Vicenza accende il confronto sull’industria smart: robot e IA ancora lontani per molte piccole imprese
Ad A&T il nodo emerso dai dati della Fondazione Nord Est: nelle aziende manifatturiere più piccole l’adozione di tecnologie avanzate resta molto sotto i livelli dei grandi gruppi.
La manifattura del Nordest corre sulla digitalizzazione di base, ma quando si passa a robotica e intelligenza artificiale il passo delle piccole imprese resta molto più lento. È il quadro emerso a Vicenza nella giornata inaugurale di A&T, la rassegna dedicata ad automazione, testing e innovazione industriale, dove il tema centrale è proprio la distanza tra strumenti disponibili e reale capacità di integrarli nei processi produttivi.
Nella fotografia presentata durante l’evento, il tessuto delle PMI appare in una fase intermedia: da un lato una buona diffusione delle tecnologie digitali più comuni, dall’altro una penetrazione ancora contenuta delle soluzioni più avanzate. Un passaggio che per un territorio manifatturiero come quello veneto pesa in termini di competitività, organizzazione del lavoro e qualità produttiva.
La manifestazione, ospitata a Vicenza fino al 29 ottobre, riunisce oltre 300 espositori e più di 3.000 tecnologie operative. I temi coprono sei aree: automazione e robotica, intralogistica, digital manufacturing, testing e metrologia, sistemi di controllo e additive manufacturing.
Il dato che pesa di più sulle PMI
Tra gli elementi più rilevanti illustrati dalla Fondazione Nord Est, su elaborazioni basate su dati Istat, c’è il forte divario legato alla dimensione aziendale. I robot industriali risultano presenti nel 61,1% delle grandi imprese manifatturiere, mentre tra le aziende con 10-49 addetti la quota scende al 15,2%.
Anche l’intelligenza artificiale mostra una forbice netta. In Italia la diffusione dell’AI nelle imprese manifatturiere resta sotto la media europea: 8,4% contro il 13,7% dell’Unione. Se si guarda poi all’impiego diretto nei reparti produttivi, la distanza cresce ancora: la utilizza il 10,4% delle realtà più piccole, contro il 32% dei grandi gruppi industriali.
Il quadro generale, però, non è uniforme. La digitalizzazione di base nel manifatturiero nazionale tocca l’80,2%, con il Nord e il Nordest nelle posizioni più avanzate. I comparti ad alta intensità tecnologica mostrano livelli molto elevati, mentre settori più tradizionali come alimentare e tessile-moda restano più indietro.
A&T Vicenza come banco di prova per il Nordest
Nel contesto vicentino, la fiera prova a proporsi come luogo pratico più che vetrina teorica. L’obiettivo dichiarato è offrire alle imprese, soprattutto di dimensioni medio-piccole, strumenti già applicabili in fabbrica. Un’impostazione che punta a intercettare una delle esigenze più sentite nel sistema produttivo veneto: capire non solo cosa esiste sul mercato, ma cosa può essere adottato davvero senza tempi troppo lunghi o investimenti fuori scala.
All’apertura della manifestazione, Marco Cecchini di IEG ha indicato A&T come un passaggio strategico per accompagnare la trasformazione della manifattura. Matteo Faggin, direttore generale di SMACT, ha insistito invece su un punto preciso: l’intelligenza artificiale non va letta soltanto come supporto individuale o amministrativo, ma come tecnologia da integrare nel cuore dei processi industriali.
Nel dibattito inaugurale si è parlato infatti di una fase in cui l’AI tende a uscire dalla sola dimensione software per dialogare con macchinari, linee e sistemi produttivi. Una prospettiva che richiede infrastrutture, competenze e capacità di investimento, tre fattori che spesso segnano la differenza tra grandi aziende e PMI.
Come viene usata oggi l’intelligenza artificiale
Le applicazioni oggi più diffuse nelle aziende che già utilizzano l’AI riguardano soprattutto attività legate ai contenuti e alla gestione delle informazioni: estrazione di dati da testi, trascrizione vocale e produzione di materiali multimediali. Restano invece più limitati gli impieghi che toccano direttamente decisioni operative e automazione avanzata, come analisi predittive, supporto alle scelte industriali o movimento autonomo delle macchine.
Anche nei processi aziendali la distribuzione è significativa: marketing e vendite sono tra le aree che impiegano di più queste tecnologie, seguite dall’amministrazione. Molto meno esteso è ancora l’uso strutturale in produzione, che è poi il nodo decisivo per la manifattura veneta.
Secondo Alberto Baban, presidente del comitato scientifico industriale di A&T e della Fondazione Nord Est, il contesto internazionale impone una riflessione rapida. Il confronto con Stati Uniti e Cina, soprattutto sul terreno di cloud, data center e physical AI, rende evidente il ritardo europeo nelle infrastrutture che sostengono questa trasformazione.
I progetti speciali e gli appuntamenti in fiera
Tra i contenuti messi al centro dell’edizione vicentina ci sono cinque progetti speciali pensati per avvicinare l’innovazione alle esigenze concrete delle imprese. Tra questi spicca l’IA Forum, sviluppato con SMACT Competence Center e con il contributo di università del territorio, per portare casi d’uso e strumenti accessibili al mondo delle PMI.
Accanto a questo spazio trovano posto anche A&T Next, dedicato al dialogo tra startup, ricerca e industria, gli Stati Generali Misure e Prove promossi da Accredia, il Villaggio dell’Automazione con AIdAM e l’area riservata alla visione artificiale applicata alla produzione. Nella prima giornata sono stati presentati anche esempi concreti di adozione attraverso esperienze aziendali del territorio come quelle di Croatto e MCA Digital.
Il programma prosegue il 28 ottobre con una tavola rotonda su materiali e tecnologie tra motorsport e manifattura e con il convegno sull’innovazione tecnologica per l’industria manifatturiera organizzato da Confimi Industria Veneto. A Vicenza, insomma, il confronto non ruota solo attorno alle promesse dell’AI, ma soprattutto alla capacità delle imprese venete di trasformare questi strumenti in produttività reale.
La sfida che emerge dalla fiera vicentina è chiara: per il sistema delle PMI del Veneto il tema non è più se guardare a robotica e intelligenza artificiale, ma come colmare in tempi rapidi un ritardo che rischia di allargarsi proprio nei segmenti più importanti del tessuto produttivo locale.