Caccia, dal Veneto sale la protesta: Verona guida la mobilitazione, presidio anche a Treviso
Le associazioni contestano il disegno di legge sulla fauna selvatica. Europa Verde rilancia: alla Camera presentati mille emendamenti contro il testo.
La contestazione contro il disegno di legge sulla caccia prende corpo anche in Veneto, con due piazze che hanno segnato la giornata di mobilitazione: Verona, dove secondo Europa Verde si sono radunate 1.500 persone, e Treviso, con oltre 300 presenze indicate dagli organizzatori.
Il fronte ambientalista e animalista considera il provvedimento un passaggio molto delicato, perché a suo giudizio allargherebbe il perimetro delle attività venatorie. È da qui che nasce la protesta rilanciata nelle città venete, mentre il confronto si sposta anche sul terreno parlamentare.
Andrea Zanoni, coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, interpreta la partecipazione registrata nelle due città come un segnale politico preciso: per il partito, una parte dell’opinione pubblica chiede restrizioni più severe o il superamento della caccia, non un’estensione delle norme oggi in vigore.
Le piazze venete e la rete delle associazioni
Il dato numericamente più alto arriva da Verona, dove la manifestazione in piazza Dante avrebbe raccolto, sempre secondo Europa Verde, circa 1.500 persone. A Treviso i partecipanti sarebbero stati più di 300. Nel capoluogo scaligero era presente anche Licia Colò, citata tra le figure che hanno accompagnato la mobilitazione.
Alle iniziative hanno aderito diverse realtà del mondo ambientalista, animalista e civico. Tra quelle indicate figurano LAV, ENPA, WWF, Legambiente, LIPU, LAC, OIPA, LNDC Animal Protection, Italia Nostra Sezione di Treviso, FIAB Treviso APS Amici della Bicicletta, Vivere il Botteniga, Piavenire Legambiente, Legambiente Treviso, WWF Terre del Piave TV-BL, WWF Veronese ODV, SOS Anfibi Provincia di Verona / SOS Anfibi Verona, Hotel Gatti, Animalisti Verona ODV, Io non ho paura del lupo, Verona Birdwatching / Birdwatching Verona e Progetto Natura veronalago.
I punti del ddl finiti nel mirino
Nel merito, Europa Verde sostiene che il testo andrebbe a incidere in modo significativo sulla legge 157 del 1992, quella che disciplina la tutela della fauna selvatica. Le critiche si concentrano soprattutto sulle ipotesi di estendere i periodi di caccia anche in momenti ritenuti sensibili, come la nidificazione e la migrazione.
Tra gli aspetti contestati ci sono inoltre la possibilità di esercitare l’attività venatoria nei demani forestali e marittimi, l’allargamento del numero di specie cacciabili, compresi animali considerati a rischio, e una disciplina più permissiva sui richiami vivi.
Secondo Zanoni, destano preoccupazione anche l’eventuale impiego di visori notturni e silenziatori e una riduzione del peso scientifico di ISPRA, a vantaggio di organismi regionali. È uno dei passaggi che, nella lettura del partito, renderebbe la riforma particolarmente critica sotto il profilo della tutela ambientale.
Il passaggio alla Camera e i numeri citati da Europa Verde
La battaglia, intanto, prosegue in Parlamento. Alleanza Verdi e Sinistra, riferisce Zanoni, ha depositato mille emendamenti alla Camera con l’obiettivo di contrastare il provvedimento articolo per articolo. La linea annunciata è quella di un’opposizione netta a una riforma giudicata dannosa sia per la fauna sia per la sicurezza.
A sostegno della mobilitazione, Europa Verde richiama anche un sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli per la Fondazione Capellino. Nei dati citati dal partito, tre italiani su quattro sarebbero favorevoli a limitare o abolire la caccia, mentre il 94% si direbbe contrario a un ampliamento delle norme. Zanoni aggiunge inoltre che i cacciatori rappresenterebbero meno dell’1% della popolazione.
Nella posizione ribadita dal partito, il punto resta invariato: nessuna apertura a un’estensione dell’attività venatoria. Per Europa Verde, l’unica riforma ritenuta accettabile continua a essere quella che porti alla sua abolizione completa.