Autovelox in Veneto, i Comuni promuovono il nuovo decreto: regole più nette su verifiche e sanzioni
ANCI Veneto valuta positivamente il provvedimento del Mit: definiti passaggi su omologazione, controlli tecnici e dispositivi già installati.
Per i Comuni veneti il nuovo quadro sugli autovelox è soprattutto una risposta a una lunga stagione di incertezze. Il decreto firmato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti viene letto da ANCI Veneto come un passaggio utile a rendere più solide le procedure che stanno dietro ai controlli di velocità e, di riflesso, anche alle sanzioni.
Il tema tocca da vicino il Veneto, dove la gestione della viabilità resta centrale su assi molto trafficati e su strade spesso interessate da cantieri, deviazioni e flussi intensi. In questo contesto, avere regole tecniche meno ambigue sui dispositivi di rilevazione viene considerato un elemento importante sia per gli enti locali sia per gli automobilisti.
A esprimere una valutazione favorevole è il presidente di ANCI Veneto Mario Conte. Nei giorni scorsi, insieme a Gabriele Bolzoni, presidente della Consulta Mobilità e Trasporto di ANCI Veneto, aveva sollecitato un intervento ministeriale per chiarire una materia che negli anni ha generato dubbi interpretativi e numerosi ricorsi.
Che cosa cambia per i dispositivi di controllo
Il decreto ministeriale, dopo il passaggio nella consultazione europea TRIS, mette nero su bianco il percorso che riguarda i prototipi, i controlli iniziali e quelli successivi. Il testo disciplina infatti l'omologazione, la taratura e le verifiche periodiche di funzionalità degli apparecchi utilizzati per misurare la velocità.
Tra gli aspetti evidenziati c'è anche il legame tra l'omologazione e il processo produttivo dei fabbricanti, con il richiamo alla certificazione ISO 9001. Il provvedimento contempla inoltre la possibilità di ispezioni affidate a organismi accreditati, con l'obiettivo di rendere più tracciabile e uniforme il sistema dei controlli.
Secondo ANCI Veneto, uno dei punti più delicati era proprio l'assenza di una cornice chiara e condivisa. È su questo versante che l'associazione dei Comuni vede il valore principale del decreto: ridurre le zone grigie che in passato hanno complicato l'attività amministrativa e alimentato contenziosi.
Il passaggio sui dispositivi già approvati
Un capitolo ritenuto particolarmente rilevante riguarda la fase transitoria. Il decreto stabilisce che gli strumenti già approvati possano essere considerati omologati se risultano conformi alle nuove disposizioni introdotte dal testo ministeriale.
Per i Comuni si tratta di un punto decisivo, perché può incidere direttamente sulle contestazioni relative alle multe rilevate con autovelox già presenti sul territorio. Conte sottolinea che proprio questo chiarimento era atteso da tempo per rafforzare la certezza del diritto e dare maggiori garanzie tanto agli enti quanto ai cittadini.
Nella lettura di ANCI Veneto, il nuovo impianto normativo può contribuire a ricostruire fiducia anche sul fronte della legittimità dei controlli stradali. Una materia molto discussa, soprattutto quando i verbali finiscono al centro di ricorsi o interpretazioni contrastanti.
Il confronto resta aperto
L'associazione, comunque, considera il decreto un punto di approdo importante ma non necessariamente definitivo. ANCI Veneto fa sapere che seguirà l'applicazione concreta delle nuove regole per verificare se il quadro riuscirà davvero a limitare i margini di conflitto interpretativo emersi finora.
Tra i temi che restano sul tavolo c'è anche l'ipotesi di un intervento ulteriore sull'articolo 142 del Codice della Strada. Per l'associazione dei Comuni veneti potrebbe essere il passaggio successivo per consolidare ancora di più la disciplina e ridurre il rischio di nuove contestazioni sul sistema dei controlli della velocità.