Librerie venete, ALI riparte da Zaglia: mandato rinnovato e focus su fondi, formazione e rete regionale
A Venezia l’assemblea dei librai conferma Antonio Zaglia alla presidenza. Tra le priorità: sostegno ai punti vendita fisici, dialogo con la Regione e aggiornamento professionale.
Le librerie del Veneto scelgono la continuità e rilanciano su tre fronti: risorse stabili, preparazione professionale e rapporto più strutturato con le istituzioni regionali. È questo l’esito dell’assemblea di ALI Veneto che a Venezia ha rinnovato all’unanimità la fiducia ad Antonio Zaglia, confermandolo alla guida dell’associazione.
La riunione, ospitata nella sede di Confcommercio Veneto, ha riunito rappresentanti provinciali e funzionari arrivati in presenza e da remoto da tutto il territorio. Non solo il rinnovo delle cariche, ma anche una discussione ampia sul ruolo che le librerie continuano ad avere nei centri urbani veneti, tra funzione economica e presenza culturale diffusa.
Le priorità indicate per il nuovo mandato
Nel programma tracciato per i prossimi anni, ALI Veneto ha fissato alcune direttrici precise. La prima riguarda la formazione, con giornate di aggiornamento dedicate ai librai e aperte anche ai cambiamenti che stanno investendo il settore, compreso l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle attività quotidiane e sulla filiera.
Un secondo obiettivo è la creazione di occasioni di incontro tra librerie ed editori del territorio, in una regione che presenta un tessuto editoriale particolarmente articolato. L’idea è quella di favorire scambi professionali e nuove relazioni commerciali, valorizzando una rete che in Veneto conta, secondo la stima richiamata in assemblea, tra 200 e 300 esercizi.
Il terzo punto riguarda il metodo: l’associazione chiede una programmazione meno frammentata e un confronto anticipato con la Regione, così da costruire misure più ampie e accessibili all’intera rete, evitando interventi limitati a pochi beneficiari.
Il quadro nazionale e le richieste del settore
All’assemblea ha partecipato anche il presidente nazionale di ALI, Paolo Ambrosini, che ha richiamato il lavoro svolto dall’associazione sul piano politico e sindacale in Italia e in Europa. Tra i riferimenti citati, la Legge sul Libro del 2020, indicata come uno degli elementi che hanno contribuito a una ripresa del mercato, quantificata in circa 400 milioni di euro.
Nel confronto sono emerse anche le questioni ancora aperte per i librai: il contrasto alle campagne promozionali troppo spinte sui prezzi, la richiesta di sistemi più chiari nella lettura dei dati di mercato e una revisione del Tax Credit che favorisca davvero le librerie fisiche, tenendo conto di personale impiegato e spazi effettivi.
Tra i temi ritenuti strategici resta inoltre il Fondo Biblioteche. ALI ne chiede la stabilizzazione nel bilancio dello Stato dopo il contributo straordinario da 60 milioni di euro che, secondo l’associazione, ha avuto un effetto importante sul comparto nei primi mesi dell’anno.
Il rapporto con la Regione Veneto
Nel bilancio dell’ultimo anno, ALI Veneto ha rivendicato un rafforzamento dei contatti istituzionali a livello regionale. L’associazione ha richiamato il confronto avviato con il presidente della Commissione Cultura Enoch Soranzo e i primi passaggi con l’assessora Valeria Mantovan, considerati centrali per costruire politiche più prevedibili per il comparto.
Accanto all’attività istituzionale, è stata ricordata anche la campagna promozionale sviluppata sui social nel 2025, che ha superato il milione di visualizzazioni. Un dato utilizzato per sottolineare come la promozione del libro e delle librerie resti un terreno decisivo anche sul piano della comunicazione.
La conferma di Zaglia e il messaggio alle città venete
Zaglia, già presidente di ALI Padova, ha collegato la riconferma al lavoro condiviso costruito nel sistema Confcommercio. Nel suo intervento ha ribadito che le librerie non possono essere considerate soltanto punti vendita, ma luoghi che tengono insieme socialità, qualità urbana e vita culturale.
Nel dibattito è stato richiamato anche il valore pubblico di queste realtà, ricordando il passaggio dell’incontro del 16 aprile al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva definito il confronto con i librai “una boccata d’ossigeno”. Un riferimento che ALI legge come riconoscimento del ruolo svolto dalle microimprese culturali nelle città.
Dall’assemblea veneziana esce quindi una linea di continuità, ma con obiettivi molto concreti: più certezze sui fondi, tempi di programmazione più lunghi, sostegno ai negozi fisici e strumenti per accompagnare l’evoluzione del settore. Per le librerie venete, il nuovo mandato si apre con la richiesta di essere considerate non come presenze marginali, ma come parte stabile dell’infrastruttura culturale del territorio.