Da Verona a Roma, riconoscimento a Giovanni Rana mentre il food italiano corre in Europa

Il fondatore veronese premiato per i 20 anni di Italia del Gusto. Nel 2025 l’export agroalimentare sale a 59,3 miliardi, frenata invece negli Usa.

19 giugno 2026 13:55
Da Verona a Roma, riconoscimento a Giovanni Rana mentre il food italiano corre in Europa -
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C’è anche Verona al centro del ventennale di Italia del Gusto celebrato a Roma: tra i momenti più significativi dell’appuntamento, il riconoscimento consegnato a Giovanni Rana, imprenditore simbolo del territorio e tra i fondatori del consorzio nato nel 2006.

La cerimonia si è svolta il 19 giugno 2026 al Chiostro del Bramante, dove al presidente onorario del consorzio è stata attribuita la Moneta dedicata alla Cucina italiana Patrimonio UNESCO. La consegna è avvenuta alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, insieme al presidente ICE Matteo Zoppas, al direttore generale del Maeci Mauro Battocchi e al vice direttore generale del Maeci Alfredo Conte.

Per il Veneto il passaggio ha un peso particolare: il nome di Rana resta infatti uno dei più riconoscibili dell’industria alimentare regionale, e il premio arriva in una fase in cui il Made in Italy del settore continua a rafforzare la propria presenza sui mercati esteri.

Italia del Gusto compie 20 anni, premio a Giovanni Rana e export a 59,3 miliardi nel 2025
Italia del Gusto compie 20 anni, premio a Giovanni Rana e export a 59,3 miliardi nel 2025

Il dato che accompagna il premio: export a quota 59,3 miliardi

Accanto al riconoscimento al fondatore veronese, l’anniversario di Italia del Gusto è stato anche l’occasione per fare il punto sui numeri dell’agroalimentare nazionale. Secondo l’Osservatorio Nomisma presentato per l’evento, nel 2025 le esportazioni italiane del comparto hanno raggiunto 59,3 miliardi di euro, con una crescita del 5,1%.

Il quadro resta favorevole soprattutto nel mercato europeo, che si conferma la principale area di espansione con un incremento del 7,3%. Più complicata invece la situazione negli Stati Uniti, dove l’export del food italiano arretra del 4,5%, appesantito dagli effetti dei dazi.

Nel commercio mondiale del settore, l’Italia mantiene il sesto posto e una quota del 4,6%. Un risultato ottenuto in uno scenario internazionale non omogeneo, tra aree che accelerano e altre che mostrano segnali più deboli.

Il ruolo di Rana nella storia del consorzio

La motivazione del premio richiama un percorso imprenditoriale legato a famiglia, lavoro, qualità produttiva e capacità di portare all’estero la tradizione gastronomica italiana. Un profilo che, nel caso di Rana, si intreccia direttamente con l’identità veronese e con una storia industriale conosciuta ben oltre i confini regionali.

Nel suo intervento, lo stesso Rana ha collegato il riconoscimento alla crescita di Italia del Gusto, ricordando l’evoluzione del consorzio in questi due decenni: da 5 a 35 miliardi di euro di fatturato aggregato. «Andiamo bene perché esportiamo cibo, e il cibo italiano è adorato in tutto il mondo», ha detto.

Lollobrigida ha invece sottolineato la capacità delle imprese italiane di muoversi in un contesto commerciale e geopolitico complesso, indicando nella forza distintiva del prodotto italiano uno degli elementi decisivi per restare competitivi.

Italia del Gusto compie 20 anni, premio a Giovanni Rana e export a 59,3 miliardi nel 2025
Italia del Gusto compie 20 anni, premio a Giovanni Rana e export a 59,3 miliardi nel 2025

Mercati globali, crescita diseguale e consumi che cambiano

L’analisi diffusa durante il ventennale descrive un 2025 con economia mondiale prevista in crescita del 3,3%, ma con velocità diverse tra le varie aree. Le economie emergenti continuano a spingere, mentre l’Area Euro si muove con maggiore lentezza e con un quadro meno uniforme.

Anche l’inflazione segue traiettorie differenti: nei Paesi sviluppati il rientro appare più avanzato, mentre in diversi mercati emergenti restano pressioni sui prezzi che finiscono per incidere sui consumi. Sul fronte food & beverage, Nomisma segnala che tra il 2019 e il 2024 i consumi pro capite sono aumentati del 26% soprattutto in Paesi come India e Cina, mentre nelle economie mature la progressione è stata più contenuta.

La domanda internazionale, inoltre, resta fortemente concentrata. Stati Uniti, Germania, Cina, Regno Unito e Francia rappresentano circa tre quarti della richiesta globale del comparto. Tra questi sbocchi, Francia e Germania risultano particolarmente vicini all’offerta italiana, confermando come l’Europa sia oggi il terreno più solido per l’espansione del settore.

Italia del Gusto compie 20 anni, premio a Giovanni Rana e export a 59,3 miliardi nel 2025
Italia del Gusto compie 20 anni, premio a Giovanni Rana e export a 59,3 miliardi nel 2025

Che cos’è oggi Italia del Gusto

Nato nel 2006, Italia del Gusto viene indicato come il primo consorzio privato di aziende italiane del comparto alimentare e vinicolo. Oggi riunisce 30 grandi imprese, attive in 38 categorie merceologiche, con un fatturato aggregato di circa 22 miliardi di euro e oltre 53 mila dipendenti.

Il presidente Giacomo Ponti ha ribadito il valore del fare sistema come leva per consolidare la presenza sui mercati esteri. L’idea è che competenze e strategie condivise possano rafforzare il posizionamento internazionale del Made in Italy, in una fase in cui l’export continua a essere uno dei motori principali della filiera.

Tra le aziende associate figurano, tra le altre, Barilla, Bauli, Cirio, Orogel, Ponti, Rana, Rio Mare, Riso Gallo, Sammontana, San Benedetto, Valfrutta e Vecchia Romagna. Un perimetro che dà la misura del peso industriale del consorzio e del rilievo assunto, anche per il Veneto, da una realtà che nel suo percorso continua a incrociare nomi storici dell’imprenditoria regionale.

Italia del Gusto compie 20 anni, premio a Giovanni Rana e export a 59,3 miliardi nel 2025
Italia del Gusto compie 20 anni, premio a Giovanni Rana e export a 59,3 miliardi nel 2025

Per Verona, il premio a Giovanni Rana assume così un significato che va oltre la cerimonia romana: è il riconoscimento a una figura che ha legato il proprio nome alla crescita del food italiano nel mondo, proprio mentre l’Europa si conferma il mercato più dinamico per le esportazioni del settore.

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