Cure a casa nel Veneto Orientale: 7.350 persone seguite ogni anno dall’Ulss 4
Nel territorio tra San Donà e la costa il servizio domiciliare supera i 129mila interventi l’anno e riguarda soprattutto pazienti anziani e fragili.
Nel Veneto Orientale una parte sempre più rilevante dell’assistenza sanitaria passa direttamente dalle abitazioni dei pazienti. I numeri diffusi dall’Ulss 4 descrivono un servizio capillare: ogni anno vengono prese in carico 7.350 persone e gli interventi effettuati a domicilio superano quota 129mila.
Si tratta in larga parte di cittadini anziani. Tra gli assistiti, infatti, oltre 6.400 hanno più di 65 anni, un dato che aiuta a leggere il peso crescente della sanità di prossimità in un’area come quella del Sandonatese e del Veneto Orientale, dove il supporto a casa diventa decisivo per molte famiglie.
L’obiettivo del servizio è seguire chi vive una condizione di fragilità o una riduzione dell’autonomia senza imporre, quando non necessario, spostamenti complessi o ricoveri evitabili. La presa in carico riguarda persone di ogni età, purché il quadro clinico consenta cure efficaci nell’ambiente domestico.
Una rete che porta le cure dentro le case
Il modello organizzativo messo in campo dall’azienda sanitaria coinvolge più professionalità. L’attività viene svolta dagli infermieri dell’assistenza domiciliare integrata, dagli infermieri di famiglia e comunità, dai fisioterapisti, da specialisti dell’area sociosanitaria e da operatori con competenze specifiche nella gestione di ferite difficili e accessi venosi centrali.
Le prestazioni sono diverse e coprono bisogni molto concreti della vita quotidiana: medicazioni complesse, terapie per via endovenosa, nutrizione artificiale, prelievi del sangue, gestione di cateteri e stomie, controllo dei parametri vitali, verifica della corretta assunzione delle terapie e percorsi fisioterapici personalizzati. Rientra anche la valutazione clinica utile a individuare gli ausili più adeguati.
Barbara Termini, direttore sostituto della UOC Cure Primarie Ulss4, sottolinea che l’assistenza a domicilio punta a limitare i ricoveri non appropriati, sostenere il recupero o il mantenimento delle capacità funzionali e accompagnare pazienti e familiari nell’educazione terapeutica. La casa, osserva, resta il primo spazio di cura e richiede professionisti in grado di operare con competenza in un contesto delicato.
Il sostegno ai caregiver resta un tassello decisivo
Accanto agli interventi sanitari, il servizio include anche un lavoro costante di accompagnamento rivolto a chi assiste il paziente ogni giorno. Nella gestione delle fragilità, il ruolo di familiari e caregiver viene considerato essenziale per dare continuità alle cure e mantenere condizioni di sicurezza nell’ambiente domestico.
Per questo l’attività non si esaurisce nella prestazione clinica. L’Ulss 4 evidenzia infatti l’importanza di formare e affiancare chi vive accanto alla persona assistita, così da rendere più efficace la gestione quotidiana delle terapie e delle necessità pratiche.
Il peso del servizio per il territorio
Sui risultati del sistema domiciliare è intervenuto anche il direttore generale Carlo Bramezza, che indica questo ambito come una leva fondamentale della sanità di prossimità nel Veneto Orientale. Portare assistenza e competenze professionali nelle case, rimarca, significa aiutare i pazienti nei momenti di maggiore vulnerabilità e allo stesso tempo offrire un supporto concreto alle famiglie.
Nel bilancio annuale dell’Ulss 4 restano così due dati particolarmente significativi per il territorio: 7.350 persone seguite complessivamente e oltre 129mila accessi domiciliari in un anno. Numeri che confermano quanto l’assistenza a casa sia ormai una componente strutturale dell’organizzazione sanitaria locale.