Ca’ Foscari nella rete EFC: a Venezia il bilancio di un progetto da quasi 13 milioni

Presentati a Pavia i risultati del programma nazionale: coinvolti oltre 2mila giovani, mobilità internazionali e nuove collaborazioni anche per il Collegio di Ca’ Foscari.

19 maggio 2026 19:34
Ca’ Foscari nella rete EFC: a Venezia il bilancio di un progetto da quasi 13 milioni -
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Per Venezia il nodo più rilevante del progetto EFC è il rafforzamento del ruolo di Ca’ Foscari in una rete universitaria che, in due anni, ha messo in campo risorse per quasi 13 milioni di euro tra alta formazione, orientamento e scambi internazionali. Il bilancio del programma è stato illustrato a Pavia, dove le otto istituzioni coinvolte hanno fatto il punto sul lavoro svolto tra il 2024 e il 2026.

L’iniziativa, denominata Educating Future Citizens, ha costruito un sistema nazionale dedicato ai percorsi avanzati per studenti e dottorandi, con attività rivolte anche all’accompagnamento dei più giovani verso scelte formative complesse. Nel complesso sono state superate le 60 iniziative formative, mentre i destinatari diretti sono stati più di 2mila tra dottorandi e studenti.

Accanto alla didattica, il progetto ha puntato su mobilità e cooperazione. Le azioni attivate su scala internazionale hanno superato quota cento, mentre le partnership avviate sono state 24, con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati italiani e di realtà accademiche estere.

Il contributo veneziano nella rete nazionale

Nel gruppo delle otto scuole e collegi universitari superiori coinvolti figura il Collegio internazionale Universitario Ca’ Foscari di Venezia. Per l’ateneo veneziano, EFC ha rappresentato un terreno di lavoro su più fronti: consolidamento di programmi già avviati, sperimentazione interdisciplinare e sostegno alle esperienze all’estero degli studenti.

Tra le attività valorizzate c’è il programma internazionale “Doctoral Colloquium on Risk Analytics (DoCRA)”, affiancato da iniziative dedicate all’Intelligenza Artificiale sviluppate insieme ad altre istituzioni della rete. A questo si è aggiunto il bando “EFC Ambassadors”, pensato per sostenere la mobilità in uscita degli allievi e la presenza della rete in contesti accademici internazionali.

Una parte del lavoro ha riguardato anche l’orientamento. Ca’ Foscari ha infatti collaborato con la Scuola Superiore “di Toppo Wassermann” dell’Università di Udine per organizzare un appuntamento congiunto rivolto agli studenti delle scuole superiori, nel segno di una cooperazione che ha provato a unire eccellenza accademica e apertura verso i futuri iscritti.

I numeri complessivi del progetto

Il quadro presentato a Pavia restituisce le dimensioni dell’intervento: 12.858.150 euro utilizzati nell’arco di 24 mesi per costruire strumenti, occasioni formative e reti di relazione. Oltre ai percorsi per dottorandi e studenti, le iniziative di orientamento hanno raggiunto più di mille giovani, con attenzione a temi come transizione climatica, Intelligenza Artificiale e sfide globali.

L’impostazione del progetto è stata quella di mettere in comune competenze e strutture, evitando interventi isolati. La rete è stata infatti descritta come una base destinata a continuare anche oltre la conclusione del finanziamento, con l’obiettivo di restare un riferimento stabile per le istituzioni che vi hanno preso parte.

Le parole di Ca’ Foscari e la prospettiva europea

La rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Tiziana Lippiello, ha indicato il valore dell’esperienza nel metodo adottato: «con Educating Future Citizens abbiamo sperimentato cosa significa davvero fare sistema nella formazione: non una somma di eccellenze, ma una rete capace di generare qualcosa di nuovo. Il dialogo con istituzioni di natura e missione diverse, la scommessa sull'innovazione tecnologica nella didattica, la centralità dello studente come cittadino del futuro sono elementi che rendono questa esperienza un patrimonio duraturo».

Tra gli effetti considerati più importanti c’è anche il consolidamento dei rapporti europei costruiti dalle otto istituzioni. Queste connessioni, secondo quanto emerso nell’incontro, possono rafforzare la presenza internazionale del network e facilitare l’accesso a programmi come Horizon Europe, Erasmus+ e Marie Curie, oltre a mantenere aperti servizi, bandi e occasioni di networking anche dopo la chiusura del biennio.

Insieme a Ca’ Foscari hanno preso parte alla rete IUSS di Pavia, SISSA di Trieste, la Scuola “di Toppo Wassermann” di Udine, la Scuola “Ferdinando Rossi” di Torino, la “Giacomo Leopardi” di Macerata, la Scuola IMT Alti Studi di Lucca e la Scuola “Carlo Urbani” di Camerino. Per Venezia, il dato politico e accademico più significativo è proprio questo: la possibilità di collocare il proprio collegio internazionale dentro una collaborazione nazionale strutturata, con ricadute concrete su formazione, mobilità e visibilità esterna.

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