Dal Veneto al Guardian: la vicentina Faggiana porta in vetrina la Puglia delle botteghe

La startup fondata dalla vicentina Elisabetta Faggiana guida un reportage sulla Puglia meno turistica tra botteghe e piccoli produttori. startup Unexpected Italy, nata anche dall’iniziativa di Elisabetta Faggiana, firma la ricerca dietro un nuovo racconto

14 settembre 2026 14:46
Dal Veneto al Guardian: la vicentina Faggiana porta in vetrina la Puglia delle botteghe -
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Un progetto nato anche a Vicenza torna sulle pagine di un grande giornale internazionale. Nel nuovo servizio dedicato alla Puglia meno battuta dal turismo, The Guardian si affida infatti a Unexpected Italy, realtà fondata dalla vicentina Elisabetta Faggiana insieme a Savio Losito.

Per Veneto la notizia ha un riflesso diretto: dietro il lavoro di selezione e costruzione del racconto c’è una startup che ha radici anche nel territorio vicentino e che negli ultimi anni ha sviluppato un percorso centrato su esperienze locali, attività indipendenti e destinazioni fuori dalle rotte più consumate.

Il reportage, firmato da Liz Boulter, accende i riflettori sulla provincia di Barletta-Andria-Trani, area pugliese meno esposta rispetto a poli turistici molto più noti come Salento, Gargano o Valle d’Itria. Il taglio scelto mette al centro chi lavora ogni giorno sul territorio: artigiani, produttori, piccoli ristoratori e strutture legate al paesaggio rurale.

Una firma vicentina dietro il racconto internazionale

Unexpected Italy si presenta come una piattaforma che seleziona realtà con un rapporto autentico con i luoghi in cui operano. Non conta soltanto la qualità dell’offerta, ma anche la connessione con comunità, produzioni, tradizioni e ambiente circostante.

È la stessa impostazione che aveva già accompagnato precedenti collaborazioni editoriali dedicate ad altre città italiane, tra cui Vicenza e Torino. Questa volta il focus si sposta in Puglia, con l’obiettivo di proporre ai lettori stranieri un’Italia diversa da quella più prevedibile e affollata.

La scelta della BAT e il turismo lontano dai circuiti saturi

Nel servizio del quotidiano britannico la BAT viene descritta come un territorio ancora capace di offrire esperienze meno standardizzate. Il filo conduttore è un modo di viaggiare più lento, costruito attorno a botteghe, tavole, campagne e progetti imprenditoriali che non si staccano dalle proprie radici.

Il racconto insiste proprio su questo equilibrio tra innovazione e tradizione. Le attività coinvolte non vengono presentate come semplici tappe di consumo turistico, ma come esempi di una Puglia che continua a produrre identità attraverso il lavoro quotidiano.

Le tappe raccontate tra vino, cucina e ospitalità rurale

Fra le realtà richiamate nel reportage compare la famiglia Barbera, indicata come riferimento per l’incontro tra accoglienza, agricoltura e cultura del posto.

The Guardian racconta artigiani e botteghe della BAT con Unexpected Italy

A Minervino Murge trovano spazio Cantina Morasinsi, letta come espressione del paesaggio dell’Alta Murgia anche attraverso la sua impostazione architettonica e produttiva, e A Sud dell’Anima, progetto di ristorazione contemporanea che lavora in stretto rapporto con le produzioni locali e con il contesto rurale.

Da Canosa a Montegrosso, il percorso scelto dal Guardian

A Canosa di Puglia il reportage segnala Gelateria Scoop, laboratorio artigianale che punta sulla ricerca delle materie prime e sul legame con il territorio, con lo spumone tra i prodotti più rappresentativi. Nella stessa città viene citata anche Sabino Leone, azienda agricola e olearia che segue l’intera filiera dei propri uliveti fino all’olio extravergine.

Il viaggio prosegue poi verso Montegrosso, dove entrano nel racconto Lama di Luna, realtà rurale che unisce ospitalità, sostenibilità e campagna murgiana, e 4 Cycling and Trek!, proposta dedicata all’esplorazione della Murgia in bicicletta tra paesaggi naturali e itinerari meno convenzionali.

Per la realtà fondata anche dalla vicentina Faggiana, questa nuova uscita conferma un posizionamento preciso: fare da ponte tra testate straniere e territori italiani poco scontati, mettendo in luce reti locali che difficilmente troverebbero spazio nei circuiti del turismo più omologato.

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