Concordia Sagittaria, la Fiera dell’Agricoltura chiude guardando al 2027: stand, dibattiti e nodo clima

Bilancio finale per la rassegna legata alla Fiera di Santo Stefano: più di 150 espositori nel centro cittadino e attenzione alle TEA per il futuro del settore.

05 agosto 2026 17:27
Concordia Sagittaria, la Fiera dell’Agricoltura chiude guardando al 2027: stand, dibattiti e nodo clima -
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Non solo stand e pubblico nel cuore di Concordia Sagittaria: l’edizione 2026 della Fiera Nazionale dell’Agricoltura lascia soprattutto un messaggio legato al futuro delle aziende agricole del territorio, strette tra cambiamenti climatici, siccità e necessità di innovazione.

La manifestazione, arrivata alla 47ª edizione e inserita nel programma della Fiera di Santo Stefano, si è conclusa ieri sera dopo quattro giornate che hanno richiamato operatori, associazioni e visitatori lungo le strade del centro. Il bilancio diffuso dagli organizzatori parla di oltre 150 espositori arrivati dal Nordest.

Accanto alla parte espositiva, la rassegna ha mantenuto anche un profilo tecnico e divulgativo, con appuntamenti dedicati ai temi che oggi pesano di più sul comparto agricolo veneto: disponibilità d’acqua, tenuta delle colture e strumenti per difendere qualità e rese.

Concordia Sagittaria, chiusa la 47ª Fiera dell’Agricoltura: oltre 150 stand e focus sulle

Il confronto sulle tecniche per affrontare il nuovo scenario climatico

Tra gli incontri che hanno segnato maggiormente questa edizione c’è stato quello ospitato lunedì sera in sala consiliare sulle TEA, le Tecniche di Evoluzione Assistita. Un tema che riguarda da vicino anche il Veneto, dove il settore primario si confronta sempre più spesso con stagioni irregolari e stress ambientali.

Durante il dibattito è stato spiegato come queste tecniche possano intervenire su varietà già presenti, rafforzandone la capacità di reagire a malattie e condizioni climatiche difficili. L’obiettivo indicato è duplice: ridurre il ricorso ad alcuni input chimici e aiutare le imprese agricole a restare competitive senza perdere il legame con le produzioni tipiche.

Al tavolo del confronto hanno preso parte i ricercatori del Crea Mauro Ostan e Loredana Moffa, insieme ai rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura e CIA. In collegamento è intervenuto anche il senatore Luca De Carlo, presidente della 9ª Commissione del Senato su Agricoltura e Produzione agroalimentare.

Una chiusura tra prodotti locali e partecipazione diffusa

L’ultima serata ha avuto un taglio più conviviale, con una cena costruita attorno alla cucina del territorio e alle produzioni enogastronomiche locali. L’iniziativa è stata promossa con le Pro Loco del Veneto Orientale e con il Consorzio Vini Venezia.

A seguire, come da tradizione per il Santo Patrono, spazio allo spettacolo pirotecnico finale. Un epilogo che ha accompagnato la chiusura di una manifestazione distribuita su quattro giorni, con presenze e attività scandite lungo l’intero programma.

Il bilancio dell’edizione 2026

Nel resoconto finale emerge la volontà di tenere insieme più piani: promozione del territorio, incontro tra imprese e pubblico, ma anche approfondimento su questioni che stanno cambiando il lavoro nei campi. È questa la linea che ha caratterizzato l’appuntamento di Concordia Sagittaria, sempre più orientato a unire festa e contenuti.

Il presidente della Fiera di Santo Stefano, Giancarlo Burigatto, ha richiamato proprio il peso di clima e siccità nel confronto sviluppato durante la rassegna, confermando che l’organizzazione è già proiettata verso il prossimo appuntamento. L’edizione 2027, nelle intenzioni, dovrà rafforzare ulteriormente un format che in questa tornata ha portato in centro aziende, operatori e pubblico da diverse aree del Nordest.

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Per Concordia Sagittaria resta così un’edizione che ha messo insieme partecipazione, identità locale e una discussione concreta sulle sfide dell’agricoltura veneta, con l’orizzonte già puntato al prossimo anno fieristico.

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