Cantieri Tav a Vicenza, FdI chiede trasparenza su polveri e amianto: «Pubblicare i dati dei controlli»

Dal partito l’invito al Comune a rendere accessibili monitoraggi, verbali e piani di lavoro, richiamando indicazioni sanitarie già formulate nel 2016.

05 settembre 2026 13:19
Cantieri Tav a Vicenza, FdI chiede trasparenza su polveri e amianto: «Pubblicare i dati dei controlli» -
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La discussione sui cantieri dell’alta velocità a Vicenza torna a concentrarsi su un punto preciso: quali verifiche ambientali sono state effettuate e con quali risultati. A sollevare la questione è Fratelli d’Italia, che chiede all’amministrazione comunale di mettere a disposizione gli atti relativi a polveri e amianto nelle aree interessate dai lavori.

Il presidente cittadino del partito, Alessandro Benigno, sostiene che il tema non sia emerso all’improvviso nelle ultime settimane. Secondo la sua ricostruzione, alcune cautele erano già state indicate anni fa nell’ambito della procedura di valutazione ambientale del primo lotto della linea AV/AC Verona-Padova, con un parere del Dipartimento di Prevenzione dell’allora Ulss 6 datato 4 marzo 2016.

La richiesta rivolta al sindaco

Il nodo politico, nella lettura di FdI, riguarda il ruolo del sindaco come autorità sanitaria locale. Per questo Benigno invita Possamai ad acquisire e diffondere la documentazione che possa attestare il rispetto delle prescrizioni indicate allora, a partire dai piani di monitoraggio e dai controlli eseguiti durante le varie fasi di cantiere.

Nell’elenco delle carte richieste compaiono i dati storici su Pm10 e Pm2,5, i rilievi sulle fibre aerodisperse prima, durante e dopo le demolizioni, i verbali di Arpav, i registri relativi a bagnatura e pulizia, oltre alle caratterizzazioni preventive degli edifici abbattuti e ai piani di lavoro previsti dall’articolo 256 del decreto legislativo 81/2008.

Il richiamo alle indicazioni del 2016

Benigno richiama in particolare alcune misure che, a suo dire, erano state fissate in modo puntuale già nel 2016 per contenere la dispersione delle polveri. Tra queste cita il lavaggio delle strade, l’irrigazione quotidiana delle aree operative, la pulizia dei mezzi in uscita dai cantieri e l’impiego di postazioni mobili per il controllo della qualità dell’aria, con campionamenti da concordare con Arpav.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, si trattava di indicazioni non generiche ma legate alle lavorazioni previste, e quindi da considerare rilevanti anche nei lotti successivi. Da qui la richiesta di chiarire se quelle prescrizioni siano state applicate in modo completo e continuativo.

I due episodi finiti al centro del confronto

Nella presa di posizione del partito vengono richiamati due casi recenti. Il primo è quello del cantiere di viale Verona, dove il 17 agosto una segnalazione su una demolizione che avrebbe coinvolto una copertura con amianto ha portato a un sopralluogo di Arpav, Spisal e Ulss. In seguito sono arrivati il sequestro dell’area da parte dell’autorità giudiziaria e l’ordinanza comunale per la messa in sicurezza.

Il secondo riguarda via dei Montecchi, dove il riscontro di un rifiuto pericoloso contenente amianto ha comportato la predisposizione di un piano di indagine e di un piano per l’allontanamento dei riporti. Per FdI, questi episodi rafforzano la necessità di una verifica pubblica sull’efficacia dei controlli ambientali attivati attorno ai lavori.

Il tema del monitoraggio per residenti e lavoratori

Benigno contesta soprattutto la sequenza con cui sarebbero maturati gli interventi, osservando che i controlli sarebbero scattati dopo le segnalazioni. Nella sua ricostruzione viene anche citato un passaggio attribuito al Servizio Igiene e sanità pubblica dell’Ulss 8 Berica, secondo cui non risulterebbero disponibili dati sulla dispersione delle polveri, elemento che, sempre secondo questa lettura, non permetterebbe di escludere esposizioni per chi vive nelle zone vicine.

Alla richiesta si unisce Anna Antonini, dirigente cittadina di Fratelli d’Italia e commerciante a San Lazzaro, che sollecita la pubblicazione dei dati su quanto sarebbe stato respirato per mesi da residenti e lavoratori nelle aree interessate dalle demolizioni. Nel suo intervento viene chiesto anche un riscontro sul corretto recupero dei gas refrigeranti dagli impianti di condizionamento prima degli abbattimenti, come previsto dalla normativa.

La posizione del partito è netta: se tutte le prescrizioni sono state rispettate, sostengono i dirigenti di FdI, la documentazione deve dimostrarlo con chiarezza; in caso contrario, la cittadinanza va informata in modo trasparente. Il confronto politico sul passaggio della Tav a Vicenza, almeno su questo fronte, resta quindi aperto e destinato a proseguire anche nei prossimi giorni.

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