Bellunese, serata di recuperi in quota: otto giovani fermate dalla stanchezza, salvati anche due alpinisti sul Civetta

Doppio intervento tra Civetta e area del Bivacco Tovanella: in azione l’elisoccorso del Suem e il Soccorso alpino fino a notte inoltrata.

25 luglio 2026 13:37
Bellunese, serata di recuperi in quota: otto giovani fermate dalla stanchezza, salvati anche due alpinisti sul Civetta -
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È stata una serata intensa per il sistema di soccorso in montagna del Bellunese, chiamato a gestire due situazioni diverse nel giro di poco più di un’ora. Da una parte il recupero di due alpinisti rimasti in difficoltà sulla parete del Civetta, dall’altra l’assistenza a un gruppo di giovani escursioniste che non riusciva più a continuare lungo il percorso verso il Bivacco Tovanella.

Le operazioni hanno coinvolto l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore, il personale sanitario e i tecnici del Soccorso alpino, con interventi che si sono protratti fino a dopo la mezzanotte. Il quadro più delicato ha riguardato la comitiva diretta in quota, fermata dalla fatica su un tratto che richiedeva ancora attenzione e progressione in sicurezza.

Comitiva in difficoltà sul 487 verso il Tovanella

La richiesta di aiuto è arrivata attorno alle 20.20 dalla zona del sentiero 487. Il gruppo, formato da due accompagnatrici tedesche di 24 e 29 anni e da sei ragazze tra i 12 e i 16 anni, stava affrontando da alcuni giorni un itinerario escursionistico e puntava a raggiungere il bivacco per la notte partendo da Pontesei.

A circa un chilometro e mezzo dalla meta, però, alcune delle più giovani si sono fermate, ormai senza più energie e spaventate dal contesto del percorso. Con la luce in calo e alcuni passaggi esposti ancora da affrontare, è stato necessario organizzare un recupero rapido.

L’elicottero Falco ha quindi portato due tecnici del Soccorso alpino di Longarone nelle vicinanze della comitiva, a circa 1.600 metri di altitudine. In un primo momento una delle accompagnatrici e due ragazze particolarmente provate sono state trasferite a Longarone per i controlli sanitari.

Visto che anche il resto del gruppo non era più in grado di proseguire autonomamente, è stata attivata anche l’eliambulanza di Treviso emergenza. Le altre escursioniste sono state recuperate con manovre al verricello da circa 30 metri e accompagnate a Longarone insieme ai soccorritori, dove hanno poi trascorso la notte nella sede del Soccorso alpino. L’intervento si è chiuso intorno alle 00.30.

Il primo allarme sulla Via Solleder-Lettembauer

Prima ancora, alle 19.20, l’attenzione dei soccorritori si era concentrata sul Civetta. Due alpinisti polacchi impegnati sulla Via Solleder-Lettembauer avevano perso la linea corretta dell’itinerario, finendo in una zona di roccia instabile dalla quale non riuscivano più a uscire.

L’equipaggio di Falco li ha localizzati attorno ai 2.890 metri. Dopo un primo appoggio logistico al Rifugio Tissi per lasciare personale medico e materiale, il velivolo è tornato in parete per completare il recupero in sicurezza.

I due si trovavano fermi su una cengia molto stretta, assicurati a un ancoraggio di fortuna. Il tecnico di elisoccorso li ha raggiunti con una calata al verricello di 90 metri e li ha portati via in due rotazioni successive, con trasferimento finale al Rifugio Tissi.

Due interventi ravvicinati sulle montagne bellunesi

La doppia emergenza conferma quanto le montagne del Bellunese, in piena stagione escursionistica e alpinistica, richiedano tempi rapidi e mezzi ben coordinati quando le difficoltà arrivano nel tardo pomeriggio o in serata. In questo caso l’organizzazione tra elisoccorso, sanitari e volontari ha permesso di chiudere entrambe le operazioni senza conseguenze più gravi.

Tra pareti impegnative e sentieri d’alta quota, il fattore tempo ha avuto un peso decisivo in tutti e due gli scenari. Il recupero sul Civetta e quello lungo il 487 si sono svolti in successione, mettendo alla prova uomini e mezzi in una finestra oraria molto stretta sulle Dolomiti bellunesi.

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