Jesolo investe su famiglie e scuola: oltre 1.500 persone nel percorso sul benessere digitale
Bilancio del progetto comunale nelle scuole jesolane e riconoscimento regionale al consultorio che segue i nuclei più fragili.
Non solo lezioni in aula, ma un lavoro esteso a genitori, insegnanti e realtà associative della città. A Jesolo si è chiuso il percorso sul benessere digitale sostenuto dal Comune, con 1.533 persone raggiunte e un programma che ha messo al centro l’uso consapevole della tecnologia nella vita quotidiana dei ragazzi.
Accanto a questo risultato, per i servizi rivolti alle famiglie arriva anche un segnale importante sul fronte sociale: il consultorio familiare socio-educativo coordinato dall’associazione Santa Maria Mater Domini ha ottenuto il bollino regionale “Buone pratiche”, assegnato ai progetti ritenuti efficaci nel welfare territoriale.
Il lavoro nelle scuole di Jesolo
L’iniziativa dedicata al cosiddetto Patentino Digitale ha coinvolto i tre istituti cittadini: i comprensivi “G. D’Annunzio” e “Italo Calvino”, oltre all’IPSEOA “E. Cornaro”. Il progetto è stato promosso e finanziato dall’amministrazione comunale con il supporto del Centro Nazionale Formazione e dell’Associazione Nazionale Di.Te.
Nel complesso sono state organizzate circa 340 ore di attività. Il percorso non si è limitato agli studenti, ma ha incluso anche docenti, famiglie e componenti della comunità educante del territorio, con la partecipazione di 15 associazioni locali.
I temi affrontati hanno toccato questioni ormai centrali anche per le famiglie: cyberbullismo, tutela della privacy, identità online, sicurezza in rete, tempo trascorso sui dispositivi, social network, intelligenza artificiale e impatto delle tecnologie sul benessere psicologico.
Il modello seguito ha previsto una fase iniziale di ascolto dei bisogni, poi gli interventi formativi e infine la restituzione dei risultati. Le attività sono state calibrate in modo diverso a seconda dei destinatari, distinguendo tra ragazzi, insegnanti e genitori.
Una fotografia della maturità digitale degli istituti
Uno degli aspetti più rilevanti del progetto è stata la possibilità di rilevare il livello di maturità digitale dei tre istituti scolastici su cinque aree: alfabetizzazione, uso delle tecnologie, prevenzione e gestione del cyberbullismo, consapevolezza digitale e benessere digitale.
Il percorso era stato presentato dall’assessore alle politiche sociali Debora Gonella il 24 giugno a Roma, al Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, durante la presentazione della Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze. Per l’assessore, l’esperienza ha permesso di mettere attorno allo stesso tavolo scuola, famiglie e territorio su temi che incidono sempre di più nella crescita dei più giovani.
Il riconoscimento al consultorio socio-educativo
Sul versante del welfare cittadino, il consultorio familiare socio-educativo coordinato da Santa Maria Mater Domini ha ricevuto il bollino “Buone pratiche in ambito di welfare locale e territoriale integrativo”. Il riconoscimento è promosso da Veneto Welfare – Veneto Lavoro insieme ad Anci Veneto, con il supporto scientifico del Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare.
Il premio riguarda il progetto “Una Comunità Educante per… Dialogare Insieme”, sviluppato tra settembre 2025 e aprile 2026 attraverso i percorsi “Un genitore, un cuore, una famiglia” e “Con-dividere”. Le attività erano rivolte soprattutto a famiglie monoparentali e disgregate, con l’obiettivo di rafforzare la funzione genitoriale, contrastare l’isolamento e favorire relazioni di sostegno reciproco.
Perché l’esperienza è stata valorizzata
La commissione scientifica ha evidenziato la capacità del progetto di intercettare bisogni spesso poco coperti dagli strumenti tradizionali del welfare, in particolare quelli dei nuclei monoparentali. Tra gli elementi ritenuti significativi ci sono anche il sostegno all’autonomia delle persone coinvolte e le occasioni di socializzazione costruite durante il percorso.
Un risultato concreto emerso dagli incontri riguarda la continuità dei rapporti nati durante le attività: i partecipanti hanno scelto di mantenere contatti e momenti di confronto anche dopo la conclusione del progetto.
Per il sindaco Christofer De Zotti, iniziative di questo tipo rientrano in una visione ampia delle politiche sociali cittadine, considerate non soltanto come risposta alle fragilità, ma anche come strumenti utili a migliorare la qualità della vita delle famiglie e della comunità locale.