Latitante tedesco intercettato nel Rodigino dopo una caduta in moto

L’uomo, condannato in Germania all’ergastolo per l’omicidio di una 23enne, è piantonato in ospedale mentre si prepara il rientro oltreconfine.

20 giugno 2026 13:32
Latitante tedesco intercettato nel Rodigino dopo una caduta in moto -
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La sua fuga si è fermata nel territorio polesano, dove un incidente in motocicletta ha consentito alle forze dell’ordine di individuarlo e bloccarlo. Protagonista della vicenda è Benjamin Fricke, detenuto tedesco evaso da un istituto penitenziario della Baviera e rintracciato in provincia di Rovigo.

L’uomo, secondo quanto emerso, è rimasto ferito dopo la caduta e ora si trova ricoverato in una struttura sanitaria italiana. Le sue condizioni hanno richiesto cure mediche, ma resta sotto stretta sorveglianza in attesa dei passaggi giudiziari successivi.

Il fermo nel Rodigino dopo la fuga

Il punto di svolta è arrivato proprio dopo l’incidente, quando Fricke ha riportato la frattura di una gamba. Da lì è stato possibile risalire alla sua presenza nel Rodigino e mettere fine alla sua evasione.

Per il territorio veneto si tratta di un episodio che ha avuto un immediato rilievo anche sul piano giudiziario, perché la gestione del caso coinvolge ora gli uffici competenti per i rapporti con l’autorità tedesca.

Venezia segue la procedura per il trasferimento

La pratica è all’esame della Procura generale presso la Corte d’Appello di Venezia, chiamata a seguire gli adempimenti necessari per il trasferimento del detenuto in Germania.

Le autorità dei due Paesi stanno lavorando al percorso formale che dovrà consentire il rientro dell’uomo oltreconfine. Fino a quel momento, Fricke resterà in Italia sotto controllo.

La condanna in Germania e il caso del 2010

Fricke sta scontando una pena dell’ergastolo per un delitto avvenuto nel 2010, quando venne uccisa Melanie R., una giovane di 23 anni. Il caso aveva scosso profondamente l’opinione pubblica tedesca.

Secondo la ricostruzione processuale, l’uomo avrebbe contattato la vittima in rete usando una falsa identità, per poi farla arrivare nella sua abitazione. Da quell’incontro scaturirono i fatti che portarono alla condanna definitiva.

Nel procedimento sono state contestate accuse di estrema gravità, tra cui anche il tentato stupro aggravato. La vicenda, già molto nota in Germania, torna ora d’attualità in Veneto per l’arresto che ha chiuso la fuga nel Rodigino e aperto la fase del trasferimento internazionale.

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