Da Legnaro ad ARERA, la filiera del legno-energia chiede più peso nel piano 2026-2029

L’associazione veneta AIEL sollecita regole, fiscalità agevolata e meno ostacoli per il calore rinnovabile, con attenzione alle aree montane e interne.

14 settembre 2026 12:24
Da Legnaro ad ARERA, la filiera del legno-energia chiede più peso nel piano 2026-2029 -
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Il confronto sulla strategia energetica nazionale passa anche dal Veneto. AIEL, l’associazione con sede a Legnaro che riunisce una parte rilevante della filiera italiana del legno-energia, ha portato ad ARERA una linea precisa: nella programmazione 2026-2029 il calore prodotto da legna, pellet e cippato deve trovare un riconoscimento più netto.

Il punto, nella lettura dell’associazione, è che la transizione non può essere costruita soltanto attorno all’energia elettrica. In molte zone montane e rurali, dove riscaldare case ed edifici pesa di più e convertire tutto all’elettrico è più difficile, il legno viene indicato come una risorsa rinnovabile in grado di dare continuità e programmabilità.

Durante l’audizione il presidente Marco Bussone ha richiamato anche un aspetto sociale. Per AIEL, infatti, il tema del riscaldamento nelle aree interne tocca direttamente il costo dell’energia per le famiglie, e il legno può rappresentare una soluzione accessibile sia con impianti domestici sia attraverso sistemi di teleriscaldamento.

Le misure chieste per famiglie e comunità locali

Tra le richieste più immediate avanzate ad ARERA e al Governo c’è quella di rendere stabile l’IVA al 4% su pellet e legna. Secondo l’associazione, una scelta di questo tipo avrebbe un impatto concreto non solo sul piano energetico, ma anche su quello sociale, alleggerendo la spesa per chi usa questi combustibili per il riscaldamento.

Un altro passaggio riguarda le comunità energetiche. AIEL sostiene che il modello non debba restare limitato alla sola produzione elettrica e chiede che venga previsto anche un riconoscimento per le Comunità Energetiche Rinnovabili Termiche. L’idea richiamata è quella di impianti alimentati a cippato collegati a una rete di calore capace di servire abitazioni, aziende e strutture pubbliche.

Nello stesso quadro l’associazione sollecita procedure più semplici anche per le comunità energetiche elettriche già previste, ritenendo eccessivo l’attuale peso burocratico per enti locali, condomìni, imprese e cittadini interessati ad attivarle.

Il nodo del valore economico nei territori forestali

Nell’intervento presentato ad ARERA, il legno-energia viene descritto non soltanto come tema ambientale ma come pezzo di economia territoriale. Dietro al calore rinnovabile, osserva AIEL, ci sono boschi gestiti e certificati, imprese forestali, produttori di combustibili, aziende della tecnologia, installatori e manutentori.

Da qui nasce una seconda richiesta: aprire una riflessione sul rapporto tra energia prodotta localmente e ricadute economiche per i territori. Per l’associazione, le aree che mettono a disposizione risorse, organizzano la filiera e sostengono la produzione di energia rinnovabile dovrebbero poter trattenere una quota più significativa del valore generato.

Il ragionamento viene riferito in particolare alle zone forestali, dove la gestione del bosco e l’organizzazione della filiera possono diventare parte di un sistema energetico locale. AIEL ritiene che questo principio, pur con strumenti diversi, possa valere anche per altre fonti legate alle risorse naturali, come l’idroelettrico.

Chi è AIEL e perché il Veneto è al centro del confronto

L’associazione ha sede a Legnaro, nel Padovano, e rappresenta circa 500 imprese del comparto. Al suo interno rientra una quota ampia dei produttori di apparecchi domestici e caldaie, oltre a numerose aziende attive nella produzione di legna, cippato e pellet.

AIEL gestisce inoltre tre sistemi di certificazione diffusi nel settore: ENplus per il pellet, Biomassplus per legna, cippato e bricchette, e ariaPulita per stufe, inserti e caldaie domestiche alimentate a legna e pellet.

Nel passaggio finale dell’audizione, Bussone ha chiesto che il nuovo Quadro Strategico non si limiti a un riconoscimento di principio. L’obiettivo indicato è aprire un percorso operativo con istituzioni e operatori per tradurre il ruolo del legno-energia in norme, investimenti, incentivi e scelte fiscali concrete.

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