Litorale veneziano, i ristoranti spingono l’economia: Jesolo e Cavallino-Treporti tra i comuni leader in Italia
Secondo il rapporto 2025 di Confcommercio, le due località del Veneziano sommano quasi 260 milioni di euro di valore aggiunto nella ristorazione legata al turismo.
Non è soltanto la spiaggia a fare la differenza nel litorale veneziano. A pesare sempre di più nell’economia turistica sono anche tavole calde, ristoranti, bar, pizzerie e locali con cucina, che tra Jesolo e Cavallino-Treporti arrivano a generare quasi 260 milioni di euro di valore aggiunto.
Il dato emerge dal rapporto 2025 di Confcommercio, “Il potere turistico della ristorazione”, curato da Antonio Preiti, e fotografa il ruolo centrale che il comparto continua ad avere nelle principali destinazioni balneari del Veneto orientale.
Due località del Veneziano nella fascia alta della classifica
Nel dettaglio, Jesolo raggiunge 136,4 milioni di euro e si colloca al nono posto a livello nazionale. Poco sotto si posiziona Cavallino-Treporti, con 123 milioni, risultato che la inserisce comunque nel gruppo dei comuni italiani con i numeri più consistenti nel settore.
Per Confcommercio San Donà-Jesolo, questa lettura va oltre il semplice volume d’affari dei singoli esercizi: indica infatti quanto la ristorazione incida sulla forza complessiva della destinazione e sulla sua capacità di restare competitiva nel mercato delle vacanze.
La spinta decisiva dei visitatori stranieri
Una quota molto importante del valore prodotto arriva dagli ospiti provenienti dall’estero. A Jesolo la componente internazionale vale 82,8 milioni di euro, mentre a Cavallino-Treporti sale a 86,4 milioni, dato che porta la località al settimo posto nella graduatoria nazionale riferita a questo specifico segmento.
Si tratta di numeri che confermano quanto il turismo straniero resti strategico per tutto il litorale. Non solo presenze, quindi, ma anche capacità di sostenere un’offerta enogastronomica che diventa parte integrante dell’esperienza di viaggio.
Secondo il presidente di Confcommercio San Donà-Jesolo Angelo Faloppa, proprio la qualità dei pubblici esercizi contribuisce a rafforzare l’immagine del territorio e a incentivare il ritorno degli ospiti negli anni successivi.
Non solo Jesolo e Cavallino: il richiamo a Eraclea e alla filiera
Nella lettura proposta dall’associazione trova spazio anche Eraclea, indicata come realtà che si muove nello stesso solco grazie a un’offerta costruita tra mare e laguna. In questo scenario, la ristorazione viene vista come uno dei fattori che orientano la scelta della meta e sostengono l’economia locale ben oltre il servizio al tavolo.
L’impatto, infatti, coinvolge anche altri ambiti del territorio, dalla pesca all’agricoltura, fino al lavoro stagionale che interessa numerose famiglie dell’area. Il valore generato dai locali, in quest’ottica, si distribuisce lungo una filiera ampia che accompagna l’intera permanenza del visitatore.
La richiesta: riconoscere la ristorazione come impresa turistica
Accanto alla fotografia economica, Confcommercio San Donà-Jesolo rilancia anche un tema normativo. L’associazione chiede che la ristorazione venga considerata a tutti gli effetti impresa turistica, sullo stesso piano delle strutture ricettive e delle agenzie di viaggio.
Faloppa sostiene che, soprattutto nelle località balneari, bar e ristoranti non rappresentino un’attività accessoria, ma uno degli elementi che incidono sulla scelta della vacanza, sulla durata del soggiorno e sulla fidelizzazione dei visitatori.
Per questo l’associazione annuncia di voler portare la questione ai tavoli istituzionali competenti, con l’obiettivo di rafforzare le imprese del comparto nel mandamento e l’intero sistema turistico che ruota attorno a Jesolo, Cavallino-Treporti ed Eraclea.