Energia, Donazzan rilancia da Bruxelles: «Il Veneto conosce il prezzo delle scelte sbagliate»

L’eurodeputata di Fratelli d’Italia richiama il caso Porto Tolle e difende una linea europea più aperta su nucleare e raffinerie.

16 ottobre 2026 16:45
Energia, Donazzan rilancia da Bruxelles: «Il Veneto conosce il prezzo delle scelte sbagliate» -
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Il nodo energia, per il Veneto industriale, non è una discussione astratta. Costi per le imprese, approvvigionamenti e futuro della chimica restano temi centrali anche nelle parole di Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia, intervenuta da Bruxelles dopo le conclusioni del Consiglio europeo.

Secondo l’esponente veneta, il confronto in sede europea starebbe riconoscendo con maggiore chiarezza l’impostazione sostenuta dall’Italia in questi mesi: mettere la politica energetica tra i fattori decisivi per la tenuta del sistema produttivo e per la competitività delle aziende.

Il peso delle scelte sul sistema produttivo

Donazzan lega questo passaggio a un giudizio netto sulle decisioni prese negli anni passati. A suo avviso, il nostro Paese continua a pagare un divario pesante proprio sul fronte dell’energia, e tra le cause indica l’uscita dal nucleare e il ridimensionamento del comparto della raffinazione.

Nella sua lettura, la chiusura di impianti e la progressiva delegittimazione del petrolio hanno avuto effetti che vanno oltre il solo dibattito ambientale. Il risultato, sostiene, è stato un indebolimento della filiera industriale, con ricadute anche sulla capacità di risposta rispetto al fabbisogno di carburanti e sulla tenuta della chimica.

Il richiamo alle raffinerie europee

Un passaggio che l’europarlamentare considera significativo riguarda l’orientamento espresso dal Consiglio europeo a favore della tutela delle raffinerie nel contesto continentale. Per Donazzan, si tratta di un segnale politico che va nella direzione di una maggiore attenzione verso gli asset industriali considerati strategici.

La sua posizione è che l’Europa stia maturando una linea più pragmatica, meno ideologica, su un settore che per anni è stato al centro di forti contestazioni. In questo quadro, rivendica il lavoro portato avanti dalla delegazione italiana fin dall’inizio della legislatura europea sul rapporto tra energia e competitività.

Porto Tolle come precedente veneto

Nelle sue dichiarazioni torna anche un riferimento diretto al Veneto. Donazzan richiama infatti l’esperienza maturata quando era assessore regionale, ricordando la gestione del cambio di produzione della centrale di Porto Tolle.

Quel passaggio, nella sua ricostruzione, rappresenta un precedente utile per leggere il dibattito di oggi: abbandonare in modo definitivo gli idrocarburi, dice, sarebbe stato un errore con effetti anche sul comparto chimico. Richiama inoltre il sostegno che, in quella fase, arrivò dal fronte sindacale.

La conclusione politica affidata da Bruxelles è chiara: per Donazzan occorre continuare su una linea di realismo nelle scelte energetiche, senza rinunciare a strumenti e infrastrutture che, a suo giudizio, restano essenziali per l’economia e per la base manifatturiera del Veneto e del Paese.

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