Bollette e carburanti, la stangata cresce anche in Veneto: Treviso già a quota 150 milioni

Le elaborazioni di CNA Treviso indicano un forte aumento dei costi da febbraio a settembre. Se i prezzi non calano, la Marca può arrivare a 300 milioni entro dicembre.

05 ottobre 2026 14:02
Bollette e carburanti, la stangata cresce anche in Veneto: Treviso già a quota 150 milioni -
Condividi

Il peso dei rincari energetici continua a farsi sentire con forza nel sistema economico trevigiano, uno dei più esposti in Veneto per presenza di piccole imprese, artigianato e attività produttive diffuse. Nella Marca, secondo le stime diffuse da CNA Treviso, tra febbraio e fine settembre famiglie e aziende hanno già dovuto assorbire 150 milioni di euro in spese aggiuntive tra carburanti, corrente elettrica e gas.

Il dato assume rilievo anche su scala regionale perché fotografa un territorio che rappresenta bene la struttura produttiva veneta: costi di trasporto, consumi energetici e gestione quotidiana delle attività finiscono per incidere subito sui conti. E il ritmo degli aumenti, nelle ultime settimane, ha mostrato una netta accelerazione.

Settembre concentra una parte pesante del conto

La crescita non è stata uniforme durante l'anno. CNA segnala infatti che circa 50 milioni dell'aggravio complessivo si sono accumulati nel solo mese di settembre, un passaggio che rende più evidente quanto rapidamente il quadro possa peggiorare per imprese e nuclei familiari.

Se i livelli medi registrati di recente dovessero restare sostanzialmente invariati anche nei prossimi mesi, la provincia di Treviso potrebbe chiudere il 2026 con un impatto totale vicino ai 300 milioni di euro. In pratica, nell'ultimo trimestre si aggiungerebbe una cifra pari a quella già maturata fino al 30 settembre.

Come si divide l'aumento tra benzina, luce e gas

La componente più pesante, nelle elaborazioni dell'associazione, è quella dei carburanti. A Treviso vale il 46% dell'incremento complessivo, per circa 69 milioni di euro. Subito dopo arriva l'energia elettrica, che incide per il 36% con 54 milioni, mentre il gas rappresenta il 18%, pari a 27 milioni.

È una distribuzione che aiuta a capire perché il tema non riguardi soltanto le bollette domestiche. In una provincia dove logistica, spostamenti, lavorazioni e servizi dipendono da energia e mobilità, l'aumento dei prezzi si riflette direttamente sui margini operativi e sulla capacità di tenere in equilibrio i bilanci.

Il quadro trevigiano dentro la tendenza nazionale

Le stime richiamate da CNA collocano questo aumento locale dentro un fenomeno molto più ampio. A livello italiano, tra febbraio e settembre 2026, il rincaro complessivo viene quantificato in 16,5 miliardi di euro. Anche su scala nazionale sono i carburanti a pesare di più, con una cifra compresa tra 7,4 e 7,6 miliardi.

Per l'elettricità il costo aggiuntivo stimato in Italia si colloca tra 5,8 e 6 miliardi di euro, mentre il gas consumato direttamente da famiglie e imprese vale fra 3 e 3,3 miliardi. Il solo settembre, sempre secondo l'associazione, avrebbe prodotto una spesa extra tra 4,6 e 5,2 miliardi.

Caro energia, nella Marca già 150 milioni in più: CNA stima 300 milioni entro fine 2026

Le richieste delle piccole imprese

Dal territorio trevigiano arriva anche una lettura molto concreta degli effetti di questa fase. Il presidente di CNA Provinciale Treviso, Gianpaolo Stocco, sottolinea che per le realtà di dimensioni minori il problema non si esaurisce nel costo del pieno, ma tocca l'intera tenuta economica dell'attività.

Per una piccola impresa, osserva, l'energia entra in modo diretto nei conti e difficilmente può essere assorbita senza conseguenze su investimenti, competitività, margini e occupazione. CNA ritiene che i provvedimenti adottati dal Governo abbiano contribuito a contenere i prezzi negli ultimi giorni di settembre, ma li considera non ancora adeguati alla fase in corso.

Tra le richieste avanzate ci sono misure più strutturali, una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e l'utilizzo dell'eventuale extra gettito fiscale prodotto dai rincari per alleggerire il costo dell'energia. Intanto, nella Marca, la soglia dei 150 milioni già raggiunta conferma quanto il tema resti centrale per l'economia locale e, più in generale, per il Veneto produttivo.

Segui Veneto Today