Lavoro e giovani, da Treviso un caso veneto: Aton entra tra le aziende più apprezzate dalla Gen Z
La società tech con sede a Treviso conquista il terzo posto nazionale tra le medie imprese nella classifica Great Place To Work dedicata ai lavoratori più giovani.
Per le imprese venete che cercano talenti under 30, il riconoscimento ottenuto da Aton offre un segnale preciso: a Treviso c’è una realtà capace di farsi scegliere dai più giovani. La società specializzata in soluzioni digitali per le vendite si è piazzata al terzo posto in Italia nella classifica 2026 “Best Workplaces for Gen Z” di Great Place To Work Italia, nel segmento delle aziende con un organico compreso fra 150 e 499 dipendenti.
Non è l’unico risultato. Nello stesso perimetro dimensionale, l’azienda trevigiana ha raccolto anche un sesto posto nella graduatoria “Best Workplaces for Trusted Leadership”, dedicata al rapporto di fiducia tra collaboratori e management.
Un riconoscimento che parla anche al Veneto
Il dato va oltre il singolo piazzamento e si inserisce in un tema molto sentito dalle aziende della regione: rendere attrattivo l’ambiente di lavoro per chi entra oggi nel mercato professionale. Flessibilità, ascolto, autonomia e prospettive di crescita sono ormai fattori decisivi, soprattutto per la Generazione Z.
Dentro Aton, questa fascia anagrafica pesa per il 27% della popolazione aziendale. Un altro indicatore citato dalla società riguarda la guida dei team: il 39% dei ruoli di team leader è ricoperto da donne.
Dove si colloca Aton nella classifica
Nel ranking nazionale dedicato alla Gen Z, la società di Treviso sale quindi sul podio tra le medie imprese. Se invece si guarda alla graduatoria complessiva, senza distinguere per numero di addetti, Aton raggiunge il 14° posto assoluto.
L’azienda, che è anche Società Benefit e B Corp, ha costruito negli anni un’organizzazione in cui lavorano insieme profili appartenenti a generazioni differenti, dai più giovani ai senior. L’idea dichiarata è trasformare la differenza di esperienza in uno scambio continuo di competenze.
Il peso dello scambio tra generazioni
Tra gli aspetti valorizzati c’è il reverse mentoring, descritto come un processo spontaneo: i lavoratori più giovani portano conoscenze aggiornate, in particolare su intelligenza artificiale e nuovi percorsi formativi universitari, mentre le figure con maggiore esperienza contribuiscono con metodo e capacità di lettura dei processi.
Il CEO Giorgio De Nardi ha sottolineato come la presenza di età, generi e culture diverse all’interno dello stesso ambiente di lavoro favorisca la circolazione di idee ed esperienze, sia negli spazi fisici sia in quelli digitali.
Il piazzamento ottenuto nella classifica sulla trusted leadership rafforza proprio questo punto: il riconoscimento misura infatti il livello di fiducia che i dipendenti attribuiscono alla leadership aziendale.
Che cosa sviluppa la società trevigiana
Aton opera nell’ambito della digitalizzazione dei processi di vendita. Tra le sue attività ci sono consulenza, servizi e la piattaforma software .one, proposta in modalità SaaS. Le applicazioni, sviluppate da un team interno di 40 sviluppatori, sono pensate per diversi canali: negozi fisici, commercio all’ingrosso e al dettaglio, e-commerce B2B e B2C, reti commerciali e sistemi di tracciabilità dei prodotti.
Le soluzioni coprono ambiti come punto vendita, CRM, gestione della forza vendita e relazione con il cliente. Sul fronte logistico e della supply chain, la società mette a disposizione anche tecnologie RFID e strumenti track&trace per seguire i prodotti lungo il loro ciclo di vita, adottati anche in contesti internazionali complessi attraverso collaborazioni con organizzazioni intergovernative.
Organico e attenzione alla sostenibilità
Nel complesso l’azienda conta 150 professionisti del software impegnati in analisi, consulenza, progettazione, integrazione dei dati, project management, service management, supporto remoto di software e hardware, formazione e assistenza multilingue.
Accanto alla dimensione tecnologica, Aton segnala anche un’attività di assistenza tecnica hardware orientata ad allungare la vita di decine di migliaia di dispositivi. Un approccio che viene presentato in chiave di economia circolare, con l’obiettivo di limitare la produzione di rifiuti elettronici.
Per Treviso e per il Veneto, il risultato ottenuto dalla società diventa così anche una fotografia di come sta cambiando il lavoro nelle imprese innovative: non conta soltanto la tecnologia sviluppata, ma sempre di più la capacità di costruire un ambiente credibile per chi oggi inizia il proprio percorso professionale.