Donazioni e trapianti, il Veneto accelera: 230 interventi tra gennaio e aprile

A Venezia i numeri illustrati da Aido e dal Centro regionale trapianti: crescita del 16,5% nei primi mesi del 2026 e opposizioni in diminuzione.

12 maggio 2026 01:56
Donazioni e trapianti, il Veneto accelera: 230 interventi tra gennaio e aprile -
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Il sistema trapiantologico veneto apre il 2026 con un andamento in salita. Nei primi quattro mesi dell’anno gli interventi effettuati sono stati 230, a fronte dei 198 registrati nello stesso periodo del 2025: un incremento che conferma la solidità della rete regionale e riporta al centro il tema della donazione.

I dati sono stati illustrati a Venezia, alla Scuola Grande di San Teodoro, durante il convegno “Il dono della vita nel sistema trapiantologico veneto”, promosso da Aido nazionale insieme ad Aido Veneto con il patrocinio della Regione. Un appuntamento che nel capoluogo lagunare ha riunito istituzioni, sanità e associazionismo attorno a un tema che tocca direttamente migliaia di famiglie.

Il dato che segna l’inizio del 2026

L’aumento nei trapianti si traduce in un +16,5% rispetto al primo quadrimestre dell’anno precedente. A fornire il quadro è stato il Centro regionale trapianti, che ha evidenziato come il numero degli accertamenti sia rimasto pressoché invariato: 141 tra gennaio e aprile 2026 contro 140 nello stesso intervallo del 2025.

A cambiare in modo più evidente è invece il numero dei donatori a cuore fermo, salito da 34 a 48. I donatori utilizzati restano 89, lo stesso valore dei primi quattro mesi dell’anno scorso. Un segnale che racconta una macchina organizzativa capace di mantenere continuità e, allo stesso tempo, aumentare gli interventi eseguiti.

Meno opposizioni e un primato già costruito nel 2025

Un altro indicatore considerato rilevante riguarda la percentuale di opposizione nelle rianimazioni, scesa al 19,1%. Il dato segna due punti percentuali in meno rispetto al 2025 e viene letto come un elemento importante nel lavoro di sensibilizzazione portato avanti sul territorio.

Il Veneto arrivava già da un anno particolarmente forte. Nel 2025 la regione aveva chiuso al primo posto in Italia per numero di donatori, con 49,5 donatori per milione di abitanti, e con 788 trapianti complessivamente realizzati. Il nuovo avvio del 2026 si inserisce dunque in una tendenza favorevole, non in un episodio isolato.

Venezia al centro del confronto sulla cultura del dono

Nel corso dell’iniziativa veneziana hanno portato il loro contributo, in presenza oppure attraverso messaggi scritti e video, esponenti delle istituzioni e del mondo sanitario. Tra questi il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, gli assessori regionali Paola Roma e Gino Gerosa, il patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin e il coordinatore della rete trapianti veneta Enrico Petranzan.

All’incontro è stato presentato anche il cortometraggio “Briciole al cielo” di Gian Francesco Tiramani. Il lavoro racconta la storia di Giordano, il bambino che due anni fa ricevette un nuovo cuore dopo essere stato colpito all’improvviso da un virus. Il film ripercorre, nell’arco di 24 ore, un percorso che coinvolse quattro ospedali da Arezzo a Torino, attraverso i punti di vista del piccolo protagonista, dei familiari, dei medici, degli infermieri e dei volontari.

La questione resta nazionale: migliaia di persone attendono un organo

Il dibattito sulla donazione è tornato di stretta attualità anche dopo i recenti fatti di Napoli. Su scala italiana, la rete dei trapianti viene considerata una delle realtà più avanzate, con oltre 4.500 interventi ogni anno. Resta però un divario pesante tra bisogno e disponibilità: più di 8.000 persone sono ancora in lista d’attesa e circa 300 muoiono ogni anno senza riuscire ad arrivare al trapianto.

È in questo contesto che Aido ha ribadito la necessità di un’informazione chiara e di scelte consapevoli. La presidente nazionale Flavia Petrin, veneziana di Mirano, ha sottolineato come l’aumento dei consensi alla donazione significhi più possibilità concrete per chi aspetta un organo di tornare a una vita piena.

Un passaggio pratico riguarda anche i documenti d’identità. Entro il 3 agosto usciranno definitivamente di scena le carte d’identità cartacee e, al momento del rilascio di quella elettronica, anche i cittadini del Veneto saranno chiamati a esprimere la propria volontà sulla donazione degli organi. Un gesto amministrativo che, per molte persone, può trasformarsi in una scelta decisiva.

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