Marostica e la sua ciliegia IGP, settimane decisive tra feste nei paesi e raccolto messo alla prova dalla pioggia

Tra fine maggio e inizio giugno il calendario degli eventi nella pedemontana vicentina. Intanto il Consorzio passa a Fabio Crestani.

20 maggio 2026 17:49
Marostica e la sua ciliegia IGP, settimane decisive tra feste nei paesi e raccolto messo alla prova dalla pioggia -
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Nella pedemontana vicentina sono giorni centrali per uno dei prodotti simbolo del territorio: la Ciliegia di Marostica IGP è entrata nella fase della raccolta e, insieme ai primi conferimenti, torna anche il calendario delle manifestazioni che animano i comuni della zona.

Il momento, però, non è soltanto quello della promozione. I produttori guardano infatti anche al cielo, perché l’andamento climatico di queste settimane sta incidendo sulla campagna, soprattutto per le varietà più precoci già interessate dalle piogge arrivate all’avvio della raccolta.

Il calendario nelle località della produzione

Il primo appuntamento sarà a Pianezze sabato 23 e domenica 24 maggio con la 56ª edizione della Festa della Ciliegia Sandra. La rassegna si sposterà poi a Marostica, dove da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno è in programma l’82ª Festa della Ciliegia di Marostica IGP.

Nel centro di Marostica la giornata più attesa sarà quella di domenica 31 maggio, quando in piazza Castello è prevista la Mostra Mercato dedicata alle ciliegie insieme alla premiazione dei produttori. La chiusura del programma è fissata a Colceresa, da venerdì 5 a domenica 7 giugno, con l’iniziativa “La Ciliegia IGP di Marostica: Ciliegia IGP in Festa”.

Nuova guida per il Consorzio

Questa edizione della stagione coincide anche con un passaggio importante per il Consorzio di Tutela. Alla presidenza è stato eletto Fabio Crestani, che raccoglie il testimone da Giuseppe Zuech. La vicepresidente è Giorgia Nichele.

Nel consiglio siedono inoltre lo stesso Zuech, Gervasio Baggio, Alessandra Bonora, Lucia Franca Crestani, Giovanna Ceccato, Lorenzino Parise e Alberto Viero. Per il comparto locale si tratta di una fase di continuità ma anche di rilancio, in un’annata che chiede attenzione sia sul piano organizzativo sia su quello produttivo.

Crestani, 57 anni, arriva da una famiglia legata da generazioni alla cerasicoltura e conduce un’azienda agricola a Pianezze. Negli anni scorsi aveva già ricoperto il ruolo di vicepresidente del Consorzio, affiancando Zuech prima di assumere ora la guida dell’organismo di tutela.

Le criticità della stagione agricola

Nel commentare l’avvio delle feste, il nuovo presidente ha richiamato il peso del lavoro svolto nelle aziende agricole della zona, sottolineando come l’incertezza del meteo renda sempre più complessa la gestione dei frutteti. La ciliegia, ha osservato, resta un riferimento agricolo ed economico per la pedemontana e continua a rappresentare un patrimonio da difendere.

Secondo quanto spiegato da Crestani, la campagna era partita bene grazie a una fioritura abbondante e a condizioni termiche favorevoli, che avevano lasciato immaginare un’ottima allegagione. In seguito, però, la carenza d’acqua ha inciso sulla dimensione dei frutti, con effetti più evidenti nelle aree collinari e nelle aziende prive di irrigazione.

Le precipitazioni della scorsa settimana hanno poi complicato ulteriormente la situazione per le cultivar più precoci. In alcuni casi i frutti hanno mostrato una maggiore sensibilità alla pioggia, con spaccature che hanno aumentato il lavoro di selezione necessario prima della vendita. Le indicazioni restano invece più incoraggianti per le varietà medio-precoci e tardive, sulle quali il comparto conta per recuperare almeno in parte le perdite iniziali.

Un prodotto identitario per il Vicentino

La Ciliegia di Marostica è tra le produzioni storiche delle colline attorno alla città murata e nel 2001 è diventata la prima ciliegia italiana a ottenere il riconoscimento europeo IGP. Il marchio tutela origine e qualità attraverso un disciplinare preciso, che regola il lavoro dei produttori e la commercializzazione del frutto.

L’area di produzione si estende tra Astico e Brenta e comprende, oltre a Marostica, anche Pianezze, Colceresa, Breganze, Fara Vicentino, Salcedo, Schiavon e Bassano del Grappa. Il disciplinare riconosce più di trenta varietà, prevede la raccolta esclusivamente manuale e identifica un frutto dalla forma cuoriforme, con calibro minimo di 23 millimetri, polpa soda e colore variabile dal rosa al rosso scuro. Nelle prossime settimane, tra mercati, feste e lavoro nei campi, sarà proprio questa rete di paesi a misurare il vero andamento dell’annata 2026.

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