Venezia, Bevilacqua La Masa chiude un decennio in crescita: più spazi per artisti e nuove risorse dall’Europa

Il bilancio 2016-2026 della Fondazione veneziana: aumentano atelier, candidature, attività espositive e collaborazioni internazionali.

29 maggio 2026 16:52
Venezia, Bevilacqua La Masa chiude un decennio in crescita: più spazi per artisti e nuove risorse dall’Europa -
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Più studi disponibili per i giovani artisti, una partecipazione ai bandi molto più ampia rispetto a dieci anni fa e una rete internazionale diventata via via più solida. È questo il quadro che emerge dal consuntivo del ciclo 2016-2026 della Fondazione Bevilacqua La Masa, realtà storica veneziana che ha fatto il punto sul lavoro svolto durante il mandato del consiglio di amministrazione guidato dal professor Bruno Bernardi.

Nel resoconto diffuso dalla Fondazione, il decennio viene letto come una fase di rafforzamento del ruolo dell’istituzione nel panorama cittadino e non solo. L’obiettivo dichiarato è rimasto quello originario: offrire strumenti concreti di crescita a giovani artisti, accompagnandoli tra produzione, formazione, occasioni espositive e contatti professionali.

Più atelier tra Venezia e Mestre

Uno degli elementi più significativi riguarda gli spazi di lavoro. All’inizio del periodo considerato gli atelier attivi erano 12, mentre altri due necessitavano di interventi per tornare utilizzabili. Nel corso degli anni questi ambienti sono stati recuperati e rimessi in funzione.

A questo patrimonio si sono aggiunti dieci ulteriori spazi grazie all’intesa con la Fondazione Musei Civici Venezia all’Emeroteca dell’Arte di Mestre. Un passaggio che ha allargato in modo concreto le opportunità per artisti e collettivi, consolidando un sistema di studi che la Fondazione considera oggi più strutturato anche sul piano organizzativo.

La crescita si riflette anche nei numeri dei bandi. Se nel 2016 i candidati erano 22, nell’ultima selezione sono stati registrati 132 partecipanti. Un aumento che segnala quanto la proposta della Bevilacqua La Masa sia diventata più attrattiva per chi cerca non soltanto uno spazio, ma anche tutoraggio curatoriale, relazioni e possibilità di scambio.

Mostre, eventi e risorse generate dalle attività

Negli anni più recenti, in particolare dal gennaio 2023 a oggi, la Fondazione ha messo in campo 47 mostre, 62 appuntamenti pubblici e 6 periodi di residenza rivolti ad artisti e critici. Un’attività intensa che ha avuto un peso anche sul fronte economico.

Negli ultimi quattro anni e mezzo le iniziative espositive hanno prodotto complessivamente circa un milione di euro di entrate proprie. La suddivisione indicata dalla Fondazione parla di 103 mila euro nel 2022, 167 mila nel 2023, 364 mila nel 2024, 182 mila nel 2025 e altri 183 mila nei primi mesi del 2026.

Secondo quanto viene riportato, queste somme sono state reinvestite per sostenere viaggi e permanenze all’estero degli assegnatari degli atelier, progetti di scambio, partecipazioni a fiere, attività curatoriale e, più di recente, anche un servizio professionale dedicato alla comunicazione.

Il profilo internazionale e i finanziamenti europei

Nel bilancio del decennio trova spazio anche il rafforzamento del versante europeo. La Fondazione segnala una presenza più stabile all’interno di reti dedicate alla mobilità degli artisti, alla formazione e alla produzione contemporanea, anche attraverso programmi come CreArt e PAC - Piano per l’Arte Contemporanea.

Tra le collaborazioni richiamate compare quella con la Fundación Bilbao Arte, considerata utile per ampliare le occasioni offerte agli artisti in residenza. Sul piano delle risorse, dai bandi europei e nazionali collegati a questi programmi sono arrivati 86 mila euro nel 2023, 143 mila nel 2024, 102 mila nel 2025 e 106 mila euro nella prima metà del 2026.

La Fondazione attribuisce questo risultato al lavoro dello staff, indicando in particolare i contributi di Matilde Ferrarin, Stefano Coletto, Chiara Toso e Immacolata Ponticiello nel consolidamento di una dimensione progettuale più ampia rispetto al passato.

La collezione storica torna al centro

Tra i passaggi ritenuti più importanti c’è poi il recupero della Collezione Bevilacqua La Masa. Il lavoro di ricognizione e inventariazione delle opere, coordinato in particolare da Claudio Donadel, ha riguardato anche lavori acquisiti nel tempo tramite premi d’acquisto e rimasti per anni presso gli artisti.

Per la Fondazione si tratta di un intervento che restituisce leggibilità a un patrimonio essenziale per comprendere un lungo tratto della storia artistica veneziana. La raccolta è stata presentata per la prima volta fuori città con una mostra curata da Stefano Coletto al Museo Ettore Fico di Torino e, secondo quanto annunciato, sarà collocata in futuro nella sede dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.

Le collaborazioni con curatori, gallerie e fiere

La programmazione degli ultimi anni ha visto anche il consolidamento dei rapporti con curatori, gallerie e istituzioni. Tra i nomi citati dalla Fondazione c’è Milovan Farronato, che ha continuato a lavorare con Bevilacqua La Masa attraverso progetti dedicati a Guglielmo Castelli, Patricia Leite e Giangiacomo Rossetti, con il sostegno di Mendes Wood DM, Rodeo e Thomas Dane Gallery.

Nel quadro delle collaborazioni internazionali vengono inoltre ricordate Galleria Contini, Saatchi Yates, Museum of Latin American Art di Long Beach e Tornabuoni Art di Parigi. Da queste relazioni sono nati progetti come Captcha 2826 di Pascal Sender, la mostra in Piazza dedicata a Betsabeé Romero e Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes, realizzato con la partecipazione del Musée Picasso e il supporto operativo della Fondazione Musei Civici Venezia.

Dal 2022 la Fondazione è presente anche ad Arte Fiera con uno stand riservato ai giovani artisti degli atelier. Secondo il bilancio diffuso, il progetto ha ottenuto un riconoscimento concreto dagli organizzatori, che hanno ampliato gratuitamente lo spazio assegnato fino a 32 metri quadrati nelle ultime due edizioni. Sul fronte dei conti, la Fondazione riferisce infine che gli esercizi del periodo si sono chiusi in utile, tranne uno, nel corso dei due mandati che hanno visto Bruno Bernardi presidente insieme, dal 2016 al 2021, a Valentina Farolfi e Roberto Zamberlan e, dal 2021 al 2026, a Marina Bastianello e ancora Roberto Zamberlan, con Michele Casarin direttore amministrativo in entrambi i periodi.

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