Vertenza Electrolux, dal Veneto in 250 alla mobilitazione nazionale: Susegana resta il nodo più pesante

La protesta nazionale accompagna lo sciopero di 8 ore negli stabilimenti del gruppo.

15 settembre 2026 19:32
Vertenza Electrolux, dal Veneto in 250 alla mobilitazione nazionale: Susegana resta il nodo più pesante -
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SUSEGANA - Sono circa 250 le metalmeccaniche e i metalmeccanici partiti dal Veneto per raggiungere oggi, 15 settembre 2026, Cerreto d’Esi e partecipare alla protesta nazionale contro il piano industriale di Electrolux. Al centro della mobilitazione, promossa nell’ambito dello sciopero di 8 ore proclamato la scorsa settimana da Fim, Fiom e Uilm, ci sono la chiusura del sito marchigiano e i tagli annunciati negli altri stabilimenti italiani, con ricadute dirette anche sul Nordest.

Secondo quanto contestato dai sindacati, il gruppo ha sostanzialmente confermato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy un piano che prevede la chiusura di Cerreto d’Esi, 1.450 esuberi a livello nazionale, il mancato rinnovo di 135 contratti a termine e l’aumento delle cadenze di linea fino a 140 pezzi all’ora. Una linea che, per le organizzazioni sindacali, scarica sui lavoratori il peso degli obiettivi aziendali senza offrire garanzie sul futuro industriale.

Electrolux, 250 lavoratori dal Veneto alla protesta di Cerreto d’Esi contro tagli ed

I numeri che riguardano Susegana

Nel sito trevigiano di Susegana, i numeri indicati dai sindacati sono tra i punti più pesanti della vertenza: si parla di 240 esuberi su 745 operai e di 180 esuberi su 360 impiegati. In totale, 420 posizioni in meno in uno degli stabilimenti simbolo del gruppo nel Nordest.

Alla contestazione sui posti di lavoro si aggiunge quella sull’organizzazione produttiva. Nel dettaglio, secondo Fiom-Cgil Veneto e Cgil Veneto, l’azienda chiede di superare gli accordi sindacali esistenti, aumentando i ritmi sulle linee di montaggio fino a 140 pezzi l’ora e introducendo un unico turno continuato giornaliero. Per i sindacati si tratta di richieste considerate insostenibili, anche per l’impatto su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La mobilitazione di Cerreto d’Esi si inserisce così in una vertenza che nel Nordest viene seguita con attenzione anche per gli effetti sul sito friulano e su Electrolux Porcia, altro nodo aperto del piano del gruppo.

Le richieste dei sindacati al Governo

Cgil Veneto e Fiom Veneto chiedono il ritiro immediato del piano di dismissione e dei licenziamenti annunciati, oltre alla convocazione urgente di un tavolo ministeriale con le Regioni coinvolte. Nella presa di posizione dei sindacati il tema non è solo occupazionale, ma riguarda anche la tenuta industriale complessiva del Paese.

Antonio Silvestri, segretario generale FIOM Veneto, e Sara Pasqualin, segretaria generale Cgil Treviso, hanno preso parte alla manifestazione insieme alle altre sigle sindacali e ai lavoratori dei diversi stabilimenti italiani. Dalla protesta è arrivata la richiesta di un intervento pubblico capace di impedire il ridimensionamento produttivo e di difendere l’occupazione diretta e indiretta legata al gruppo.

Secondo Cgil Veneto, la vicenda Electrolux si colloca dentro un quadro più ampio di crisi e ristrutturazioni che coinvolge diversi settori strategici, dalla manifattura alla metalmeccanica, dall’automotive alla componentistica, fino a siderurgia, moda e occhialeria. Il sindacato sostiene che non basti gestire le singole emergenze, ma servano investimenti, innovazione, formazione e una politica industriale in grado di governare le transizioni produttive.

La protesta nazionale e il richiamo alla Costituzione

Nella manifestazione di Cerreto d’Esi è intervenuta anche Paola Morandin, della Rsu di Susegana. Dal palco è stato ribadito che la richiesta dei lavoratori è poter continuare a lavorare in condizioni di salute e sicurezza, senza il rischio di perdere il posto o di finire in cassa integrazione per effetto delle scelte della multinazionale.

Fiom-Cgil Veneto e Cgil Veneto richiamano inoltre l’Articolo 41 della Costituzione, secondo cui l’iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale e con la dignità umana. Su questa base chiedono al Governo di usare tutti gli strumenti disponibili per tutelare il lavoro ed evitare un ulteriore ridimensionamento dell’industria nazionale.

Electrolux, 250 lavoratori dal Veneto alla protesta di Cerreto d’Esi contro tagli ed

La manifestazione odierna nelle Marche arriva dopo giorni di forte tensione sulla vertenza, già al centro di quasi mille in piazza a Cerreto d’Esi e del confronto politico e sindacale che coinvolge anche il Nordest.

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