A Bassano arriva “Oltre”, il volume che racconta Giuseppe Bordignon e la crescita di un’impresa nata nel Vicentino
Il 29 maggio a Palazzo Roberti la presentazione del libro dedicato al fondatore del Bordignon Group, figura centrale dell’industria veneta della zincatura
Una storia industriale che parte dal Vicentino e si allarga fino ai mercati europei torna al centro dell’attenzione a Bassano del Grappa. Giovedì 29 maggio, alla libreria Palazzo Roberti, viene presentato “Oltre”, il libro che ripercorre la vicenda personale e professionale di Giuseppe Bordignon, fondatore del Bordignon Group.
L’appuntamento assume un significato particolare perché arriva a dieci anni dalla scomparsa dell’imprenditore di Rosà, nato l’8 maggio 1947. Il volume prova a ricostruirne il profilo mettendo insieme impresa, legami familiari, radicamento nel territorio e visione del lavoro.
Dal Bassanese a un gruppo con respiro internazionale
Il cuore del racconto sta nella crescita di un’attività nata praticamente da zero e diventata negli anni una realtà di primo piano nel campo della zincatura a caldo. Il percorso di Bordignon viene letto attraverso alcune direttrici precise: investimenti nell’innovazione, attenzione ai cambiamenti del mercato e una forte impronta pragmatica nella guida aziendale.
Oggi quell’eredità si traduce in un gruppo che conta più di 300 addetti e una presenza consolidata anche fuori dall’Italia. Nel libro, però, il punto non è soltanto lo sviluppo dimensionale dell’azienda, ma il metodo con cui è stato costruito: crescita industriale e valorizzazione delle persone vengono presentate come elementi inseparabili.
Tra i passaggi messi in evidenza c’è anche il legame con l’area vicentina, descritta come un contesto ancora vitale dal punto di vista economico e sociale. La figura di Bordignon viene così collocata dentro una stagione imprenditoriale del Veneto fatta di iniziativa, relazioni e capacità di evolversi.
Il libro e il ritratto dell’uomo dietro l’imprenditore
“Oltre” raccoglie anche testimonianze di chi ha conosciuto Giuseppe Bordignon da vicino. Ne emerge il profilo di una persona capace di coniugare ambizione industriale e attenzione concreta alla dignità professionale dei collaboratori, considerati non solo forza lavoro ma parte di una comunità aziendale.
Diego Bordignon definisce il libro come il racconto di una visione prima ancora che di una biografia. Nelle sue parole, il fondatore del gruppo ha saputo leggere in anticipo i cambiamenti del settore, investendo con decisione nella tecnologia e costruendo un modello di sviluppo fondato sulla fiducia, sulla parola data e su rapporti solidi con clienti, fornitori, partner e dipendenti.
Un altro tratto che il volume mette in risalto riguarda proprio questa capacità di creare relazioni stabili. È un patrimonio immateriale fatto di metodo, valori condivisi e senso di responsabilità che, secondo la famiglia, continua ancora oggi a sostenere la coesione del gruppo.
Le tappe della crescita del Bordignon Group
La storia aziendale prende avvio nel 1972 a Rosà con la nascita della Zincheria Valbrenta, oggi sede centrale del gruppo. Lo stabilimento si sviluppa su 50 mila metri quadrati, di cui 12 mila coperti, e occupa attualmente 95 persone.
Negli anni successivi arrivano altri passaggi decisivi: nel 1993 l’acquisizione della Zincheria SECA di Ala, in Trentino, dove lavorano 75 addetti; nel 2005 la fondazione di DMW Logistic Srl, struttura di trasporto interna al gruppo con dieci autisti; nel 2012 l’apertura della Zincheria SA a Bucarest, in Romania, con 45 occupati; nel 2020 l’ingresso della Zincheria B&B di Montereale Valcellina, nel Pordenonese, dove sono impiegate 80 persone.
Nel 2022 l’azienda ha celebrato i 50 anni di attività. Oggi la capacità produttiva complessiva dei quattro impianti arriva a 14 mila tonnellate mensili di acciaio zincato a caldo, con oltre 110 mila tonnellate lavorate in un anno e un fatturato superiore ai 56 milioni di euro. Il consiglio di amministrazione è formato da Anna Loro, membro fondatore, e dai figli Diego, Michele e Walter Bordignon, che hanno raccolto il testimone della seconda generazione.
Tra i simboli più noti del gruppo c’è l’impianto di Rosà, dove si trova la vasca di zincatura indicata come la più grande d’Europa. È utilizzata per manufatti di dimensioni eccezionali, con elementi singoli fino a 30 tonnellate, e viene mantenuta costantemente a 450 gradi. Misura 16,5 metri in lunghezza, 2,8 in larghezza e 3,4 in profondità, con una capacità di 1.119 tonnellate di zinco fuso.
La presentazione bassanese del 29 maggio offre quindi anche l’occasione per rileggere una delle storie imprenditoriali più riconoscibili del territorio. Non soltanto il racconto di un’azienda cresciuta nel tempo, ma il ritratto di un modo veneto di fare impresa che ha lasciato un segno ben oltre i confini locali.