Furti nelle auto in autostrada, scoperti con un dispositivo che blocca la chiusura: due arresti nel Veronese

A Sommacampagna, in un’area di servizio della A4, la polizia ha fermato due uomini accusati di aver tentato di aprire un’auto lasciata incustodita con la tecnica del jammer.

17 ottobre 2026 16:05
Furti nelle auto in autostrada, scoperti con un dispositivo che blocca la chiusura: due arresti nel Veronese -
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Nelle soste lungo l’autostrada basta un gesto automatico, premere il telecomando e allontanarsi, per sentirsi al sicuro. Proprio su quell’abitudine, secondo la ricostruzione della Polizia di Stato, facevano leva due uomini fermati in un’area di servizio della A4 nel territorio di Sommacampagna.

I due, di 49 e 63 anni, sono stati arrestati nel primo pomeriggio di venerdì 16 ottobre con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso. L’intervento è partito dopo la segnalazione di una persona presente nell’autogrill, insospettita dai movimenti attorno alle auto in sosta.

Come agiva la coppia

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il meccanismo era diviso in ruoli. Uno dei due seguiva i proprietari della vettura all’interno dell’area ristoro, tenendone sotto controllo gli spostamenti. L’altro restava invece nel parcheggio e, approfittando dell’assenza dei conducenti, entrava nell’auto per cercare oggetti e bagagli da portare via.

La tecnica contestata è quella del jammer, un apparecchio elettronico capace di disturbare il segnale del telecomando dell’auto. In questo modo le portiere non si chiudono davvero, anche se chi si allontana può essere convinto del contrario.

La segnalazione partita dall’autogrill

A far muovere in fretta la macchina dei controlli è stata l’attenzione di un testimone, che aveva notato i due aggirarsi tra i veicoli in modo anomalo. Il sospetto è diventato più concreto quando uno dei due ha aperto una portiera e ha iniziato a cercare all’interno dell’abitacolo e tra i bagagli.

La pattuglia della Sottosezione Polizia Stradale di Verona Sud ha raggiunto l’area di servizio in pochi minuti. Alla vista dei poliziotti, i due avrebbero tentato di confondersi tra gli altri clienti presenti, ma sono stati comunque rintracciati e identificati.

Le immagini e il dispositivo nascosto tra gli scaffali

Un contributo decisivo è arrivato dalle telecamere di videosorveglianza, che hanno permesso di ricomporre i movimenti della coppia e i rispettivi compiti durante il tentativo di furto.

Dalle registrazioni è emerso anche il punto in cui uno dei due avrebbe cercato di liberarsi del dispositivo, lasciandolo tra la merce esposta nell’autogrill. Il jammer, simile a una normale batteria portatile, è stato recuperato e sequestrato.

Gli agenti ne hanno poi verificato il funzionamento direttamente sull’auto presa di mira, accertando la capacità dell’apparecchio di interferire con il sistema di chiusura del veicolo.

Gli ulteriori accertamenti sull’auto dei sospettati

I controlli si sono allargati anche alla vettura usata dai due per raggiungere l’area di servizio. Nella parte posteriore del sedile del conducente è stato individuato un doppio fondo, ritenuto compatibile con l’occultamento di oggetti di possibile provenienza illecita.

È emerso inoltre che uno dei due uomini era già stato denunciato nel mese di settembre per un episodio analogo, sempre legato a un tentativo di furto messo in atto con la stessa modalità.

La decisione del giudice

Sulla base degli elementi raccolti, per entrambi è scattato l’arresto. Nella mattinata di sabato 17 ottobre il giudice ha convalidato il provvedimento e ha disposto il divieto di dimora nella provincia di Verona.

L’udienza è stata rinviata. Il caso riporta l’attenzione su una modalità di furto già emersa anche in altri contesti autostradali e che colpisce soprattutto chi lascia l’auto per una breve sosta convinto di averla chiusa regolarmente.

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