Col San Martino ricorda chi partì: targa e cerimonia per i 70 anni del Gruppo Fraternità Emigranti
A Farra di Soligo una giornata dedicata alla storia dell’emigrazione locale, con il coinvolgimento del Comune, delle associazioni e dei Trevisani nel Mondo.
La storia di tante famiglie di Farra di Soligo passa anche da valigie preparate in fretta, partenze difficili e legami rimasti vivi nonostante la distanza. A Col San Martino questa memoria è tornata al centro con la celebrazione per il settantesimo anniversario del Gruppo Fraternità Emigranti, associazione nata per tenere unito il rapporto tra il paese e chi, negli anni, ha lasciato questo territorio.
L’iniziativa ha richiamato amministratori, rappresentanti del mondo associativo e cittadini, in un appuntamento che ha avuto un forte significato per la comunità locale. Presenti anche il sindaco Mattia Perencin, autorità civili e militari e Franco Conte, presidente dei Trevisani nel Mondo.
Il filo conduttore della giornata è stato il racconto di un Veneto che ha conosciuto da vicino il fenomeno migratorio. Attraverso testimonianze e ricordi, sono riemersi i passaggi che hanno segnato intere generazioni: la scelta di partire, i sacrifici affrontati all’estero, il desiderio di mantenere un contatto con la terra d’origine e, per alcuni, il ritorno.
Un anniversario che parla alla comunità
La ricorrenza non ha rappresentato soltanto un momento celebrativo. Per Farra di Soligo è stata anche l’occasione per ribadire quanto l’emigrazione abbia inciso sulla storia sociale del paese e delle sue frazioni. Il Gruppo Fraternità Emigranti continua infatti a custodire una parte importante dell’identità locale, fatta di memorie familiari, relazioni e appartenenza.
Nel corso della giornata si è sottolineata proprio questa funzione: non lasciare che il ricordo di chi è partito si dissolva con il tempo. Un messaggio che, nel contesto trevigiano e veneto, conserva un peso particolare, vista la lunga tradizione migratoria che ha attraversato molte comunità.
Il programma tra messa e omaggio al Monumento dell’Emigrante
La celebrazione si è aperta con la Santa Messa, primo momento condiviso dell’anniversario. In seguito i partecipanti si sono ritrovati in Piazza Emigrante, davanti al Monumento dell’Emigrante, dove si sono svolti l’alzabandiera e lo scoprimento di una targa dedicata ai 70 anni dell’associazione.
Quel segno commemorativo è stato presentato come un riconoscimento duraturo verso le persone che hanno lasciato Farra di Soligo portando con sé tradizioni, valori e senso di appartenenza. La memoria dell’emigrazione, nel paese, resta così legata anche ai luoghi pubblici che scandiscono la vita collettiva.
Il ringraziamento del sindaco e il ruolo dell’associazione
Nel suo intervento, il sindaco Mattia Perencin ha espresso gratitudine al Gruppo Fraternità Emigranti per il lavoro svolto nel tenere viva una pagina rilevante della storia locale. Un ringraziamento specifico è stato rivolto alla presidente Stella De Conto e a Dina Moretto, indicate come figure centrali nel portare avanti l’attività del gruppo con continuità e impegno.
Perencin ha inoltre salutato la presenza di Franco Conte, presidente dei Trevisani nel Mondo, evidenziando la vicinanza mostrata alla comunità di Farra di Soligo in occasione dell’anniversario.
Nel commento diffuso dal Comune, il sindaco ha rimarcato il valore di questa ricorrenza come omaggio alle famiglie che hanno affrontato l’emigrazione senza spezzare il rapporto con la propria terra. Il senso dell’iniziativa, nelle parole dell’amministrazione, è anche quello di consegnare alle nuove generazioni una memoria condivisa fatta di storia, sacrifici e identità. La giornata si è chiusa proprio in Piazza Emigrante, attorno alla targa che da ora ricorderà stabilmente i sette decenni del Gruppo Fraternità Emigranti.