Fondazione Cariparo, fumata nera per la presidenza: si torna al voto il 12 maggio
Il Consiglio generale non ha trovato l’intesa sul nuovo presidente: nessuno dei tre candidati ha raggiunto i 14 voti richiesti.
Per la Fondazione Cariparo la scelta del nuovo presidente resta ancora aperta. Nella seduta del Consiglio generale convocata il 30 aprile non è infatti arrivata l’elezione della figura chiamata a guidare l’ente nei prossimi anni.
Il confronto si è chiuso senza un nome condiviso, perché nessuno dei candidati ha ottenuto il quorum previsto dallo statuto. La decisione è quindi rinviata a una nuova riunione già calendarizzata per il 12 maggio.
Si tratta di un passaggio particolarmente seguito anche a Padova, dove la Fondazione rappresenta un riferimento importante per il territorio e per le attività che sostiene. La nuova presidenza dovrà raccogliere l’eredità lasciata da Gilberto Muraro, al termine di otto anni di mandato.
Tre candidati, ma nessuna maggioranza qualificata
Secondo quanto emerso, per arrivare all’elezione servivano 14 voti su 20 componenti del Consiglio generale. Una soglia alta, che in questa prima votazione non è stata raggiunta da nessuno dei tre profili indicati.
I nomi in campo erano quelli di Cesare Dosi, Andrea Rinaldo e Rosario Rizzuto. L’assenza di una convergenza sufficiente ha quindi bloccato la nomina e prolungato la fase di transizione all’interno della governance della Fondazione.
Ora l’attenzione si sposta alla prossima seduta
Il nuovo appuntamento è fissato per il 12 maggio, quando il Consiglio generale sarà chiamato a tentare nuovamente la sintesi su un nome capace di superare il numero di voti richiesto. Fino ad allora, la partita per la presidenza resta completamente aperta.
La guida della Fondazione avrà un peso rilevante nell’indirizzo dell’attività del prossimo quinquennio, in un momento in cui l’ente continua a essere osservato con attenzione per il ruolo che svolge sul fronte del sostegno al territorio.
Nel corso della stessa riunione sarebbero stati toccati anche altri argomenti, compresi temi legati a contributi destinati all’area padovana. Al momento, però, non risultano elementi sufficienti per definire con precisione importi, destinatari o tempistiche degli eventuali interventi.
Per ora, dunque, da Palazzo Monte di Pietà arriva solo la conferma dello stallo sulla nomina. Il prossimo passaggio del 12 maggio dirà se sarà possibile chiudere la partita oppure se servirà ancora tempo per trovare un accordo.