Disagio tra i più giovani, Villorba spinge per un tavolo nell’Ulss 2: Soligo rilancia l’idea partita da Silea
Il sindaco di Villorba vuole portare il tema nella Conferenza dei Sindaci: confronto allargato su prevenzione, ascolto e rete territoriale.
Il confronto sul disagio giovanile entra nel dibattito dei Comuni del Trevigiano e punta ora a coinvolgere anche l’Ulss 2. Da Villorba arriva infatti un sostegno politico alla proposta lanciata da Silea per dar vita agli Stati generali dedicati alle nuove generazioni.
A prendere posizione è il sindaco Francesco Soligo, che annuncia l’intenzione di portare il tema all’interno della Conferenza dei Sindaci dell’azienda sanitaria. L’obiettivo, nelle sue parole, è aprire un percorso condiviso e non limitato ai singoli enti locali.
Una proposta che punta al livello territoriale
L’iniziativa era stata avanzata dalla sindaca di Silea, Angela Trevisin. Soligo ne condivide l’impostazione e ritiene utile allargare il confronto a una sede sovracomunale, dove possano trovare spazio amministrazioni, servizi e realtà che già operano a contatto con adolescenti e famiglie.
Secondo il sindaco di Villorba, il malessere che coinvolge ragazzi e ragazze non può essere affrontato da un solo soggetto. Per questo richiama la necessità di mettere insieme istituzioni, mondo della scuola, nuclei familiari, ambito sociosanitario, forze dell’ordine e associazionismo.
Il ruolo dell’Ulss 2 e dei servizi
Nel ragionamento proposto da Soligo, la partecipazione dei servizi sociosanitari viene considerata centrale. Il riferimento è alla possibilità di leggere le fragilità in modo più integrato, rafforzando sia la prevenzione sia la capacità di arrivare per tempo nei casi più delicati.
Il passaggio nella Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 2 avrebbe quindi il compito di trasformare una sollecitazione politica in un confronto più strutturato, capace di tenere insieme salute, educazione e benessere in una cornice territoriale più ampia.
Superare i confini dei singoli Comuni
Per il primo cittadino di Villorba, le amministrazioni locali devono lavorare in rete e scambiarsi strumenti ed esperienze utili. Il punto, osserva, è che il disagio giovanile non si ferma ai confini comunali e richiede risposte coordinate, con continuità e una visione comune.
Nella proposta c’è anche un altro elemento: ascoltare direttamente i giovani. Soligo insiste sulla necessità di coinvolgere ragazze e ragazzi nelle decisioni che li riguardano, riconoscendo loro un ruolo attivo e non soltanto quello di destinatari degli interventi.
Il passaggio successivo sarà ora quello istituzionale, con la presentazione del tema nella sede dei sindaci dell’Ulss 2. L’auspicio espresso da Villorba è che dall’idea possa nascere un’iniziativa concreta, stabile nel tempo e capace di mettere in relazione le energie già presenti nel territorio trevigiano.