Furti di rame e mezzi rubati, stretta della Mobile di Padova su un gruppo attivo tra Veneto ed Emilia
Sette provvedimenti cautelari dopo l’inchiesta su 13 episodi contestati. Tra i casi ricostruiti anche un colpo in un’azienda di Fossò.
Un’indagine partita da Padova ha portato a una serie di misure cautelari nei confronti di persone ritenute coinvolte in furti messi a segno ai danni di imprese tra Veneto ed Emilia-Romagna. Al centro dell’inchiesta ci sono tredici episodi contestati, con particolare attenzione ai colpi nelle aziende dove sarebbero stati portati via rame, attrezzature e altro materiale destinato alla produzione.
L’operazione della Polizia di Stato ha riguardato sette indagati. Per quello indicato come figura di riferimento del gruppo è stato disposto il carcere, mentre per altri sono scattati i domiciliari o l’obbligo di dimora, in base alle diverse posizioni ricostruite dagli investigatori.
Il filone veneto e il caso seguito nel Veneziano
Per il territorio veneto, tra gli episodi finiti sotto la lente c’è anche quello che ha interessato la ditta Haiki di Fossò, nel Veneziano. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, da lì sarebbe stato sottratto un quantitativo rilevante di rame, poi caricato su un furgone Citroën Jumper risultato rubato poco prima.
Nello stesso contesto investigativo vengono contestati anche la ricettazione di un Fiat Ducato e il furto del mezzo che sarebbe stato utilizzato per alcuni dei colpi. Un quadro che, per gli inquirenti, delinea un’attività organizzata e non episodi isolati.
Le aziende nel mirino tra primavera e inizio estate
La Squadra Mobile di Padova ha ricostruito fatti avvenuti tra aprile e giugno, concentrati soprattutto su realtà industriali e commerciali legate alla lavorazione o alla vendita di metalli, compreso il rame. Oltre a questo materiale, nelle denunce raccolte compaiono anche utensili da lavoro, cavi elettrici, biciclette e altra merce.
Il danno economico contestato è rilevante: in diversi casi si parla di valori complessivi di molte migliaia di euro. Le verifiche investigative hanno consentito di attribuire ai singoli indagati ruoli ritenuti differenti all’interno dei vari episodi esaminati.
Il colpo più pesante nel Bolognese
Tra i furti ricostruiti c’è anche quello avvenuto alla Elettromeccanica Galliera, in provincia di Bologna, indicato come uno dei più consistenti. Da quell’azienda sarebbero spariti più di 3 mila chili di rame.
Il valore stimato del materiale sottratto in quel solo episodio si aggira attorno ai 70 mila euro. È uno dei dati che meglio restituiscono la portata dell’inchiesta coordinata sugli assalti alle imprese tra le due regioni.
Le misure adottate e la fase del procedimento
I provvedimenti eseguiti sono quindi differenziati: carcere per uno degli indagati, arresti domiciliari e obbligo di dimora per altri. La ricostruzione investigativa, riportata da LaPresse, mette insieme tredici fatti ritenuti aggravati e un arco temporale abbastanza ristretto.
Il procedimento, va ricordato, è ancora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni dovranno essere vagliate nel successivo percorso giudiziario e per tutte le persone coinvolte resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.