Castelfranco, dal progetto in classe alla donazione: ex studente del Rosselli compatibile con un paziente
La scelta dopo gli incontri di Adoces Treviso. Il giovane è tornato a scuola per raccontare agli studenti cosa significa iscriversi al registro IBMDR.
Una lezione ascoltata tra i banchi si è trasformata, nel giro di pochi mesi, in un gesto capace di incidere concretamente sulla vita di un’altra persona. A Castelfranco Veneto un ex studente dell’Istituto Carlo Rosselli, Marco, dopo essersi registrato come donatore volontario, è risultato compatibile con un paziente in attesa di trapianto e ha completato la donazione di cellule staminali emopoietiche.
La sua esperienza è stata riportata nella stessa scuola dove tutto era cominciato, diventando una testimonianza diretta per studenti, famiglie e docenti. Un passaggio che dà anche la misura dell’impatto locale del progetto di sensibilizzazione portato avanti da Adoces Treviso negli istituti del territorio.
Il ritorno al Rosselli davanti a studenti e famiglie
Venerdì 11 settembre il Rosselli ha voluto ringraziare pubblicamente il giovane nel corso di una cerimonia organizzata insieme ad Adoces Treviso. L’incontro si è inserito nella giornata dedicata alla consegna dei diplomi e alla valorizzazione degli studenti che si sono distinti nei percorsi proposti dalla scuola.
In quell’occasione Marco ha ripercorso le tappe che lo hanno portato dall’ascolto di un incontro informativo alla scelta concreta di mettersi a disposizione del Registro nazionale IBMDR, fino alla successiva chiamata per la compatibilità.
La scelta nata durante il percorso scolastico
Alla base della decisione c’è il progetto “Il dono entra in classe”, promosso da Adoces Treviso nelle scuole della provincia all’interno del protocollo siglato con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Per Marco, come per molti altri ragazzi, non è stato un semplice appuntamento informativo, ma l’inizio di una riflessione personale.
Durante lo scorso anno scolastico la sua quinta aveva seguito con particolare attenzione l’incontro con il volontario Alberto Torresan. Il suo racconto aveva lasciato il segno: Torresan ha spiegato di essere guarito da un mieloma multiplo grazie a un trapianto ricevuto da una donatrice volontaria argentina.
Da lì è maturata la domanda più semplice e allo stesso tempo più impegnativa: se fosse capitato a lui di poter aiutare qualcuno, perché tirarsi indietro? Così ha deciso di iscriversi al registro dei donatori.
La chiamata arrivata poco dopo l'iscrizione
Marco non si aspettava che i tempi sarebbero stati così rapidi. Dopo pochi mesi dall’iscrizione gli è stata comunicata la compatibilità con una persona che aspettava un trapianto.
È in quel momento che la disponibilità iniziale ha assunto un peso diverso. «Non si trattava più solo di un’ipotesi, c’era realmente qualcuno che stava aspettando il mio sì», ha raccontato, spiegando come quella comunicazione abbia rafforzato ulteriormente la sua convinzione.
Come ha descritto la donazione
La donazione è avvenuta attraverso la raccolta delle cellule staminali dal sangue periferico. Nel suo racconto, Marco ha descritto l’esperienza come un prelievo di sangue più lungo del normale, affrontato restando sdraiato durante la procedura.
Una prova che ha definito minima rispetto al valore del risultato possibile: offrire una possibilità di cura a chi si trova ad affrontare una malattia grave. La raccolta tramite aferesi, preceduta da una specifica preparazione, è una delle modalità utilizzate per questo tipo di donazione, accanto al prelievo dal midollo osseo, scelto in base alle indicazioni cliniche.
Un lavoro nelle scuole che nel Trevigiano va avanti da anni
Il caso di Marco riporta l’attenzione su un’attività che Adoces Treviso porta avanti da quindici anni nelle scuole del territorio. L’obiettivo è spiegare ai ragazzi che cosa comporti entrare nel registro dei donatori e quale responsabilità ci sia dietro una disponibilità che può restare attiva fino ai 55 anni.
Per chi è colpito da leucemie, altre malattie ematologiche gravi o alcune patologie genetiche, il trapianto di cellule staminali emopoietiche può rappresentare una strada terapeutica decisiva. Quando in famiglia non c’è un donatore compatibile, la ricerca si sposta sui volontari iscritti ai registri.
I numeri nazionali e l'appello ai giovani
Nel 2025 in Italia sono stati eseguiti 1.161 trapianti di cellule staminali emopoietiche da donatore non familiare, con un incremento del 6%. Le donazioni effettive da parte degli iscritti al Registro IBMDR sono state 490.
Secondo i dati richiamati da Adoces Treviso, 256 donazioni hanno riguardato pazienti stranieri e 234 pazienti italiani. Numeri che, per l’associazione, confermano la necessità di allargare la base dei giovani volontari, così da aumentare le possibilità di trovare una compatibilità per chi è in attesa.
La presidente di Adoces Treviso, Alice Vendramin Bandiera, ha sottolineato il significato di scelte come quella di Marco: per l’associazione i più giovani rappresentano una risorsa fondamentale e una concreta speranza di guarigione per molti malati, compresi i bambini. A Castelfranco la sua storia mostra con chiarezza come un incontro scolastico possa diventare un gesto reale di cura.