Credito e manifattura, il Veneto resta centrale: 2 miliardi erogati da Intesa Sanpaolo in sei mesi
A Padova il confronto con le imprese regionali: focus su export, filiere, passaggio generazionale e crescita delle Pmi venete.
Il Veneto continua a muovere numeri rilevanti sul fronte del credito e dell'export, in un quadro economico che resta prudente ma dinamico. È da questo scenario che a Padova Intesa Sanpaolo ha fatto il punto con una platea di imprenditori regionali, indicando in 2 miliardi di euro il nuovo credito concesso nel primo semestre 2026 a famiglie e aziende venete.
L'incontro ha riunito Stefano Barrese, responsabile della Divisione Banca dei Territori, insieme a Cristina Balbo, direttrice regionale Veneto Ovest e Trentino-Alto Adige, e a Gregorio De Felice, chief economist del gruppo. Il confronto ha messo al centro il rapporto con il tessuto produttivo veneto, fatto di manifattura, filiere e forte presenza sui mercati esteri.
Padova come punto di osservazione sull'economia regionale
Il capoluogo euganeo ha ospitato un appuntamento costruito attorno alle priorità delle imprese del territorio. Nel dialogo con la banca sono emersi temi che pesano oggi sulle scelte industriali: costo dell'energia, innovazione, competenze professionali e ricambio generazionale.
Accanto al credito tradizionale, l'istituto ha richiamato gli strumenti di consulenza dedicati ai percorsi di sviluppo aziendale, dall'apertura del capitale al rafforzamento patrimoniale, fino ai passaggi societari più delicati. Un'attenzione che riguarda soprattutto le piccole e medie imprese, ossatura dell'economia veneta.
Filiere produttive e sostegno ai fornitori
Uno dei dati evidenziati riguarda il lavoro sulle filiere regionali. Il programma dedicato ha già portato all'attivazione di oltre 150 contratti, con il coinvolgimento di 2.300 fornitori e un volume d'affari superiore a 18 miliardi di euro.
Per una regione dove la rete tra imprese capofila e subfornitura è decisiva, il sostegno a questi rapporti è uno degli snodi principali. La competitività del Veneto, infatti, passa anche dalla capacità delle aziende di consolidare legami produttivi e finanziari lungo tutta la catena.
Il peso del Veneto sui mercati esteri
I numeri richiamati dal Research Department di Intesa Sanpaolo confermano la dimensione internazionale dell'economia regionale. Nel 2025 il Veneto ha sfiorato gli 80 miliardi di euro di esportazioni, piazzandosi terzo in Italia per valore dell'export. Sul lato degli acquisti dall'estero, la regione ha superato i 64 miliardi, risultando seconda a livello nazionale.
Nei primi sei mesi del 2026 le vendite oltreconfine sono cresciute del 4,1%, in linea con il dato italiano, anche se con un passo meno brillante tra aprile e giugno. Le importazioni hanno invece segnato un +5,8%, sostenute soprattutto dall'aumento degli acquisti dalla Cina di beni elettronici ed elettrodomestici nel secondo trimestre.
Le indicazioni per Pmi, turismo e industria
Secondo Stefano Barrese, dal 2020 nel Nordest sono state concluse operazioni di corporate finance per oltre 1 miliardo di euro rivolte alle Pmi, con una quota significativa concentrata in Veneto. Sempre nello stesso perimetro territoriale, sono più di 900 le piccole e medie imprese individuate come possibili protagoniste di percorsi di crescita.
Il quadro congiunturale resta segnato da incertezze internazionali, ma il Veneto mostra elementi di tenuta. Le stime indicano per il 2026 una crescita contenuta del Pil regionale, trainata in particolare dai servizi avanzati e dal turismo, grazie anche al contributo della domanda straniera.
Segnali incoraggianti arrivano inoltre dal mercato immobiliare e dalla produzione industriale. Veneto Congiuntura ha rilevato nel secondo trimestre un aumento del 3,3%, in continuità con l'andamento dei primi tre mesi dell'anno. Anche la fiducia delle imprese manifatturiere si mantiene su livelli favorevoli, con attese positive legate all'andamento degli ordini interni ed esteri. In questo contesto, il Veneto continua a far leva sulla forza delle sue filiere e sulla capacità delle aziende più strutturate di trascinare l'intero sistema produttivo regionale.