Diagnosi ginecologica più precisa a Monastier: al Giovanni XXIII arriva il nuovo colposcopio

Il presidio trevigiano rafforza l’area dedicata ai tumori femminili con una nuova apparecchiatura e con Enrico Busato alla guida dell’oncologia ginecologica.

06 giugno 2026 18:47
Diagnosi ginecologica più precisa a Monastier: al Giovanni XXIII arriva il nuovo colposcopio -
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Nel Trevigiano si consolida l’offerta dedicata alla salute femminile con un doppio passaggio al Presidio Giovanni XXIII di Monastier: da una parte l’attivazione di un nuovo colposcopio ad alta definizione, dall’altra l’affidamento dell’oncologia ginecologica al dottor Enrico Busato. Due elementi che segnano un investimento mirato sulla diagnosi anticipata e sulla presa in carico specialistica.

La nuova apparecchiatura è il Centrel Z4, sistema pensato per rendere più leggibili anche alterazioni molto piccole a carico della cervice uterina. L’obiettivo è riconoscere in tempo lesioni precancerose, comprese quelle collegate all’HPV, quando ancora non danno segnali evidenti ma possono essere trattate prima di un’evoluzione più seria.

Per un territorio come la Marca, dove il tema dell’accesso a cure specialistiche resta centrale, il potenziamento del presidio di Monastier assume un peso concreto: significa avere più strumenti per una valutazione accurata senza allontanarsi dai riferimenti sanitari dell’area.

Un esame più nitido nelle fasi iniziali

Il Centrel Z4 è dotato di telecamera dedicata, schermo touch da 22 pollici e visualizzazione digitale in alta definizione. La qualità dell’immagine aiuta a distinguere con maggiore chiarezza le anomalie dei tessuti, riducendo le zone d’ombra che con dispositivi meno aggiornati potevano rendere più complessa l’interpretazione clinica.

Il beneficio atteso riguarda soprattutto la fase in cui una lesione può ancora essere affrontata con interventi limitati e mirati. Lo strumento, secondo quanto comunicato dalla struttura, trova impiego anche nell’individuazione di tumori della vulva e della vagina, patologie meno frequenti ma delicate se diagnosticate tardi.

Il nuovo incarico affidato a Enrico Busato

Il rafforzamento del reparto passa anche dalla nomina di Busato, in servizio a Monastier dal 1° novembre come responsabile dell’oncologia ginecologica. Il suo arrivo porta nel presidio l’esperienza maturata in anni di attività al Ca’ Foncello di Treviso, dove ha guidato Ginecologia e Ostetricia.

Proprio nel capoluogo il reparto ha ottenuto l’accreditamento europeo ESGO per la chirurgia del tumore ovarico avanzato. Si tratta di un riconoscimento assegnato dalla European Society of Gynaecological Oncology, riferimento scientifico continentale per prevenzione, studio e trattamento dei tumori dell’apparato genitale femminile.

Monastier, nuovo colposcopio al Giovanni XXIII e Busato guida la ginecologia oncologica
Monastier, nuovo colposcopio al Giovanni XXIII e Busato guida la ginecologia oncologica

Nel suo intervento, Busato ha richiamato l’attenzione sul peso del tumore ovarico, indicandolo come la principale causa di morte tra i tumori ginecologici e la quinta causa di mortalità oncologica complessiva nelle donne. Il medico ha spiegato di voler portare a Monastier il patrimonio clinico costruito negli anni, con l’intenzione di sviluppare un percorso di cura fondato sugli stessi criteri scientifici e organizzativi già applicati a Treviso.

Il significato per la sanità della Marca

L’aggiornamento tecnologico e il nuovo assetto professionale vengono letti come un passaggio importante per mantenere nel Trevigiano competenze avanzate in un settore particolarmente delicato. Il presidio di Monastier punta così a rafforzare la propria funzione in rete con il sistema sanitario e con le professionalità già presenti sul territorio.

La direttrice sanitaria Maria Giuseppina Bonavina ha definito l’ingresso di Busato un valore aggiunto per la struttura, ribadendo la scelta di affiancare alle competenze mediche anche strumenti diagnostici aggiornati. La direzione indicata è quella di standard assistenziali elevati, con maggiore capacità di individuare precocemente alterazioni della cervice, della vulva e della vagina.

Per le pazienti della zona, il dato più concreto è questo: una struttura della provincia che amplia la propria capacità diagnostica e rafforza l’area oncologica ginecologica, puntando su tecnologia e competenze specialistiche nello stesso momento.

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