Chirurgia oculare, a San Donà arriva il visore 3D: test su una nuova piattaforma per gli interventi più delicati

L’Oculistica dell’ospedale del Veneto Orientale ha provato un sistema che porta nel casco del chirurgo immagini tridimensionali ad alta definizione.

26 ottobre 2026 12:05
Chirurgia oculare, a San Donà arriva il visore 3D: test su una nuova piattaforma per gli interventi più delicati -
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Un supporto tecnologico pensato per aumentare precisione e controllo in sala operatoria è stato messo alla prova all’ospedale di San Donà di Piave. L’Unità operativa complessa di Oculistica ha infatti testato una piattaforma che consente al chirurgo di visualizzare l’occhio in tre dimensioni attraverso un casco dedicato, durante le procedure più complesse.

La novità riguarda un ambito in cui anche minimi margini di errore possono fare la differenza. Per questo la sperimentazione è stata seguita con particolare attenzione all’interno del percorso di aggiornamento tecnologico avviato dall’ULSS4 nel presidio sanitario del Veneto Orientale.

Una visione tridimensionale per il lavoro in sala operatoria

Nella chirurgia oftalmica il riferimento principale resta il microscopio operatorio, indispensabile per lavorare su strutture estremamente piccole. Il sistema provato a San Donà trasferisce però le immagini a un visore indossato dal medico, restituendo profondità e definizione elevate.

In pratica, la tecnologia permette di osservare il campo operatorio con una percezione più immersiva, elemento particolarmente utile quando si affrontano interventi che richiedono grande accuratezza nei movimenti e lettura precisa dei dettagli anatomici.

Oculistica di San Donà di Piave, testata in sala operatoria la visione in 3D
Oculistica di San Donà di Piave, testata in sala operatoria la visione in 3D

Il peso dell’Oculistica di San Donà nell’attività dell’ULSS4

Il test si inserisce nell’attività di una struttura che ogni anno sviluppa numeri significativi: circa 5mila procedure chirurgiche, tra operazioni vitreo-retiniche, cataratta, cornea e glaucoma. Un volume che rende il reparto di San Donà un punto rilevante per l’assistenza specialistica nel territorio.

Proprio per questo, l’introduzione e la valutazione di nuovi strumenti non viene letta come un semplice aggiornamento tecnico, ma come un passaggio che può incidere sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità delle cure offerte ai pazienti dell’area.

Le valutazioni dei vertici sanitari

“Nella chirurgia oculare la qualità della visione del chirurgo incide direttamente sulla sicurezza di ogni gesto - spiega Giorgio Santin, direttore della Uoc di Oculistica di ULSS4 - Valutare sul campo soluzioni come questa ci permette di capire quali strumenti possono ampliare le possibilità di intervento e sostenere il lavoro dell’équipe, soprattutto nei casi di maggiore complessità”.

Sulla stessa linea anche il direttore generale dell’ULSS4, Carlo Bramezza: “Dare ai nostri professionisti strumenti adeguati alla complessità dei casi che affrontano ogni giorno è un modo concreto di tutelare la salute dei pazienti. L’innovazione tecnologica è una delle leve su cui stiamo costruendo lo sviluppo dei nostri servizi”.

Per l’azienda sanitaria del Veneto Orientale, il test condotto a San Donà rappresenta dunque un ulteriore tassello nella verifica di tecnologie capaci di accompagnare il lavoro clinico quotidiano, soprattutto nelle branche dove la precisione richiesta è massima.

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