterno, ma capace di incidere in modo profondo sulla vita quotidiana di bambini, ragazzi e adulti.
Per questo la serata di Mestrino ha voluto affiancare al racconto personale anche un obiettivo concreto: sostenere chi lavora per arrivare a una cura definitiva. La destinazione dei fondi alla Fondazione Italiana Diabete si inserisce proprio in questa prospettiva.
Il richiamo di Zordan al valore della comunità
Nel suo intervento, il sindaco di Veggiano Nicola Zordan ha sottolineato il significato dell’iniziativa e la capacità di una storia individuale di diventare un esempio collettivo. «Quando una storia personale riesce a diventare energia per gli altri, una comunità dimostra il suo volto migliore», ha detto.
Zordan ha poi evidenziato il rapporto con Veggiano, ricordando che la Fornace di Mestrino appartiene a un concittadino. Un aspetto che, nelle sue parole, mostra come i legami tra territori si costruiscano attraverso persone, relazioni e disponibilità concreta.
Nella parte conclusiva del suo messaggio, il sindaco ha insistito soprattutto sul valore che iniziative di questo tipo possono avere per i più giovani: sostenere la ricerca, ha osservato, significa offrire una prospettiva a chi oggi affronta ogni giorno il diabete di tipo 1. La partecipazione registrata a Mestrino, in questo senso, rappresenta un segnale preciso arrivato dal territorio.