Trovato morto negli uffici di Intesa Sanpaolo: chi era Giovanni Graziotto

Tragedia a Treviso: impiegato di banca trovato morto negli uffici di Intesa Sanpaolo. Colpito da infarto mentre lavorava.

09 febbraio 2026 10:32
Trovato morto negli uffici di Intesa Sanpaolo: chi era Giovanni Graziotto -
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TREVISO – È rimasto solo nel suo ufficio, oltre l’orario di lavoro, per concludere alcune pratiche. Una consuetudine che non aveva mai destato preoccupazioni. Proprio lì, però, Giovanni Graziotto, 61 anni, impiegato di banca e residente in via Sant’Angelo, è stato improvvisamente colpito da un infarto che non gli ha lasciato scampo. Il dramma si è consumato all’interno dell’edificio che ospita la filiale di Intesa Sanpaolo di via Indipendenza, nel pieno centro storico cittadino.

Il suo corpo è stato rinvenuto solo il giorno successivo, quando ormai era trascorso troppo tempo per poter tentare qualsiasi intervento di soccorso.

L’allarme dato dai familiari

A far scattare l’allarme sono stati i familiari, preoccupati perché non riuscivano più a mettersi in contatto con il 61enne. Dopo ore senza notizie, è stata contattata la centrale operativa del 112. I soccorritori, insieme ai carabinieri, sono entrati direttamente negli uffici della banca per verificare cosa fosse accaduto.

Giovanni Graziotto è stato trovato riverso a terra, ormai privo di vita. Per lui non c’era più nulla da fare: l’infarto lo aveva colpito diverse ore prima.

Le testimonianze dei colleghi

Ai carabinieri, i colleghi hanno ricostruito le ultime ore di lavoro. «Siamo usciti dalla banca al solito orario – hanno spiegato – lui invece è rimasto perché voleva ultimare alcune pratiche. Non abbiamo notato nulla di anomalo». Un comportamento che non appariva insolito: Graziotto era solito trattenersi più a lungo, anche in passato, per portare a termine il lavoro.

Il malore improvviso in ufficio

Venerdì pomeriggio, quando mancavano pochi minuti alla chiusura degli uffici e all’inizio del fine settimana, la maggior parte dei dipendenti aveva già lasciato le scrivanie. Giovanni, impiegato nel settore privacy, ha salutato i colleghi ed è tornato alla propria postazione.

Mentre lavorava, si è sentito improvvisamente mancare. Prima si è chinato sulla sedia, poi è crollato sul pavimento a causa di un arresto cardiaco rivelatosi fatale. In quei drammatici istanti non è riuscito a prendere il cellulare per chiedere aiuto e nessuno si è accorto di quanto stava accadendo.

Le ricerche e gli accertamenti

È stato il fratello gemello Stefano, non vedendolo rientrare a casa, a insospettirsi e a contattare le forze dell’ordine. I carabinieri hanno ricostruito il percorso che Giovanni avrebbe dovuto compiere per tornare a casa, fino a risalire alla filiale bancaria.

Da un primo esame esterno della salma, è apparso subito chiaro che la morte era avvenuta per cause naturali, ipotesi confermata anche dal personale sanitario intervenuto sul posto. Per definire con precisione l’orario del decesso, potrebbero essere analizzate le immagini delle telecamere di videosorveglianza interne alla filiale.

Sono state escluse altre cause: la salma è stata trasferita all’obitorio di Treviso, dove è stata messa a disposizione dei familiari per l’organizzazione del funerale, che sarà celebrato nei prossimi giorni.

Il ricordo di Giovanni Graziotto

Giovanni lascia il fratello gemello Stefano e la sorella Agnese, medico specialista in gastroenterologia in servizio all’ospedale di Conegliano. La notizia della sua scomparsa ha profondamente colpito colleghi e conoscenti.

Da Intesa Sanpaolo è arrivato un messaggio di cordoglio. «Era una persona stimata da tutti», fanno sapere dall’istituto. Riservato, concreto, poco incline alle parole superflue, Graziotto era apprezzato per la serietà professionale e per la disponibilità dimostrata nel lavoro quotidiano.

«Sempre preparato, mai sopra le righe, ma costantemente sul pezzo», ricordano i colleghi. Anche l’ultima sera, il suo impegno si era tradotto nella scelta di restare in ufficio oltre il previsto per completare alcune operazioni. Un gesto che racconta meglio di qualsiasi parola il suo modo di intendere il lavoro.

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