Marghera, maxi furto di rame alla Siemens Energy: danno vicino ai 100mila euro
Nel polo industriale di via del Trifoglio mancano circa 7,5 tonnellate di materiale. La polizia di Venezia sta ricostruendo tempi e modalità del colpo.
Un ammanco pesantissimo, sia per quantità sia per valore, è stato scoperto nello stabilimento Siemens Energy di Marghera. Dall’area produttiva di via del Trifoglio sarebbero state portate via circa 7,5 tonnellate di rame, tra bobine e cavi utilizzati nelle lavorazioni dell’azienda.
Il dato economico dà subito la misura dell’episodio: la stima si avvicina ai 100mila euro. Numeri che fanno pensare a un’azione tutt’altro che improvvisata, anche perché per movimentare un carico di questo tipo servono logistica, tempo e mezzi adeguati.
Il colpo nell’area industriale di Porto Marghera
L’episodio sarebbe maturato domenica sera. Il riferimento temporale emerso finora colloca l’azione attorno alle 21.30, quando ignoti sarebbero riusciti a entrare nel perimetro aziendale e ad allontanarsi con il metallo.
Il sito interessato opera nel comparto dell’energia, con attività collegate alla realizzazione di trasformatori e altri componenti. Proprio per questo il materiale sottratto non rappresenta soltanto un bene di valore commerciale, ma anche una risorsa importante per il ciclo produttivo.
Perché il rame resta nel mirino
Il rame continua a essere uno dei materiali più appetibili nei furti ai danni di imprese e infrastrutture. Il suo prezzo di mercato, unito alla facilità con cui può essere reimmesso nei circuiti illegali, lo rende da tempo un obiettivo ricorrente.
In questo caso, però, la quantità segnalata alza il livello dell’attenzione. Portare via 7,5 tonnellate tra cavi e bobine lascia ipotizzare una preparazione accurata, con una conoscenza precisa degli spazi e delle modalità di accesso all’area.
La ricostruzione affidata alla Questura
Dopo la scoperta della sottrazione, la vicenda è finita all’attenzione della polizia della Questura di Venezia, che sta raccogliendo gli elementi utili per risalire agli autori del furto.
Gli accertamenti puntano a chiarire come sia avvenuta l’intrusione, quali varchi possano essere stati utilizzati e se vi siano immagini o altri riscontri utili a ricostruire il tragitto seguito da chi ha agito. Tra gli aspetti da verificare c’è anche l’eventuale destinazione del materiale nel mercato illecito dei metalli.
Al momento non risultano persone raggiunte da provvedimenti. Resta invece la portata del colpo, che riporta l’attenzione sul tema della sicurezza nelle aree produttive di Marghera, dove il valore delle materie prime può trasformare i siti industriali in bersagli particolarmente esposti.