Manovra, dalle imprese trevigiane un pacchetto di richieste: energia, tasse e continuità aziendale

CNA Treviso indica le priorità per la Legge di Bilancio: sostegno all’autoproduzione energetica delle PMI, aiuti per i subentri e meno peso burocratico.

28 ottobre 2026 11:14
Manovra, dalle imprese trevigiane un pacchetto di richieste: energia, tasse e continuità aziendale -
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Il confronto sulla prossima Legge di Bilancio entra nel vivo anche in provincia di Treviso, dove il sistema delle piccole imprese prova a far sentire la propria voce su alcuni nodi considerati decisivi per la tenuta del tessuto produttivo. CNA Treviso mette in fila tre capitoli ritenuti urgenti: costo dell’energia, carico fiscale e difficoltà nel garantire il passaggio delle attività alle nuove generazioni.

L’associazione di categoria, in linea con le indicazioni avanzate a livello nazionale, chiede misure che abbiano effetti concreti su micro e piccole aziende, con l’obiettivo di sostenere investimenti, continuità imprenditoriale e capacità competitiva in un territorio dove l’artigianato resta una componente centrale dell’economia locale.

Il nodo energia per le PMI

Tra le proposte più rilevanti c’è l’istituzione di un fondo dedicato all’autoproduzione energetica da fonti rinnovabili, rivolto alle piccole realtà imprenditoriali. La richiesta è di prevedere una dotazione da un miliardo di euro all’anno per il 2027 e per il 2028, così da aiutare le aziende a ridurre la dipendenza dai costi energetici esterni.

Accanto a questo punto, CNA sollecita una nuova copertura per gli incentivi legati alle Comunità Energetiche e un intervento sugli oneri di sistema, voce che continua a pesare sui bilanci aziendali. Per molte attività del territorio, il tema non riguarda solo la sostenibilità ambientale ma anche la possibilità di programmare spese e investimenti con maggiore stabilità.

CNA Treviso chiede misure su energia, fisco e ricambio generazionale
CNA Treviso chiede misure su energia, fisco e ricambio generazionale

Ricambio generazionale, il problema delle imprese senza eredi

Un altro fronte aperto riguarda la continuità delle aziende. CNA richiama l’attenzione su un dato che fotografa una difficoltà strutturale: in Italia quasi 315 mila titolari di ditte individuali hanno almeno 70 anni, mentre in provincia di Treviso il numero supera quota 5.500. A questo si aggiunge la scarsità di giovani disponibili a rilevare attività già esistenti.

Per evitare che imprese sane chiudano per mancanza di subentro, l’associazione propone strumenti fiscali più favorevoli, garanzie e forme di finanziamento dedicate a chi decide di prendere in mano un’azienda già avviata. Sul piano regionale viene richiamato anche il “Fondo Staffetta”, proposta di CNA Veneto già accolta ma ancora da rendere operativa con risorse e meccanismi adeguati.

Meno adempimenti e incentivi più stabili

Nelle richieste rivolte al governo rientra anche il capitolo fiscale. CNA Treviso insiste sulla necessità di semplificare davvero gli adempimenti e di ridurre il peso delle imposte, due aspetti che per molte microimprese incidono quanto i costi vivi di produzione.

Per il comparto edilizio, invece, la linea indicata è quella di una maggiore continuità degli incentivi, evitando cambi di rotta frequenti e favorendo una programmazione su più anni. Sul lavoro, l’associazione punta sulla proroga delle agevolazioni per i rinnovi contrattuali, sul sostegno alle assunzioni e su un rilancio dell’apprendistato, con attenzione ai giovani e al tema della sicurezza.

La posizione del presidente Stocco

Secondo il presidente provinciale di CNA Treviso, Gianpaolo Stocco, le imprese di dimensioni minori hanno bisogno di un quadro meno incerto per poter investire e guardare avanti. «Le piccole imprese hanno bisogno di certezze e di condizioni che permettano loro di guardare al futuro con fiducia. Il costo dell’energia, la pressione fiscale e le difficoltà nel reperire risorse per investire sono problemi concreti che incidono ogni giorno sulla gestione delle attività» afferma.

Stocco lega poi il tema economico a quello della continuità produttiva: «Allo stesso tempo, dobbiamo favorire il passaggio generazionale, perché quando un’impresa chiude si rischia di perdere non soltanto posti di lavoro, ma anche competenze e professionalità costruite nel tempo». Da qui la richiesta di concentrare la manovra su strumenti efficaci, stabili e applicabili, in grado di sostenere chi sul territorio crea occupazione e valore.

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