Dalla provincia di Treviso un fegato stampato in 3D per preparare un delicato intervento pediatrico

Bio3DPrinting, realtà del gruppo trevigiano SolidWorld, ha realizzato un modello anatomico usato per studiare prima dell’operazione un caso chirurgico complesso.

A cura di Web Team Web Team
18 giugno 2026 10:23
Dalla provincia di Treviso un fegato stampato in 3D per preparare un delicato intervento pediatrico -
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La tecnologia sviluppata nel Trevigiano entra sempre più spesso in ambiti ad altissima specializzazione, e questa volta riguarda la chirurgia pediatrica. Un modello tridimensionale del fegato, realizzato da Bio3DPrinting, è stato utilizzato per pianificare un intervento complesso in un importante ospedale pediatrico italiano di rilievo internazionale.

Il lavoro porta al centro una competenza che ha base nel territorio: Bio3DPrinting fa parte di SolidWorld Group, realtà nata a Treviso e attiva nelle soluzioni 3D avanzate. Il modello è servito ai medici per analizzare in anticipo il caso e impostare con maggiore precisione la strategia operatoria su pazienti in età pediatrica.

Il contributo trevigiano alla medicina di precisione

Secondo quanto comunicato dal gruppo, il progetto si inserisce in un filone ormai sempre più rilevante: trasformare immagini e dati clinici in oggetti fisici utili alla pratica medica. In questo caso è stato riprodotto il fegato con un livello di dettaglio tale da rendere leggibili volumi, rapporti tra strutture e passaggi più difficili da valutare con i soli esami diagnostici.

La base di partenza è stata il materiale anatomico elaborato dal team clinico che seguiva il caso. Da lì Bio3DPrinting ha sviluppato il modello e lo ha prodotto con una stampante 3D Stratasys J5 MediJet, sistema pensato per applicazioni che richiedono elevata accuratezza nella restituzione delle geometrie.

Perché un modello fisico può fare la differenza

Avere il fegato tra le mani prima dell'intervento ha permesso ai chirurghi di provare le diverse fasi dell'operazione prima dell'accesso in sala operatoria. Un passaggio che, nei casi più complessi, aiuta a individuare punti critici, affinare il coordinamento dell'équipe e gestire meglio i tempi dell'atto chirurgico.

L'utilità di questi strumenti non si esaurisce nella sola pianificazione. La stampa 3D applicata alla sanità viene considerata sempre più importante anche nella formazione dei professionisti e nella spiegazione del percorso clinico ai familiari, soprattutto quando ci si trova davanti a procedure particolarmente delicate.

Le parole dell'azienda e i prossimi sviluppi

«Questo progetto dimostra come le tecnologie di manifattura additiva possano generare un valore concreto anche negli ambiti più delicati della medicina», ha dichiarato il fondatore e presidente di SolidWorld Group, Roberto Rizzo. Per l'azienda, la possibilità di costruire modelli anatomici accurati offre ai sanitari uno strumento in più per affrontare interventi complessi con una preparazione più approfondita.

Sul lavoro è intervenuta anche Agnieszka Socha, general manager di Bio3DPrinting, che ha ringraziato l'ingegnere biomedico Federica Giovannini per il contributo seguito da vicino nel progetto. Socha ha collegato questa esperienza al percorso di crescita della divisione biomedicale e di Electrospider, piattaforma proprietaria di bioprinting 3D multiscala e multimateriale sviluppata dal gruppo.

SolidWorld, quotata dal 2022 su Euronext Growth Milan, presenta oggi una struttura composta da 10 aziende, 10 sedi, 3 poli tecnologici e oltre 170 dipendenti. Tra le tecnologie su cui punta c'è anche la biostampa 3D di tessuti e organi umani: un orizzonte ancora più avanzato, che parte però da applicazioni concrete come quella appena realizzata e che conferma il peso crescente del distretto trevigiano nell'innovazione biomedicale.

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