Caregiver familiari, via libera del Consiglio regionale: in Veneto entra nel welfare il ruolo di chi assiste i propri cari

Approvata a Palazzo Ferro Fini la legge regionale dedicata ai caregiver familiari: riconoscimento formale, spazio nella rete sociosanitaria e sostegno alle famiglie.

29 settembre 2026 19:16
Caregiver familiari, via libera del Consiglio regionale: in Veneto entra nel welfare il ruolo di chi assiste i propri cari -
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Per migliaia di famiglie venete cambia il quadro di riferimento: il Consiglio regionale ha dato il via libera alla legge che riconosce la figura del caregiver familiare, cioè chi ogni giorno segue un parente malato, con disabilità o in condizione di non autosufficienza.

Il provvedimento, approvato a Palazzo Ferro Fini e annunciato dalla Regione il 29 settembre 2026, punta a dare un riconoscimento pubblico a un impegno spesso silenzioso ma centrale nella vita quotidiana di molte case venete. Secondo il presidente della Regione Alberto Stefani, le persone coinvolte sono oltre 260mila.

Che cosa cambia con la nuova legge

Il cuore del testo è l’ingresso del caregiver nella rete dei servizi sociali e sanitari regionali. Non solo, quindi, una presa d’atto del suo ruolo, ma il riconoscimento del contributo che l’assistenza prestata in famiglia offre all’intera comunità.

La legge valorizza anche il peso sociale ed economico di questo lavoro di cura, svolto accanto a persone con bisogni assistenziali complessi e continuativi. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il sistema integrato del welfare veneto mettendo maggiormente in relazione la persona assistita, i servizi e chi la accompagna ogni giorno.

Le parole della Regione dopo il voto

Commentando l’approvazione, Stefani ha parlato di un passaggio significativo nel percorso sociosanitario regionale, ribadendo una linea che mette al centro la persona e i legami familiari. Il presidente ha definito il risultato un segnale importante per chi si assume un compito essenziale nella tenuta della rete di cura.

«Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società», ha dichiarato.

Stefani ha inoltre richiamato l’impegno assunto all’avvio dell’attuale legislatura, quando aveva indicato tra gli obiettivi quello di arrivare a una norma condivisa sul tema, con un confronto aperto tra maggioranza e opposizione. Dopo il voto ha ringraziato Giunta e consiglieri regionali per il lavoro svolto.

Un tema molto concreto per il territorio veneto

Il tema dei caregiver è da tempo presente anche nel dibattito locale, perché riguarda in modo diretto l’organizzazione dell’assistenza nelle comunità e nelle famiglie. Nel Veneto orientale, ad esempio, il confronto sui bisogni di chi segue persone fragili è emerso anche in iniziative dedicate alla demenza e al rapporto tra domiciliarità, servizi e sostegno ai familiari.

Dentro questa cornice si inseriscono anche esperienze già attive nei territori, come quelle legate all’assistenza domiciliare, dove accanto alle prestazioni sanitarie trovano spazio supporto e formazione per i familiari che seguono il paziente nella quotidianità.

Il commento della Uil Veneto

Tra le reazioni successive all’approvazione c’è quella della Uil Veneto. Roberto Toigo, segretario generale, e Sonia Bridda, segretaria regionale con delega alle Politiche sociali, hanno definito la legge un passaggio rilevante perché attribuisce finalmente un riconoscimento a chi assiste una persona disabile o non autosufficiente.

Nel loro intervento, i rappresentanti sindacali hanno sottolineato anche un altro aspetto: l’apertura a strumenti come welfare aziendale, lavoro agile e flessibilità degli orari. Secondo la Uil, il punto ora sarà trasformare queste possibilità in misure effettive, attraverso confronto e contrattazione, per evitare che la cura di un familiare pesi fino a compromettere il reddito o la continuità lavorativa.

La nuova legge regionale si inserisce così in un passaggio che per il Veneto ha un valore pratico prima ancora che simbolico: riconoscere chi assiste ogni giorno un proprio caro significa dare visibilità a una parte decisiva del sistema di cura, spesso rimasta finora sullo sfondo.

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