Condhotel, i sindaci veneti chiedono margini di scelta: "Decida ogni territorio"

Dal confronto in Regione emerge la linea di Anci Veneto: lo strumento può aiutare il turismo, ma la regia deve restare ai Comuni.

25 giugno 2026 22:57
Condhotel, i sindaci veneti chiedono margini di scelta: "Decida ogni territorio" -
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Non un via libera indistinto, ma una cornice da adattare caso per caso. È questa la linea portata da Anci Veneto nel confronto in Regione dedicato ai condhotel, tema che tocca da vicino molte località a forte vocazione turistica, dalla costa alle città d'arte.

Per i Comuni, il nodo non riguarda soltanto l'utilità dello strumento, considerato interessante per rinnovare parte dell'offerta ricettiva, ma soprattutto chi debba decidere tempi e modalità di applicazione. La richiesta è che le amministrazioni locali possano inserirlo nella propria pianificazione senza soluzioni uguali per tutti.

Al tavolo regionale ha partecipato anche Christofer De Zotti, vicepresidente di Anci Veneto e sindaco di Jesolo, che ha definito il confronto positivo. Da parte dei sindaci delle aree turistiche è emersa una posizione comune: i condhotel possono rappresentare un'opportunità, purché restino dentro una strategia amministrativa costruita sui bisogni reali dei territori.

La posizione portata dai Comuni turistici

Secondo Anci Veneto, il punto centrale è la capacità dei municipi di valutare se questo modello sia adatto o meno al proprio contesto urbano e turistico. In altre parole, i sindaci chiedono di poter incidere nelle scelte, stabilendo come utilizzare lo strumento e in quale fase della programmazione locale.

De Zotti ha richiamato in particolare il tema della riqualificazione. L'idea è che i condhotel possano contribuire all'ammodernamento di strutture esistenti, ma senza sottrarre ai Comuni il controllo sull'equilibrio tra sviluppo turistico, assetto urbanistico e identità delle diverse destinazioni venete.

Un Veneto turistico che non ha un solo modello

Nel confronto è stato sottolineato come il panorama regionale sia composto da realtà molto diverse tra loro. Le esigenze di una località balneare non coincidono con quelle della montagna, del lago, delle terme o dei centri storici a forte richiamo culturale.

Proprio per questa varietà, l'applicazione dei condhotel viene considerata sostenibile solo se calibrata sulle caratteristiche di ciascuna area. La preoccupazione dei Comuni è evitare automatismi che finirebbero per trattare allo stesso modo territori con funzioni, stagionalità e tessuti urbani profondamente differenti.

L'incontro del 25 giugno in Regione

La riunione si è svolta giovedì 25 giugno 2026 e ha coinvolto il vicepresidente della Regione Lucas Pavanetto insieme ai rappresentanti di diverse amministrazioni delle principali destinazioni turistiche venete.

Dal vertice è uscita quindi una richiesta politica precisa: riconoscere ai Comuni un ruolo diretto nelle scelte sui condhotel. Per Anci Veneto, lo strumento può avere spazio nel futuro del settore ricettivo regionale, ma solo se governato con criteri locali e non con un'impostazione uniforme.

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